Il corpo dell’onorevole
A voler essere molto maligni, si potrebbe pensare che l’onorevole Stracquadanio abbia qualcosa da guadagnare dal mantenimento di un eventuale status quo nei metodi di reclutamento delle deputate denunciati dall’ex collega Angela Napoli. La quale ci è andata giù pesante, definendo alcune elette “prostitute” che si sarebbero procurate il posto in Parlamento con favori sessuali. Ebbene, oggi Stracquadanio risponde che non c’è niente di male, e che se un deputato o una deputata si fossero fatti strada usando il proprio corpo, questo sarebbe perfettamente “legittimo”, in quanto ognuno si fa strada con quello che ha: intelligenza, o bellezza. Ma maligni non saremo, e quindi diamo per scontato che Stracquadanio sia in buona fede: ovvero, che alla legittimità – se non proprio all’opportunità – di darla ai potenti in cambio di una carriera politica – ci creda veramente.
Data l’avvenenza media dei parlamentari maschi italiani, non ultimo Stracquadanio stesso, risulta difficile pensarli alle prese con le richieste sessuali di voraci e potentissime parlamentari femmine, in grado di fare e disfare le liste bloccate che al momento potrebbero assicurare una poltrona anche alla domestica di casa Stracquadanio, se adeguatamente piazzata. E stupisce infatti che le suddette voraci e potentissime parlamentari, la cui esistenza viene postulata dall’onorevole nel suo prudente e trasversale “deputati e deputate”, abbiano così facilmente rinunciato alla possibilità di sistemare in lista i bei giovanotti che sicuramente avranno offerto i propri servigi in cambio di una carriera politica come rappresentanti del popolo. Di quale popolo non si sa, forse quello dei marchettari per signora, che di sicuro manca di un’adeguata rappresentazione politica e pure iconografica dai tempi in cui Richard Gere faceva gli addominali a testa in giù in American Gigolo. A meno che l’onorevole non stia facendo velati e piccantissimi riferimenti all’esistenza di una (sempre vorace e potentissima) lobby omosessuale, molto di bocca buona e accomunata da un feticcio per i burocrati calvi con panzetta.