Naked Ambition: Veline vs femminismo?
Questo articolo del Financial Times sta facendo discutere e divide l’Italia più di quanto non abbia fatto nel suo paese. Il povero Adrian Michaels (autore dell’articolo) è stato preso di mira da giornalisti e telegiornali italiani. Per questo è bene che ognuno di voi si legga integralmente l’articolo originale che è facilmente comprensibile per chi mastica un po’ d’inglese. Questo perchè spesso se ne discute senza permettere alle persone di farsi un opinione personale. Nell’articolo, è ormai noto, si discute della condizione femminile italiana, raffrontandola ad un contesto europeo. Si critica l’utilizzo fatto della figura femminile nel mondo della pubblicità. Il concetto è, più sono nude più si vende. Un dogma che seguono in realtà molte campagne pubblicitarie, non solo italiane, ma che porta ad una giusta riflessione:
Of course marketing campaigns in other countries use the female body. But the difference, says Sergio Rodriguez, group creative director at Leo Burnett Italy, the ad agency, “is that in Italy when you don’t have to use women, you use women”.
Un esempio che riporta lo stesso Michaels:
The current Striscia La Notizia dancers, Melissa Satta and Thais Souza Wiggers, appeared this year in adverts in Milan’s main Centrale station wearing bras that pushed up, through unbuttoned shirts, their already ample breasts. It would be hard, and probably futile, to advertise underwear in any other way. But in this instance they were selling luggage.