Viva, viva, viva l’Inghilterra
La mia amica Irene lavorava in una multinazionale. Rimase incinta (era sposata da un po’) e andò in maternità, come era garantito dal suo contratto. Al suo rientro, scoprì che era stata retrocessa nelle sue mansioni. Era una laureata in Traduzione alla severissima Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste, e all’interno dell’azienda svolgeva un ruolo qualificato, ma questo era prima di farsi venire la pazza idea di mettere al mondo un figlio. Da quel punto in poi, per i suoi datori di lavoro lei era buona al massimo per fare la segretaria.