Sorelle d'Italia

Mi indigno ma non mi piego

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Ci siamo giustamente indignate per la campagna Relish, che altrettanto giustamente è stata ritirata il febbraio scorso in seguito a un’ingiuzione di desistenza emessa dal Comitato di controllo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) per la violenza, volgarità e indecenza del messaggio pubblicitario (Art. 9) e in quanto lesiva delle convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona (Art. 10). del Codice.

Adesso siamo alle prese con un problema simmetrico. Non dico opposto, non si tratta di una donna che malmena un uomo o roba simile. No no. Si tratta proprio di una questione speculare, il contrappasso che meritiamo. Noi giudici dei costumi discutibili dei nostri tempi corrotti, siamo portati a giudicare qualcosa di veramente discutibile. Non più qualcosa che con tutta evidenza offende il comune senso del pudore. Siamo chiamati a considerare il nostro personale senso di ciò che riteniamo lecito a una donna e sconveniente a un uomo.

Si tratta del poster della nuova campagna per la collezione Armani Exchange. The Van Wagner, concessionaria di spazi pubblicitari negli Stati Uniti, ha rifiutato l’affissione del poster giudicandolo “too racy”, troppo spinto, esclusivamente a causa del posteriore maschile scoperto. Gli altri soggetti della campagna sono altrettanto spinti, eppure nessuno ha protestato o si è rifiutato di affiggerli. (Continua…)

26 marzo 2009
23:22, giovedì
Gaia Giordani
Filed under : Gender, Mass Media, Società
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