Pari inopportunità
Mentre in Italia si discute ancora di quote rosa e pari età pensionabile attraverso quell’ipocrita procedimento di finta equità che Don Milani chiamava con disgusto “fare parti uguali tra disuguali”, l’India apparentemente fa un altro importante passo avanti sul tema dell’integrazione femminile in politica: New Delhi ha eletto per la prima volta un presidente della Repubblica donna: Pratibha Patil, che era già stata anche la prima donna governatrice del Rajasthan. E’ un ruolo istituzionale e non di potere, alla stregua del nostro Capo dello Stato, ma intanto noi dibattiamo ancora se l’Italia sia pronta a dare un ruolo anche semplicemente istituzionale a una donna, mentre l’India – tra sistema di caste, antica povertà, problemi legati all’ipersviluppo e alla crescente islamizzazione, combatte battaglia di civiltà decisamente più complesse. Ma la signora non è certo il nuovo che avanza (72 anni e una vita politica a tratti imbarazzante, lo stesso standard dei nostri parlamentari) e pare sia vecchionianamente “stronza come un uomo”, tanto da aver caldeggiato in prima persona le feroci campagne di sterilizzazione forzata volute da quella Thatcher indiana che è stata Indira Gandhi. Che avesse ragione la Bonino quando dice che la vera parità è riuscire a mandare al potere donne incompetenti/feroci/corrotte quanto i loro colleghi maschi? Se lo chiede un po’ malignamente Rampini dall’India per Repubblica, ma un po’, lo ammetto, me lo chiedo anche io.