Mònadi al femminile
Certe cose mi preoccupano. Oggi, leggendo questo articolo, qualcosa in me ha fatto click e mi ha disturbato. E’ il "sole donne" che mi urta.
E’ una prassi che ultimamente si sta affermando, quella di dare importanza alle donne, creandosi dei confini dagli uomini. Delle aree protette tutte in rosa. Neanche fosse un asilo nido dove giocare tra femminucce. Non posso credere che le donne vogliano confrontarsi unicamente con sè stesse, ma penso e spero che siano così intelligenti dal volere un confronto più ampio, anche e soprattutto con il sesso maschile.
Quindi perdonatemi, ma quando sento che hanno aperto una spiaggia a Riccione per sole donne, che hanno fatto dei taxi per sole donne, un ristorante per sole donne, una casa per appuntamenti per sole donne, scusate, non me ne rallegro. Non è affermazione del proprio valore questo, ma vuol dire autoghettizzarsi. Crearsi degli spazi in cui si escludono gli altri, fare lo stesso errore che per decenni ha fatto la categoria maschile: isolarsi. Non è così che si conquista rispetto e autorevolezza. Così si conquista solo un pezzo di spiaggia.
Non siamo una razza a rischio di estinzione. Non abbiamo bisogno di oasi dove proliferare e dove imprigionarci. Il club del ricamo si è estinto da anni. Abbiamo bisogno di essere riconosciute in spazi comuni, che comprendano tutti, anche gli uomini. Non abbiamo bisogno di venir protette e relegate a spazi concessi da altri, ma di avere pari opportunità ovunque.
Convinciamoci di non essere una categoria elitaria solo per via del nostro sesso e guadagnamoci il rispetto degli altri, uomini o donne che siano, passeggiando a testa alta anche in mezzo ad una spiaggia affollata.