Colpi di sole
Leggo sul Corriere.it la notizia della moglie dell’imam rinviata a giudizio per essersi presentata in tribunale interamente velata e con i guanti. Poco fa ero in un autogrill, e ho visto passare due signore paffute con la testa coperta, maniche e pantaloni lunghi. Erano accompagnate da mariti e figli maschi, tutti in bermuda, maglietta e sandali. E mi ricordo di avere letto da qualche parte, di recente, che l’obbligo di vestirsi con decoro nell’Islam è applicato indifferentemente a tutti i fedeli: non sono solo le donne a doversi tenere coperte davanti a Dio, ma donne e uomini allo stesso modo. Mi viene anche in mente una cosa che si dice da un po’, e con una certa frequenza: che le donne musulmane in Italia stanno peggio, in media, delle loro connazionali in patria. Le marocchine, ad esempio, che sono governate da un re la cui consorte non porta il velo e gira il mondo in rappresentanza del suo paese; e che nel nostro paese molto spesso vengono tenute segregate dai mariti. Non so molto delle pakistane o delle egiziane, ma le due signore (signore? Ragazze? Va savoir) che nel mio quartiere a Roma vanno a fare la spesa alla Sma portano due dita di velo nero in faccia, mica il niqab che almeno si vedono gli occhi, proprio quella che le saudite chiamano abaaya. Il niqab, verde, lo portava un’altra signora, all’ASL locale: lei dietro, che si reggeva al corrimano della scala per non inciampare. Il marito davanti, mani dietro la schiena.
A me non piacerebbe che qualcuno mi impedisse di portare la minigonna, o mi obbligasse a metterla. Nessuno può venirmi a dire come mi devo vestire, né decidere se sono o meno degna di rispetto a seconda dei centimetri di stoffa che mi ricoprono. Del resto, nessuno si sognerebbe di mettere fuorilegge la combinazione maglietta annodata sopra la panza pelosa-braghe corte-zoccoli che è de rigueur fra certi tamarrazzi estivi. Il tamarrazzo può. E al momento posso anche io. Non che lo farei, beninteso. Ma posso.
E per lo stesso metro di giudizio non vorrei obbligare la gente a mettersi o togliersi della stoffa dalla testa. Ma porco cane, con trentacinque gradi all’ombra tuo marito va, giustamente, in giro in bermuda: cos’è, lui Dio non lo vede?
C’è qualcosa che non mi torna, voglio capire. Aiutatemi.