Specchietto retrovisore
Adesso distogliamo pure lo sguardo dallo specchietto retrovisore: certo, volendo guardare più indietro si vedrebbe ben altro, specie se si riandasse agli anni in cui la legge non c’era ancora, e donne di tutte le età affollavano con la medesima angoscia le scale in via di Torre Argentina a Roma, dove il Cisa, due volte alla settimana, toglieva letteralmente dalle mani di medici sbrigativi (o di rimedi personali atroci: non solo i famigerati ferri da calza, ma le lavande vaginali alla varechina, per esempio ) coloro che non potevano o semplicemente non volevano essere madri.
Di tutto questo non dovrebbe essere più necessario parlare. Non in un paese dove l’informazione sugli anticoncezionali resta scarsissima, e che magari pubblicizza ovunque, schizofrenicamente, “l’anellino stimolante per lei” e altri gadget sessuali, ma non i contraccettivi. Non in un paese dove donne nude e sospiranti sono testimonial di profumi, cioccolata e spaghetti, ma dove – a differenza degli altri paesi europei- non abbiamo una legge sull’educazione sessuale a scuola.
Loredana Lipperini, su Lipperatura.