Lettera ad una donna moderata
Cara donna moderata di centro/sinistra, centro/destra e di destra, mi confronto spesso con donne che stanno dalla mia stessa parte e ti giuro che volendo approfondire potrei descriverti mille differenze che creano tensioni, incomprensioni, rotture. Sono conflitti che mi piace affrontare in maniera chiara perché le ambiguità non appartengono alla mia natura e perché mentre crescevo tutti dicevano che ci sono cose che si possono dire e altre che bisogna tacere. Le ragioni di opportunità variavano di volta in volta ma la mia reazione era sempre la stessa: dicevo tutto, senza riserve, rifiutandomi di operare rimozioni o di essere responsabile di gravi omissioni.
Così parlo anche a te che mi sei nemica perché mi piace chiarire come mai reputo giusto prendere le distanze da te e perché tuttavia c’e’ sempre qualcosa di sospeso che vorrei riacchiappare così come si tenta di ricucire lo strappo tra me e le altre mie donne, vecchie di altre generazioni, che amo profondamente perché appartengono alla mia carne e al mio sangue ma le odio visceralmente perché hanno taciuto, mi hanno messa in condizione di dover operare scelte pesanti e di dover assumermi tutta la responsabilità di tranciare relazioni che costituivano un grave ostacolo all’affermazione della mia coraggiosa coerenza.
Tu vivi il mio stesso secolo e di sicuro non sei una sciocca. Farti passare come tale non mi fa gioco perché annulla la dimensione di complessità che mi è cara e che mi serve per continuare a frantumare la mia vita tra mille differenze. Tuttavia hai delle furbizie strane e in parte credo che ti servi di me.
Ti nascondi in dimensioni del potere cui attingi per crearti o conservare posizioni di privilegio e hai appreso dell’arte della diplomazia quella che per il nostro sesso e per la cultura che ci ha costrette a restare subordinate è diventata l’arte del far fruttare meglio il poco che ci viene concesso.
Ma non è umiliante dover sempre essere lì a compiacere uomini della tua area di partito per poter avere accesso ad una qualunque postazione di comando? Non è grave e pesante da sostenere il fardello della mancata realizzazione di sogni e bisogni frantumati sulla linea di passaggio di uomini che ti hanno lasciato regole da seguire e ordini cui obbedire che mai riuscirai a modificare?