Sorelle d'Italia

Internet a volte è Il Male

Chi mi conosce sa che ho un’intrinseca ampia e luminosa fiducia nel new media. Internet, la comunicazione globale, la possibilità di percorrere contenuti su contenuti, il valore sociale, la forza aggregativa. Aprire il browser per me è sempre stato paragonabile alla sensazione di calarmi in una agorà sconfinata, ma percorribile in qualsiasi direzione, a mio capriccio. Il capriccio, la curiosità, la ragione, la riflessione, il confronto.. ma per la miseria! abbiamo tra le mani il futuro della comunicazione!

Però.

Prima o poi questo candore di visione si incrina.

Scopro casualmente che circola una mail. Un decalogo con 10 consigli utili per le donne a rischio di violenza. Tra parentesi trovate le mie personali integrazioni. (Utilissime anche quelle, ça va sans dire.)

Un gruppo di violentatori in prigione è stato intervistato per sapere ciò che cercano in una potenziale vittima.
(Capito? Qui, signori miei, si va alla radice del problema con poche semplici domande. Altro che pacchetti sicurezza, interrogazioni parlamentari, numeri verdi, taxi rosa e alè)

1) La prima cosa che i violentatori notano in una potenziale vittima è la pettinatura. E’ più probabile che attacchino una donna con una pettinatura tipo coda di cavallo, treccie (sic!) o qualunque altra pettinatura che si possa strattonare facilmente. E’ probabile anche che attacchino donne con i capelli lunghi. Donne con i capelli corti non sono vittime usuali.
(Donne, cosa aspettate a preventivare un taglio dal vostro parrucchiere?! E se vi suggerisce il carrè, che oggi va tanto di moda, valutate bene i rischi di una frangetta lunga!)

2) La seconda cosa che essi notano è l’abbigliamento. Osservano le donne che vestono abiti che si possano togliere o eliminare rapidamente. E’ solito anche che attacchino donne che parlano al telefono o che stanno facendo altre cose mentre camminano: questo indica che sono disattente e disarmate e possono essere facilmente attaccate.
(Quindi forse d’estate rischiate un po’ di più, tuttavia se avete ancora quei jeans che vi stanno strettini non liberatevene! Considerate che se ci entrate a fatica ne dovreste anche uscire a fatica e ogni secondo può essere prezioso! )

3) Le ore del giorno in cui i violentatori attaccano maggiormente le donne è a prima mattina, tra le 5:00 e le 8:30, e dopo le 22:30
(Donne. Ma dico. Si può sapere che *** ci fate in giro tra le 22.30 e le 5.00?? Ma non potete stare tranquillamente nel vostro lettuccio a sognare di nuovi tagli di capelli a prova di stupro?)

4) Questi uomini attaccano in modo e in luoghi in cui possano portare la donna rapidamente in altri luoghi, dove non si debbano preoccupare di essere visti o arrestati. Se Lei tenta qualunque reazione alla lotta, i violentatori solitamente desistono approssimativamente in due minuti: credono che non ne valga la pena, che è una perdita di tempo.
(Adesso scolpite a lettere di fuoco nella vostra mente questo dato incontrovertibile: 2 minuti circa. Dopo i 2 minuti diventate automaticamente una perdita di tempo. Avete cronometrato quanto tempo ci mettete a indossare e togliere i vostri vecchi jeans?)

5) Hanno dichiarato che non attaccano donne che portino con loro ombrelli o altri oggetti che possano essere usati come arma a una certa distanza (le chiavi non li intimidiscono perchè per essere usate come armi, la vittima deve far avvicinare molto l’aggressore).
(Vi state pentendo di aver snobbato l’Arrotino che stamattina è passato in playback nella vostra via, vero? Certo che se resiste fino ad oggi un motivo ci sarà… la prossima volta invece di scimmiottare “Arrota: coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto” catapultatevi da lui con il vostro vecchio ombrello e fategli aggiungere una contropunta rotante a espulsione.)

6) Donna, se qualcuno ti seguisse in una strada, vicolo o garage, o se stessi con qualcuno con fare sospetto in un ascensore o in una scala, guardalo direttamente in faccia e chiedigli qualcosa, tipo ‘Che ore sono?’ Se fosse un violentatore, avrà paura di essere successivamente identificato e perderá l’interesse di averla come vittima. L’idea è convincerlo che non vale la pena scegliere te.
(Donna, ma è così semplice insomma! Lo devi identificare! Avvicinalo e attacca bottone con una scusa. Ehm ops.. sì vabè potrebbe sembrare che lo stai adescando, ma devi essere brava a convincerlo di NON sceglierti. Eh ce ne sono di belle donne nottambule con la chioma lunga e la gonnellina svolazzante molto più meritevoli. )

7) Se qualcuno si presenta improvvisamente e ti afferra, grida! La maggior parte dei violentatori ha detto che lascierebbe (sic!) andare una donna che grida o che non avesse paura di lottare con lui. Ripeto: Essi cercano la VITTIMA FACILE. Se gridi, potrai mantenerlo a distanza ed è probabile che scappi.
(L’italiano è una lingua precisa. Ogni aggettivo si allaccia splendidamente a una visione delle cose. Se tu sei facile, amica mia, non hai scampo! Devi diventare difficile! Capito? Lotta, urla, graffia fai qualcosa ti prego! Non rimanere impietrita! Più urli e più lo tieni a distanza! Garantito!)

8 Stai sempre attenta a quello che succede dietro di te. Nel caso in cui percepisci qualsiasi comportamento strano, non lo ignorare. Segui il tuo istinto. E’ meglio scoprire che ti sei sbagliata e prenderti solo paura al momento, ma hai la certezza che sarebbe stato molto peggio se il soggetto ti avesse attaccato realmente.
(Eh lo so magari potrebbe sembrare disdicevole che ad ogni fruscio di foglia secca ti metti a urlare come una sirena (vedi il punto 7) però la priorità è non essere facile, oltre che non valere la pena ( vedi il punto 6). Se qualcuno ti offre qualcosa da bere perché, povera donna, avrai la gola secca dopo cotanta performance, occhi aperti!)

9) In qualunque situazione di pericolo, nel caso in cui tu debba gridare, grida sempre ‘AL FUOCO! AL FUOCO!’ e molte persone arriveranno (curiosi). Nel caso in cui gridassi AIUTO!, la maggior parte delle persone si asterrebbero per paura.
(Questo è un concetto chiave! La gente è curiosa! L’unico modo per farla accorrere è richiamare un evento calamitoso! Mi sento di suggerire anche eventualmente “IL TERREMOTO IL TERREMOTO”. Di questi tempi, attira molta curiosità.)

10) Fammi una gentilezza: invia questa e-mail a tutte le donne che conosci e anche agli uomini; questi possono mandarlo ad amiche, mogli, figlie, fidanzate, alla fine…sono cose semplici, ma possono evitare un trauma o persino salvare una vita.
(…)

Lo so, cari lettori, che se siete arrivati fin qui siete già abbastanza traumatizzati. Ma non vi ho ancora rivelato il meglio.

Se fate questa ricerchina trovate un numero di blog che hanno riportato questo terribile decalogo come se fosse una risorsa attendibile e mentre alcuni annoverano tra i commenti ringraziamenti sull’utilità dei consigli, altri elencano pdf di autodifesa e link per acquistare spray al peperoncino.

Considerando poi che questa perla viaggia prevalentemente via mail non so quanti cervelli abbia annebbiato (da una rapida occhiata ai link segnalati da google ho trovato un post che risale al 2007).

Che cos’è che compromette l’esercizio del discernimento? Forse l’effetto catena, con decine e decine e decine di destinatari in chiaro, che ammanta questo tipo di mail di una certa autorevolezza? È possibile prendere seriamente per buona una sola riga di questo decalogo?

Ditemi voi.

14 maggio 2009
00:50, giovedì
Sara Taricani
Filed under : Personale
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