L’ennesima Carfagnata…
Che poi uno dice che siamo prevenute, che gli si dà contro con pregiudizio.
Il fatto è che ogni volta il nostro ministro Carfagna si impegna nelle gaffe, almeno quanto il suo presidente. Di ieri la notizia (riportata sul suo sito ufficiale) che verranno presentati due decreti legge per le donne al prossimo consiglio dei ministri: uno che riguarda lo stalking (o atti persecutori che dir si voglia) ed uno futuro che riguarderà la violenza sessuale.
Riguardo allo stalking, come ricorda giustamente il nostro ministro, se ne era già occupata la vecchia maggioranza (quindi il provvedimento della Carfagna è sicuramente necessario, ma non certo originale) ed, in particolare, l’ex ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini:
”Lo stalking richiede interventi mirati, in parte gia’ predisposti - ha detto il ministro - ma non approvati nella scorsa legislatura. E’ intenzione mia e del governo ripartire dalle misure contro lo stalking che furono approvate, con plauso di maggioranza e opposizione, in commissione Giustizia, senza mai approdare in Aula a causa della chiusura anticipata della legislatura”.
Quello che però sembra sfuggire di mente al nostro attuale ministro è che il famoso decreto originario contro lo stalking, quello della Pollastrini insomma, conteneva anche delle importanti norme contro l’omofobia (art .18 Delitti motivati da odio o discriminazione fondati sull’orientamento sessuale o sull’identita`di genere). Norme che crearono non pochi pruriti al governo, e molte polemiche soprattutto da parte delle forze di destra.
Che sia questo il motivo della sagace omissione del ministro Carfagna? Che però, piccata dalla questione del famoso patrocinio negato al Gay Pride di quest’anno, ricorda che "quanto al diniego del patrocinio al Gay Pride, anche il suo predecessore Barbara Pollastrini si comporto’ nello stesso modo."
Ministro, mi permetta di dissentire. Ricorda male.
Questi vuoti di memoria sono preoccupanti, qualcuno consigli uno specialista al nostro onorevole ministro Carfagna!