Rachida, quel ‘pessimo esempio’
La conoscete di sicuro Rachida Dati, ministro della Giustizia francese e neo-mamma. Carattere deciso, potete dire di odiarla o di amarla ma non di non sapere nulla su di lei. Dopo aver suscitato polveroni mediatici sulla sua passione per le spese a molti zeri, su una sua eventuale liaison con il presidente Sarkozy e sulla rivalità con la Carla Bruni in versione Eliseo, ha continuato a far parlare di sé. Ha portato avanti una gravidanza fiera e pesante, che non tutti avrebbero potuto sostenere sola com’era, facile, facilissimo bersaglio come ministro, e come donna, senza né un marito né un compagno né un padre ufficiale di sua figlia.
Per completare l’opera, è tornata al lavoro cinque soli giorni dopo il parto (cesareo oltretutto). Le femministe francesi non gliel’hanno perdonata: troppo rapida, troppo efficiente, in una parola un «cattivo esempio. Mercoledì scorso il ministro diventata mamma il 2 gennaio era già al primo Consiglio dei Ministri dopo le vacanze, sorridente e in forma smagliante davanti ai fotografi, fasciata in un tailleur nero attillato sulle sue forme sottili, e con i tacchi alti.