Galline in fuga
I pollai italiani sono sottosopra. Gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale sono stati davvero estenuanti. Ordini, ordini,ordini da ogni parte. Da Bologna, e va bene, ma anche Ravenna, Milano, Palermo: tutti a chiedere uova. Nemmeno le galline fossero incubatrici al contrario, distributrici automatiche di aborti senza nemmeno un sano briciolo di etica morale. Ma lo sanno loro che ogni uovo spiaccicato sulla giacca del grande GF è un pulcino strappato alla vita?
E semmai sarebbero capaci di dire anche che siamo delle crudeli e spietate assassine, hanno pensato le galline dei pollai di tutt’Italia. E comunque nemmeno mezza tonaca si è levata a difenderle e allora stanno meditando di scrivere una lettera a Chi di Dovere. Consapevoli della potenziale inutilità di un simile gesto, hanno allo stesso tempo preso contatto con la Federazione unita dei pomodori per un’alleanza disgiunta, un patto da far sottoscrivere ad inizio di ogni manifestazione. Se vengono lanciate uova non possono essere lanciati anche pomodori, in modo da salvare una discreta fetta del patrimonio gastronomico nazionale e garantire almeno, a turno, una carbonara o un sugo di spunzilli freschi.
Da domani, però, finalmente sarà festa grande. La campagna elettorale si chiude e le frittate si faranno solo nelle buone vecchie padelle e non sulle giacche in tweed o in velluto. In attesa di tornare ai ritmi eticamente e nutritivamente normali di aborti, le galline si sono decise a creare un bel MPVP, Movimento per la Vita dei Pulcini. Hai visto mai: dovessero beccare anche loro qualche soldo in finanziamenti…