Non possiamo stare a guardare
Francesco Viviano di Repubblica continua a occuparsi di Lampedusa, di sbarchi degli stranieri e ora anche di respingimenti. Ci racconta di queste persone che vengono rispedite indietro senza pietà. Quello che li aspetta è un futuro fatto di torture, violenze, stupri, sfruttamento. Tutto gentilmente offerto dai lager libici che lo stesso governo italiano ha finanziato e continua a finanziare attraverso un contributo di miliardi che sono stati dati a risarcimento della Libia per antiche offese subite in cambio di più gas, più petrolio, più qualsiasi cosa. Un baratto. Per il governo italiano si tratta di affari. I soldi pubblici dati per pagare aguzzini e stupratori in cambio di qualche grammo di fonte di energia e della salvaguardia della razza. Vite umane in cambio di niente.
Le trattative con la libia sono state portate avanti dal governo in varie legislature. Sin dal 2004 con il governo berlusconi, poi con prodi, e infine la sigla finale all’accordo quasi a fine 2008 con l’attuale governo di centro destra.
In questi giorni il ministro Maroni ha esplicitato la politica dei respingimenti. Dopo la tristissima vicenda della Pinar, lasciata al largo per giorni con un cadavere di donna incinta avvolta in un sacco in mezzo ai vivi, il governo ha preferito dare ordine ai militari italiani affinchè recuperassero uomini, donne e bambini dalle barche di fortuna con le quali erano riusciti a sfuggire ad un viaggio infernale, per poi riportarli da dove erano venuti. I marinai si vergognano di quello che hanno fatto. Dicono però che hanno dovuto "eseguire gli ordini".