Un certo tipo di madre
Le riunioni dei genitori a scuola hanno spesso fornito materiale utile a valutare il livello di delirio al quale possono arrivare alcuni di loro, e specialmente alcune madri. (Qualche padre in più alle riunioni non sarebbe male). Smisi di raccogliere personalmente questo tipo di materiale quando in una di queste - e fu l’ultima- i temi più seri furono le previsioni del tempo di una gita in programma. Ombrello sì, ombrello no? Cose così, insomma.
Tuttavia, cerco di tenermi aggiornata su ciò che riesce ad inventarsi un certo tipo di madre.
C’è quella che accompagna la figlia nel collegio universitario, vede che su una parete della stanza sono dipinti due ragazzi che si baciano, si arma di pennello e colore, e copre il tutto di un rosa tenue che le piace tanto.
C’è quella poi che chiama mostro l’insegnante colpevole di nota alla figlia quindicenne che-poverina- non riesce proprio mai a ricordarsi di riportare a scuola il compito di latino firmato.
Un’altra ancora va dal preside affinché il figlio dodicenne non sia interrogato per un mese almeno, ché si è tanto innamorato e non riesce a concentrarsi.
E infine quella che, incrociando la maestra all’ingresso dei bagni della scuola materna, si sente dire: “Signora, il bagno degli adulti è più avanti, sta entrando in quello dei bambini”, serafica- risponde: “Lo so, lo so, ma vado qui perché scaldo la tazza su cui poi si siede mia figlia, abbia pazienza, sono solo i primi giorni di scuola e lei a casa è abituata così”.
La prima deve aver perso di vista gli ultimi dati sull’età del primo rapporto sessuale e le altre tre, stanno forse preparando i figli a questo mondo del lavoro in cui, certo, se ti innamori o se non rispetti un termine stabilito, non c’è problema, ti tengono comunque il posto caldo.
In ogni caso mi è preso un gran sconforto e ho scritto questo post.