Coguara
Mi si informa della nuova tendenza che spinge le donne agées a mettersi con uomini più giovani, tanto che sta per sommergerci un filone apposito di libri e film per celebrare il trend. Mi sorbisco l’immancabile carrellata di cosidette vecchie 40enni che impalmano cosidetti ragazzini di appena 30anni, invece del molto più familiare 55enne con l’alopecia, potente in qualsiasi cosa tranne quella in cui sarebbe più auspicabile.
Il motivo di questo equivoco interesse delle donne mature per i ragazzini sarebbe da ricercarsi non già nel fatto che siano innamorate, quanto piuttosto in quello che “non hanno tempo e pazienza per stare con uomini della loro età”. La giornalista ritiene evidentemente che l’uomo più giovane di tempo e pazienza ne voglia meno.
Poiché la comunicazione mediatica ha bisogno di etichette facilmente memorizzabili, ecco che la categoria delle tardone troppo impegnate e impazienti merita il simpatico nickname di Cougars, coguari, una immagine aggressiva che trasmette l’idea di una femmina affamata senza troppi scrupoli, che la differenza dal partner sia di dieci o di trentacinque anni, purchè sia carne tenera. Così Halle Berry, con nove anni di distanza dal suo fidanzato, finisce sullo stesso piatto con la Lollo, che del suo compagno potrebbe essere la nonna. E che poi l’uomo se lo sposino, come hanno fatto Madonna, Susan Sarandon o Demi Moore, non scusa per niente l’atteggiamento predatore: sempre coguaro è la signora, pay attention. L’equazione donna emancipata=creatura da temere resiste e si rafforza.