Sorelle d'Italia

Faccia al muro

Sono stata un po’ in giro per il nord negli ultimi quattro giorni. Bologna, Cremona, Genova: tutti comuni del centrosinistra (solo per un caso, non penserete mica che uno nei viaggi scelga il colore politico dei luoghi?) Tutti comuni del centrosinistra, dunque, immersi nella campagna elettorale come il resto d’Italia, eppure ho cercato invano qualcosa di più rispetto a quanto vedo ogni giorno a Roma:  dei manifesti elettorali affissi ai muri capaci di avere un qualsiasi genere di appeal per una donna. 

Ho incontrato decine di facce piacenti di Pierferdinando Casini, decine di facce meno piacenti di Antonio Di Pietro, o facce così così come quella flaccida di Walter Veltroni o quella segaligna di Enrico Boselli. Centinaia di manifesti e un solo volto femminile, quello di Daniela Santanché, sapientemente abbellito da un effetto argenteo-platinato e da uno slogan dai molti significati: ‘Io credo’. 

Da che cosa dovrebbe sentirsi attratta allora una donna? Dalla Santanché, quasi cyber e virtualizzata, che afferma di credere. In che cosa? In Dio? Nella Chiesa che ha lanciato una campagna contro l’aborto che equipara le donne a delle assassine? Oppure crede nei valori come sostiene da sempre? E in quali valori? Nella famiglia che, come molte sanno sulla loro pelle, non è esattamente uno dei luoghi di estrema valorizzazione per una donna? 

(Continua…)

7 marzo 2008
00:18, venerdì
flavia amabile
Filed under : Gender, Identità, Interni, Mamma mia!, Mass Media, Politica, Società
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