Le trasmissioni riprenderanno…
Capita, ogni tanto, che la realtà grande e la realtà piccola viaggino su binari paralleli. E quindi, mentre noi Zie d’Italia siamo tutte qua a festeggiare la nascita della nostra prima nipotina (senza contare quelli pre-esistenti!), in Italia si scateni una mezza baraonda sul tema dell’interruzione di gravidanza.
Chi segue Sorelle d’Italia da un po’ saprà che la gravidanza di Barbara non era esattamente pianificata. Ma lei ha deciso di accoglierla, l’ha vissuta con noi, raccontandocela giorno per giorno, esorcizzando le paure e prendendosi gioco delle superstizioni che circondano ogni nuova nascita. Adesso, nella sua casa c’è una persona in più: poco meno di tre chili di essere umano che piange, mangia, fa la cacca, e comincia a scoprire il mondo e se stessa.
Mio nipote Leonardo è nato il 16 dicembre. E’ perfetto ed è la cosa più bella che io abbia mai visto. Nei primi giorni della sua vita ha scoperto di avere le mani prensili, ha imparato a riconoscere le voci dei membri della famiglia, a farci sapere quando ha fame e quando ha prodotto (per altre cose non piange: è molto pacifico). Lui è stato cercato, voluto, desiderato, atteso. Siamo tutti un po’ più felici, da quando c’è anche lui.
Non per tutte è così. Ci sono donne che una gravidanza decidono di interromperla. Per paura, per povertà, perché è il frutto di una violenza, per una serie variabilissima di motivi intimi e personali. Quello che conta è che non sentono di poter portare avanti quell’ipotesi di vita. Non voglio ripetere cose che ho già detto: preferisco che sia il resto della Sorellanza ad affrontare questo argomento, come crede e come sente.
Nei prossimi giorni, Sorelle d’Italia potrebbe parlare molto di aborto e di maternità non vissuta. Lo faremo avendo ben presente, tutte, che meraviglia siano le vite che si decidono di accogliere, quando si può. Sapendo che l’aborto non è qualcosa che propagandiamo come scelta di libertà, ma qualcosa che sappiamo succedere e preferiamo venga praticato in maniera sicura, sperando che vi si faccia ricorso il meno possibile. Con la contraccezione, con l’educazione sessuale e l’informazione si sono fatti molti passi in avanti: merito della legge 194. La stessa che qualcuno, adesso, vuole "ritoccare".
Le trasmissioni riprenderanno, dunque, come di consueto.
Fuoco alle polveri, signore.