E per magia, Martina
Quello che segue è qualcosa che tenevo molto a pubblicare.
Perché noi Sorelle d’Italia ci siamo nate, lo diamo per scontato: non abbiamo bisogno di trasformarci per essere donne. E c’è invece chi la donna se la porta dentro, nascosta ma presente, e può tirarla fuori solo con una piccola magia.
Una di queste persone si chiama Martina, e ci ha mandato questo.
Descrivermi non è facile. Potrei dire che Martina è nata ‘anta e passa anni fa insieme ad un altro bambino, ma non sono due gemelli. Sono due persone che convivono nello stesso cervello più che nello stesso corpo. Anche se difficile da credere mi ritengo una persona normale che, fin da quando ha memoria, ha sempre provato una forte attrazione per le cose femminili. Il primo ricordo risale ai tempi delle elementari quando, malato nel letto dei miei genitori, mi infilavo un pigiamino in seta di mia madre.
Da quel momento in poi Martina è sempre stata parte integrante della mia vita, anche se ha avuto un’importanza altalenante nei vari periodi di crescita. Ci sono stati alti e bassi, così come periodi di distacco completo, ma poi si è sempre rifatta viva ed a detta dei medici non se ne andrà mai. Con lei ho affrontato l’adolescenza, l’amore, il matrimonio (voluto e non forzato) ed un figlio. Ovviamente il tutto di nascosto a mia madre prima ed a mia moglie dopo, o almeno nei primi anni di matrimonio.