Sorelle d'Italia

Il senso dell’umorismo di Bruno Vespa

Somiglia tanto al senso dell’umorismo di quelli che fanno una battuta sessista e poi ci ridono su. Devi gradirla, ti deve piacere, la devi apprezzare, altrimenti TU non hai senso dell’umorismo.

Deve essere stata una serata difficile quella vissuta da una persona come Michela Murgia, della quale ho potuto apprezzare il libro “Accabadora”, la complessità e l’intelligenza. Deve essere stato difficile immaginare che perfino nel contesto di un premio letterario le donne perdono di valore per ciò che fanno e ne acquistano esclusivamente per il decollete che hanno.

Non un apprezzamento per le scrittrici, per i libri, per l’intelligenza, la testa, le idee, la creatività, il contributo alla cultura di questo paese che piange miseria da ogni parte. Ci ritroviamo invece ancora ad avere a che fare con il vecchio modello anni cinquanta, il presentatore cascamorto, il cameramen cecchino alla ricerca di pezzi di carne da favorire al pubblico arrapato.

Se quello premiato al Campiello fosse stato un uomo il presentatore quale parte del corpo avrebbe chiesto di inquadrare? Sono davvero molto curiosa.

Deve essere stata davvero una serata difficile per Michela Murgia, con la sua ironia sferzante, la sua penna brillante, la fantasia proiettata verso il futuro. Niente a che fare con il vecchiume che si sarà vista davanti, neanche si fosse trattato di una festa paesana, una sagra con il presentatore dal capello unto e la dizione dialettale.

Fosse stata la serata dei premi alle scienziate, le fisiche nucleari, le specialiste in ingegneria, astrofisica, chissà che altro, Bruno Vespa avrebbe cercato molecole nelle scollature?

Leggiamo i bei libri scritti dalle donne, c’è tutto da guadagnare. Ancora una volta, invece, gli uomini fanno veramente piangere.

7 settembre 2010
01:15, martedì
FikaSicula
Filed under : Gender, Satira, Società

Related:

  • nessuno.
Commenti : 5
 

Questione di aspettative

saragrecoLa ragazza nella foto è Miss Motosprint 2010, Marzia Greco. Fiorentina di origini napoletane, specifica il comunicato stampa, snocciolando anche una serie di caratteristiche fisiche della vincitrice. La quale, insieme alla seconda classificata, la venticinquenne milanese Alessandra Cardì, ha diritto al prestigioso incarico di Umbrella Girl per i piloti del Team Ducati.

Sì, esatto, una stagione in mutande con un ombrello in mano. Questo è il premio.

Chissà gli sbocchi di carriera.
Non si sa mai, se una regge l’ombrello con particolare grazia o sfoggia la tetta con eccezionale destrezza, magari la notano.
Poi lo metti in curriculum, no? “Stagione MotoGP 2010-2011: Umbrella Girl per il team Ducati, con mansioni di reggimento ombrelli, sorriso, scosciata.”
Cioè, fa scena.

Non mi piace fare la nostalgica, ma mi pare di ricordare che le Miss d’antan sgambassero e stettassero per premi più sostanziosi: comparsate cinematografiche, contratti con case di bellezza, sponsorship di gioielli, carriere nel mondo della celluloide, della pubblicità o della televisione. L’idea che si possa trovare attraente una competizione in cui si viene misurate con il metro da sarta per poter aspirare a un posto da servetta con l’ombrellino è quasi più deprimente del concetto stesso di concorso di bellezza.

Questione di livello delle aspettative, suppongo.

2 settembre 2010
15:33, giovedì
Giulia Blasi
Filed under : Segnalazioni
Tags: , , , , , , , ,

Related:

Commenti : 6
 

La prima pietra

Sakineh Mohammadi Ashtiani è solo l’ultima di una lunga serie di donne che rischiano di morire a causa del sesso. Per averlo fatto, essere state sospettate di averlo fatto, avere ispirato pensieri sessuali, o semplicemente perché sono donne, e le donne servono a quello, punto. Nel caso specifico, il rischio per lei è di inserirsi nell’enorme archivio delle lapidate per adulterio. La pena, per chi non lo sapesse, funziona così: si viene interrate fino al collo, e poi colpite ripetutamente con sassi e pietre fino alla morte.

La comunità internazionale non è costante sulla questione, ma si muove se un caso specifico riesce ad arrivare all’attenzione dei media. L’obiettivo è mobilitare le coscienze contro gli abusi di un paese teocratico, dando ripetutamente segnali di solidarietà nei confronti di persone che rischiano di morire per qualcosa che in Occidente viene considerata una libertà personale inviolabile. Firmare l’appello di Amnesty International non costa nulla ed è un piccolo contributo a far sentire la propria voce.

Il rischio, in questi casi, è di scaricare la colpa sulla religione islamica tout court, piuttosto che sull’uso distorto che se ne fa a scopi politici. Un po’ come quando si scarica ogni responsabilità per quello che in Italia non funziona sul cattolicesimo, identificandolo nella Santa Alleanza fra governo e gerarchie vaticane. Prima ci rendiamo conto che il Vaticano agisce secondo politiche che non hanno nulla a che vedere con la fede cristiana, meglio è per tutti. Tuttavia, la questione è seria, e andrebbe discussa prima di tutto con chi, per cultura, discendenza o scelta personale, ha abbracciato la fede islamica. Le donne, in particolare.

(Continua…)

29 agosto 2010
14:53, domenica
Giulia Blasi
Filed under : Cultura, Esteri, Segnalazioni
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Related:

Commenti : 2
 

Non mi chiamo Natasha

“Natasha” è il nome con cui nei paesi anglofoni si identificano le ragazze cadute nella rete dei trafficanti di esseri umani. La fotografa Dana Popa le ha cercate, incontrate, ritratte nella loro vita di tutti i giorni: le scappate e quelle che ancora lavorano, le maggiorenni e le minorenni, le madri e le figlie. Sono quelle che, nei giorni in cui andavo al mare sulla strada che da Frosinone porta verso la provincia di Latina, siedono agli angoli delle strade e chiacchierano fra loro, a tutte le ore del giorno e della notte, in attesa di essere caricate da un cliente.

22 agosto 2010
18:13, domenica
Giulia Blasi
Filed under : Segnalazioni
Tags: , , , ,

Related:

Commenti :1
 

La motociclista ideale

_DPS1545Ricevo e volentierissimo pubblico, lasciando a voi ogni commento. Grassetti originali, non ci facciamo mancare niente.

Motosprint, il settimanale più amato dagli appassionati delle competizioni su due ruote, lancia per il secondo anno consecutivo il concorso per eleggere la centaura più sexy d’Italia: Miss  Motosprint 2010. Una vera e propria celebrazione della passione femminile per le due ruote.

Grinta, determinazione e curve al posto giusto: ecco l’identikit della motociclista ideale.

Sono queste le caratteristiche delle aspiranti Miss Motosprint, che si terrà mercoledì 1 settembre a Riccione a partire dalla 21.00 e aprirà l’attesissima MotoGweek, la settimana di eventi che culminerà col Gran Premio di San Marino.

Il palco allestito tra via Dante e viale Ceccarini, vedrà come protagoniste 15 splendide ragazze accompagnate a bordo di BMW decappottabili, da altrettanti piloti delle categorie MotoGp, 2T e 125. Ad attendere le 15 miss finaliste sul palco sarà Guido Meda, che condurrà la sfida delle aspiranti miss, incoronando la centaura più sexy d’Italia.

La vincitrice avrà infatti la possibilità, insieme alla seconda arrivata, di scendere in pista domenica 5 settembre sul circuito di Misano Adriatico in qualità di Umbrella Girl dei due piloti del team Ducati Pramac, per vivere in prima persona l’emozione e l’adrenalina che si respira nei box.

Per le aspiranti Miss partecipare è facilissimo. Potranno aderire all’iniziativa tutte le ragazze di età compresa tra i 18 e i 25 anni, e che abbiano un’altezza minima di 1,70 m.

Se vi volete iscrivere, sentitevi libere. Se avete le curve al posto sbagliato, ventisei anni o per celebrare la vostra passione femminile per le moto preferite stare sulla suddetta moto piuttosto che in mutande con un ombrello in mano, eh, peggio per voi.

2 agosto 2010
10:15, lunedì
Giulia Blasi
Filed under : Segnalazioni
Tags: , , , , , ,

Related:

Commenti : 7
 

Fatti la badante.

“Mio padre ha la fidanzata di 22 anni!”
Lì per lì resto un po’ stupita, perché il padre della mia amica non mi sembra questo gran che.
Non particolarmente bello. E neanche troppo interessante come uomo. Ma per carità: ci sono donne a cui piace.
A lei ormai le nuove fidanzate di lui fanno poco effetto. Ci scherza sopra.
Poi puntualizza
“è la badante dei miei nonni”
Ah.
Perché mi sembra tutto più facile ora? O meglio. Perché mi sembra più facile diventare maligna?
Solo il mese prima mi aveva detto che stava con una di 30 anni (quindi di 20 anni più giovane di lui).
Ora l’età media si è abbassata ancora.
Ne cambia in continuazione. E ormai si rivolge solo alle badanti.
Prima ha avuto tutta una rassegna di russe. Poi è passato alle peruviane. Ora è il periodo delle ecuadoregne.
E non è il solo. Dalle mie parti ormai è diventato abbastanza usuale vedere uomini un po’ attempati, o che comunque in vita loro hanno avuto sempre ben poco a che fare col gentile sesso, accoppiarsi con russe o cubane.
Le motivazioni?
“Sono più ubbidienti, non come le italiane che non vogliono fare più niente”
“Sono tranquille”
“Regali loro una collanina e sono contente”.
Già.
L’italiano medio sta riscoprendo la femmina tutta casa, chiesa e vodka.
Donna e buoi dei paesi suoi.

Finché dura. Perché spesso dura solo il tempo di capire come funziona la comunione dei beni.
E poi ciao.

18 giugno 2010
15:14, venerdì
Valentina Maran
Filed under : Cultura, Mamma mia!, Personale, Racconti, Società
Tags: , , ,

Related:

Commenti : 50
 

I dieci comandamenti della critica femminista alla cultura pop

pop_culture_feminism

Una faticaccia. Ma divertente, a volte.

(Via Jezebel)

14 maggio 2010
21:07, venerdì
Giulia Blasi
Filed under : Segnalazioni
Tags: , , , ,

Related:

Commenti : 2
 

Rasa il pratino.

Immagine 3

Qualcuna di voi lo chiama “pratino”?
Qualcuna di voi saltella per casa con forbici, cesoie e quant’altro quando si deve depilare?

Qui c’è il viral che impazza in rete: rasa il pratino.

Qui c’è la pagina facebook.

E qui c’è l’articolo che spiega chi ha fatto cosa.

Darsi una passata di rasoio quando ci si infila al volo un costume e non si ha tempo di andare dall’estetista credo che sia la pratica più comune al mondo.
Inventino piuttosto un rasoio che non faccia ricrescere i peli.
Quello sì che servirebbe.

14 maggio 2010
09:54, venerdì
Valentina Maran
Filed under : Cultura, Mamma mia!, Mass Media
Tags: , , , ,

Related:

Commenti : 12
 

I maschi fanno male.

Questa è una bellissima campagna di sensibilizzazione contro la violenza alle donne.

Questa invece è una roba uscita in Italia per un tema molto simile.
Committente: il Ministero delle Pari Opportunità.

Secondo voi quale dei due è più efficace?

Da noi certe cose le chiamano “pubblicità progresso”.
Bah.

6 maggio 2010
20:32, giovedì
Valentina Maran
Filed under : Cultura, Identità, Mamma mia!, Mass Media, Proposte, Salute, Società
Tags: , , , , , ,

Related:

Commenti : 8
 

Crazysexyridiculous

Ci sarebbe da fare tutto un discorso sulla maggiore permeabilità fra “maschile” e “femminile”, ma sarebbe più facile farlo se fossimo pronti a guardare l’esibizione di Jungle Cat – un uomo che balla intorno al palo – senza ridere. Il fatto è che vedere un uomo che riproduce le mosse della seduzione femminile ci mette davanti alla totale ridicolaggine delle suddette.  Signore, famo ride. E neanche poco.

Visto? Ora, lasciamo perdere che a guardare questa parodia di spot abbiamo riso fino alle lacrime. Io, almeno, che sono poco complicata. Però se prendete l’originale, lo vedete subito anche voi che l’intrepido uomo in reggiseno non ha fatto altro che riprodurre pedissequamente le facce della modella. Perché? Perché fanno ridere. La sexyface fa ridere. La seduzione, o meglio la sua rappresentazione, è diventata ridicola. Provate voi a sbatacchiarvi contro i muri davanti al vostro amato bene. Vedete se non ride fino alle lacrime.

28 aprile 2010
10:13, mercoledì
Giulia Blasi
Filed under : Gender
Tags: , , , , , ,

Related:

Commenti : 8
 

About:

Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.