Sorelle d'Italia

Non mi chiamo Natasha

“Natasha” รจ il nome con cui nei paesi anglofoni si identificano le ragazze cadute nella rete dei trafficanti di esseri umani. La fotografa Dana Popa le ha cercate, incontrate, ritratte nella loro vita di tutti i giorni: le scappate e quelle che ancora lavorano, le maggiorenni e le minorenni, le madri e le figlie. Sono quelle che, nei giorni in cui andavo al mare sulla strada che da Frosinone porta verso la provincia di Latina, siedono agli angoli delle strade e chiacchierano fra loro, a tutte le ore del giorno e della notte, in attesa di essere caricate da un cliente.

22 agosto 2010
18:13, domenica
Giulia Blasi
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