Puttanate
La cosa fantastica è che queste Marie Goretti in braghette filo-culo, se le chiami puttane, si offendono. Ma quando levi ogni dubbio, cioè mobiliti la stampa per annunciare all’universo mondo che la tua passera inviolata è all’asta, allora dovresti affrontare l’ipotesi che questo costituisca, come dire, meretricio. Oh, sì, per carità, puoi sempre leggerti alla veloce Memorie di una geisha e affidarti a un mediatore che alzi il prezzo del tuo mizuage fino a renderlo leggendario, ma sempre meretrice rimani. Meretrice che peraltro promette - sulla carta, almeno - di essere pessima: gambe larghe e occhio al cielo come una santa, un paio di bicchieri di vino per addormentare quel poco di cervello funzionante che hai, e via, eccoti sacrificata sull’altare dell’autopromozione. Stendiamo un velo pietoso sul patetico omuncolo che dovesse, eventualmente, passare alla cassa per avere l’onore di deflorarti e vantarsene al bar (o meglio, trattandosi di un milione di euro, più probabilmente al Circolo del Tennis), perché il problema non è lui, o meglio, non è soltanto lui. Sei tu, che riesci in un colpo solo a far sembrare il sesso una merce e un martirio, te stessa un oggetto di valore da acquistare (a proposito, hai idea di come funziona un’asta? Si parte da un valore di base e poi si rilancia. Tu partiresti da un milione di euro? La stima chi l’ha fatta?), la stampa italiana - che ha ribattuto questa stronzata che t’è uscita di bocca - pappona, e me qui una che effettivamente si occupa di te.