Sorelle d'Italia

All about 'Personale'

La vasca da bagno che non avrò.

“Uh, ho visto un bagno che ti piacerà sicuramente!”
Paolo sfoglia veloce una delle riviste d’arredamento che la moglie compra a chili.
Lui e mio marito sono amici da quando sono ragazzini.
Credo che si siano detti tutto o quasi, loro due.
“Ecco!”
Mi mostra un bagno rifinito con legno e sassi a vista.
“Io la vostra vasca me la immagino così!”
Effettivamente è bellissima, enorme, bianca candida con una doccia a cascata sopra.
“visto che avete un bagno così grande…!”
Anche loro stanno progettando casa come noi.
Abbiamo cominciato quasi insieme: la loro è tutta a livelli con scale, soppalchi, saliscendi.
La nostra è molto semplice, tutta su un piano, con le porte larghe, senza alcuno scalino.
“Paolo… è molto bella… ma credo che non metteremo la vasca”
“Perché?”
“Perché non è il caso”
Non coglie. Io spero sempre che capiscano al volo senza dover spiegare troppo. È una cosa che mi piacerebbe poter dare per scontato, almeno con quelli che ci conoscono da anni come loro.
Non si perde d’animo: ha preso a cuore la nostra casa quasi quanto la loro.
“Beh, allora guarda questo piatto doccia di sasso”.
È bellissimo. Ha ragione lui. Meraviglioso. Ma ha uno scalino di almeno una spanna. E non va bene.
“Paolo: credo che metteremo qualcosa rasoterra. Non voglio avere un solo ostacolo sul terreno”
Mi guarda perplesso.
Ci conosce da anni ma ancora non riesce a capire.
Eppure sa che Gigi è malato di sclerosi multipla.
Ne abbiamo parlato tante volte. Eppure non c’è verso. Anche le persone che ti stanno più vicino proprio non riescono a vedere la realtà coi tuoi stessi occhi. Eppure si tratta di risolvere problemi molto semplici, fatti di spazi comodi e ostacoli azzerati.
Allora visto che i suggerimenti lievi non servono, calo la mannaia.
“Paolo… è difficile entrare in un piatto doccia così, in carrozzina”
Resta di sasso.
È la reazione che hanno tutti i nostri amici.
È un’eventualità che tutti tendono a escludere a priori. Come se non potesse succede mai.
Invece pian piano succede, giorno dopo giorno, e noi non vogliamo far finta di niente.
Pensano che siamo pessimisti. Invece siamo semplicemente pronti.
Certo, dover progettare la casa dei tuoi sogni considerando già il fatto di doverci vivere su una sedia a rotelle non è quello che ti auguri dalla vita. Ma c’è poco da fare: è così, è un’eventualità possibile e se deve succede vogliamo che tutto sia perfetto. Vogliamo semplicemente che la nostra vita scorra nel modo più normale possibile. Oggi mio marito cammina male. Domani potrebbe non camminare del tutto. Non ne facciamo un dramma. Ma ne facciamo semplicemente un’eventualità da tenere sempre ben presente.
Paolo fissa la rivista strafiga fatta apposta per gente sana che sta benissimo e non si deve fare tre iniezioni di interferone alla settimana.
“Ah, scusa”
“Figurati”
“Ho capito… non ne ho visti ma sono sicuro che ce ne sono di bellissimi anche rasoterra”
“Ne sono convinta anch’io”
E so anche che la foto di un piatto doccia così non la cercherà mai. Si chiama “esorcizzare la paura” cosa che noi non facciamo più.
Ci siamo abituati.
Con una scusa cambia discorso. Io mi guardo in giro: sua moglie ama le piante ma qualcosa mi dice che questo week end non comprerà la gardenia dell’AISM.
E scommetto che se qualche volontario dovesse fermarli per strada e dire “un’offerta per la ricerca contro la sclerosi multipla” sarebbero capaci di dire “no grazie”, con un po’ di fastidio.

Non è per cattiveria. È che proprio non se lo ricordano.
Forse perché noi siamo troppo bravi nel renderla una cosa tanto normale che nessuno se ne accorge.
Purtroppo.

5 marzo 2010
16:43, venerdì
Valentina Maran
Filed under : Cronaca, Personale, Racconti, Salute, Società
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