Succede a Bastardo, succede alle donne
Farcas Iount, 23 anni, era geloso. Non si sa se aveva motivo. Comunque era incapace di accettare l’idea, perché forse era soltanto un’idea delirante, che la sua fidanzata Elena, di 24 anni, potesse avere o desiderare un’altro. O essere desiderata da un altro. Stessa cosa.
Si stava facendo un’altro? Chissà. Affari suoi. Non è un reato punibile con la morte in Italia. Non è un reato a dire il vero. Ma lei non aveva il diritto, era ormai posseduta e doveva capirlo.
Era soltanto una carina che attirava gli sguardi? Magari che scambiava qualche "ciao, come va?" Punibile, punibile, punibile, perché la donna che attira lo sguardo è colpevole. La sguardo maschile è responsabile quanto una mosca: dove ha sentore di qualcosa di interessante si posa. E’ colpa di chi ha lasciato la marmellata sul davanzale se arrivano le mosche, non delle mosche. E’ colpa di Elena se a 24 anni era carina, non di chi la guardava (e magari soltano guardava, senza altra intenzione, ma quando l’uomo è bestia non è in grado di percepire che l’uomo può anche essere altro).
Ma in ogni caso sono considerazioni ormai inutili, perché il cadavere di Elena, martoriato di calci, botte, tagli e morsi, il cadavere oggetto di furia anche quando l’ultimo respiro aveva abbandonato i polmoni, ora giace in un obitorio, perché nessuna, ma nessuna donna che sta con Farcas Iount deve nemmeno attirare uno sguardo. Questo lo ha deciso lui.
Bastardo.
E’ il nome della frazione dove Elena è stata pestata a morte sola e senza alcuna possibilità di difesa.