Sorelle d’Italia

E se fossero solo ridicoli?

Ferrara vuol rimetterci tutte in sala parto, Berlusconi vuol relegarci in cucina, il Papa non si è capito molto bene dove vorrebbe collocarci ma in linea di massima direi il più lontano possibile da qualsiasi forma di potere o ancor meglio all’inferno.

I benpensanti invece vorrebbero rinchiuderci nelle case chiuse e quelli che pensano bene e razzolano male in camera da letto; possibilmente con tonnellate di Viagra fornito gratuitamente dal servizio sanitario nazionale.

Molti ci vorrebbero chiudere in una bara, qualcuno, sempre più spesso, ci riesce ma sono molti anche coloro a cui va benissimo che sulla bara si continui a danzare mezze nude; per comodità quel tipo di bare le chiamano “cubi”.

C’è poi chi si vorrebbe portare in parlamento con un bel guinzaglio di brillanti e chi con quel guinzaglio ci vorrebbe portare semplicemente all’altare. E ci sono quelli che ci vorrebbero portare in palmo di mano o sotto al tacco e ancora quelli che ci vorrebbero martiri o sante o puttane o veline o quello che ci pare purchè non gli si faccia mancare la nostra presenza.

Una presenza che ormai è diventata strumentale come quella dei bambini per impietosire l’opinione pubblica di fronte ai “drammi” della vita.

Gli uomini da una parte e le donne ancora una volta a loro disposizione che nell’accezione più moderna del termine, significa a disposizione delle loro battaglie, della loro vanità, dei loro desideri o dei loro sensi di colpa.

Ormai la donna tira, mentre i più sciocchini pensano ancora che a tirare sia il pelo, i più furbi hanno capito che ha far tendenza è la donna da esibire non più solo come un pezzo di carne, ma come lo stendardo del proprio casato, della propria personalissima battaglia.

E noi ancora una volta lì. Noi ancora una volta ingenuamente presenti sopra, sotto, di fianco, dentro, contro, insieme, di lato ai nostri uomini. Pronte a farci usare da Ferrara per accrescere il suo ego, pronte a farci usare da Berlusconi per aumentare la sua visibilità, pronte a tendere la mano a Veltroni per aiutarlo ad allargare il suo elettorato.

Qualsiasi scemenza esca dalla bocca di un uomo, noi la prendiamo talmente sul serio da rendere seria la sua scemenza.

A volte, ve lo dico sinceramente, mi chiedo quanta parte di colpa abbiamo nell’alimentare una certa mentalità. Forse, dico forse, diamo troppa importanza ad un avversario il cui valore è rappresentato soltanto da quello che noi siamo capaci di offrirgli con la nostra indignazione.

Ma se ci limitassimo a scendere, ahimè, al livello dei nostri avversari?

Che se Berlusconi vuol rimetterci in cucina evidentemente in camera da letto non saprebbe più  cosa raccontarci.

 

1 Aprile 2008
23:56, Martedì
Viscontessa
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