Dite qualcosa di femminile
C’è innanzitutto questo da dire: chi riuscirà a conquistare le donne vincerà le elezioni. Perché ad avere diritto di voto alla Camera sono 24 milioni e mezzo di donne, il 52% degli elettori. E ancora di pìù al Senato le donne sono anche di più: 22 milioni, il 52,3%. Sono quattro punti in più: con i tempi e le maggioranze ristrette che corrono, possono assicurare la vittoria ad uno schieramento o garantire la solidità di un governo.
E, dunque: quattro punti in più sugli uomini a livello nazionale e un vantaggio in ogni regione. La più femminile fra le regioni è la Liguria, quella su cui Ferrara si è accanito con i suoi manifesti sui reality abortivi. Lì le donne sono il 53,1%, manifesti o no le loro idee sul voto e sull’aborto le avranno. La regione più maschile è la Valle d’Aosta dove le donne sono comunque il 51,1%.
I politici questi numeri li hanno. Ecco perché si danno tanto da fare per corteggiare le donne. Fantastico! Sì, niente di meglio davvero. E però qualcosa non va: o hanno ragione le straniere e i maschi italici hanno perso l’appeal di un tempo, o le italiane iniziano ad avere richieste che gli uomini proprio non riescono a soddisfare.
Mancano quattro giorni alla chiusura della campagna elettorale: più o meno anche i corteggiamenti sono fatti. E chissà chi si è mostrato più seducente in questi due mesi di comizi. O, in un’epoca in cui nessuno più dice nulla di sinistra, chissà se qualcuno almeno è riuscito a dire qualcosa di femminile.