Il corpo è tuo e te lo gestisce un altro
E quindi pensi di avere avuto un’idea brillantissima, eh, aspirante Velina/Letterina/Ombrellina? Tiri fuori le puppe, scodinzoli un po’, pigli i soldi e scappi. Hai trovato il modo di usare il sistema a tuo vantaggio senza il minimo danno: ti fai pagare per farti guardare, non ci rimetti nulla, il corpo è tuo e te lo gestisci tu. Il massimo della libertà con il minimo sforzo. Quelle che non lo fanno sono tutte racchie invidiose, tie’.
Ho una brutta notizia per te.
Hai presente Tila Tequila? Sì, dai, la gnappetta tettona che ha iniziato come star di MySpace e, a colpi di tette e culo, è arrivata ad avere un suo show in televisione in cui cerca un fidanzato/fidanzata mettendo alla prova una serie di aspiranti innamorati? Ecco, lei. Uno dei più luminosi esempi di donna che sia riuscita a sfruttare lo sguardo del maschio per fare soldi, un faro nella notte delle femmine indipendenti che vogliano fare carriera sfruttando la patata. Ecco, viene fuori che se fai soldi sfruttando la patata, può succedere che un giudice decida che chiunque può fare soldi sfruttando la tua patata. E quindi pubblicare contro la tua volontà un filmato in cui fai sesso, e farci dei soldi.
Ingiusto? Certo che lo è. Ma indicativo di come viene davvero vista la tua scelta di vita. Credi di avere il controllo di tutto, ma una donna che usi la sua sessualità a scopi monetari viene automaticamente considerata un oggetto di tutti.
Vedi tu, o Velina/Letterina/Ombrellina.
[...] This post was mentioned on Twitter by claudia, Sorelle d'Italia. Sorelle d'Italia said: Il corpo è tuo e te lo gestisce un altro http://ff.im/-s8rWX [...]
Io non ho mai capito perché le pallavoliste non si siano rifiutate di indossare le divise sexy ed attillate che secondo la federazione internazionale fanno più pubblico…
[...] catepol shared Il corpo è tuo e te lo gestisce un altro. [...]
Non ho alcuna simpatia per veline/letterine/ombrelline, però dai, questo è esattamente come dire “se ti metti la minigonna te la sei cercata”.
Simpatizzando con gli individui e non con il ruolo che giocano, intendevo “Sai a che gioco giochi?”
Ma mi rendo conto che non si capisce.
No, ho capito
Credo proprio che l’unico rimpianto di tila sia quello di non poter sfruttare economicamente le immagini.
Detto questo, non è comunque giusto che vengano mostrate immagini private di una persona ‘pubblica’ senza il suo consenso.
Questo post è un rotolo intero di carta assorbente intriso di invidia e finalmente, rivalsa.
Uh? Veramente nel post c’è scritto abbastanza chiaro che non lo trovo affatto giusto.
Poi bisognerebbe capire perché dovrei invidiare Tila Tequila. È un po’ pigra, come conclusione: non mi piace=invidia. Non lo capisco=invidia. Fate uno sforzo, dai. Inventatevi qualcos’altro.
No, non intendevo non mi piace uguale invidia. Intendevo ‘hai avuto successo mettendo in mostra le tette uguale invidia perchè io invece mi devo fare un mazzo tanto’.
Non c’è da inventarsi altro, il post è effettivamente chiarissimo.
Interpretazione pigra e superficiale: bisognerebbe supporre che io (e tutte quelle che possono essere critiche nei confronti di scelte di carriera simili) aspiri in qualche modo ad avere la carriera di Tila Tequila. Implica un giudizio sbrigativo e molto sciocco sulle aspirazioni altrui, che incredibilmente potrebbero anche non essere le stesse di Tila Tequila.
Io la chiamo proiezione: gli invidiosi vedono invidiosi dappertutto. E gli sciocchi pensano che tutti vogliano le stesse cose dalla vita.
e poi tila tequila è proprio bassa, se proprio devi invidiare qualcuno meglio puntare più in alto
@ giulia blasi: bene, se non si vuole avere la carriera di tila tequila basta non averla…e allora perchè un post del genere? Perchè rallegrarsi di un’ingiustizia in una altrui carriera? Se non mi frega niente di come una persona raggiunge il successo (cioè soldi, in questo caso) l’unica cosa di cui mi preoccupo è che l’abbia fatto in modo del tutto legale.
Tra l’altro, non sono invidioso per 2 motivi: il primo è dimostrato da quanto ho appena scritto. Il secondo che essendo uomo non ho aspirazioni alla Tila Tequila:-)
Non penso che ognuno abbia le stesse aspirazioni nella vita, nè penso che tu abbia le stesse di questa signorina (mi sembra chiaro…), infatti proprio per questo mi chiedevo il motivo che ti spinge a scrivere un post come questo, basato non sulla condanna di un’ingiustizia come dovrebbe essere, ma sull’essere contenti che una donna possa rischiare di essere sbattuta su un dvd mentre sta facendo sesso.
@elo: è per quello che riscosso tanto successo: piccolina con le tette grosse. Fosse stata 1,80 non se la sarebbe filata nessuno (per modo di dire…). A noi uomini le piccoline prosperose non piacciono, fanno impazzire…almeno a me che non son proprio un gigante…:-)
In che punto sembravo contenta? Non comprendo.
Mi rammarico casomai del fatto che le donne che fanno questa scelta professionale non solo giochino a un gioco che rischia di umiliarle, ma non ne siano nemmeno del tutto consapevoli.
Oltre a non esserci alcuna invidia, non c’è nemmeno allegria.
Proiezioni e giudizi sciocchi, come dicevo. La convinzione profonda che una donna non possa che essere invidiosa di un’altra e felice se quest’altra ha problemi.
A me Tila Tequila è pure simpatica, individualmente, per quanto sia fuori come un vaso di gerani. Ma mi pareva chiaro che il punto non era lei, ma la scelta di vendersi, che non è affatto priva di complicazioni.
Evidentemente non era così chiaro.
In che punto sembravi contenta?
“E quindi pensi di aver avuto un’idea brillantissima, eh, aspirante velina/letterina/ombrellina”
“Ho una brutta notizia per te.”
“Sì, dai, la gnappetta tettona…”
“Vedi tu, o velina/letterina/ombrellina.”
E il tono dell’intero post non lascia dubbi: piuttosto sarcastico.
Non si tratta di profonde convinzioni o errate interpretazioni, si tratta di accettare la scelta di una donna che ha deciso di far soldi mostrando il proprio corpo. Scelta discutibile, ma non per la signorina in questione, e nemmeno, credo, per le tantissime altre che bazzicano nel mondo del soft-hard-core o roba del genere.
Scelta discutibile, certo. Ma le complicazioni di cui parli potranno anche esserci, ma non devono invadere mai la vita privata di nessuno di noi. Nemmeno se sei un personaggio pubblico sempre mezzo nudo.
Amaro, più che sarcastico. La prospettiva su quello che viene venduto a chi crede di fare una scelta di liberazione del corpo e poi si trova davanti alla nuda realtà dei fatti è questa: che non sia giusto lo dico chiaramente. E ovviamente no, non penso che sia giusto che qualcuno faccia i soldi con il corpo di un’altra, come credo si evinca fin dal titolo del post.
Prima di darmi dell’invidiosa, magari, però, provare a discutere della suddetta prospettiva senza pregiudizi sarebbe stato sano. Per te, eh. Anche se mi rendo conto che si fa meno fatica a derubricare il tutto come “invidia” o “sarcasmo”.
Verissimo, che non sia giusto lo hai detto in modo chiaro, ma il tono del post mi sembrava sarcastico ugualmente. Molto sarcastico.
Non è che voglia dare per forza dell’invidiosa a qualcuno, ma quello mi sembrava e mi sembra tuttora. Pregiudizi non ce ne sono, anzi, penso che non me ne freghi più di tanto se un omologo machio si comporta nello stesso modo. Sarcastico o meno, non mi passa per la testa di scriverci su qualcosa: il mio era un tentativo di capire perchè invece succede questo ‘al femminile’.
Ti faccio un esempio: se il signor Gabriel Garko (per dirne uno eh, per quello che sento mi sembra tra i più gettonati…) si spoglia mezzo nudo su tutti i giornali d’italia, poco me ne frega. Se poi lo mostrano mentre tromba, ancor di meno, fermo restando che se questo è contro la sua volontà, è solo sbagliato.
Per me può far ciò che vuole col suo corpo. E non è per niente indicativo di come viene vista la sua scelta di vita.
Perchè non è una scelta di vita, è una scelta di soldi.
È una scelta di vita, invece: perché scegliendo quel percorso di carriera (interamente decorativo), sei a rischio di metterti nella categoria merceologica dei beni deperibili. Sei utile, e utilizzabile, solo finché sei giovane e fresca. Il gioco non lo conduci tu, lo conduce il meccanismo per cui sei carne da cannone.
“Non me ne frega niente di scriverci su qualcosa”, comunque, è un’osservazione assurda. Se a te non frega niente, deve essere uguale per il resto del mondo? Il menefreghismo è l’unico standard di vita? Mi meraviglio che tu abbia impiegato tanto tempo a discutere su una cosa di cui non ti frega niente, anche se mi rendo conto che l’intento primario era sminuire la persona dietro l’opinione, e non discutere l’opinione in sé.
Il “non me ne frega niente di scriverci su qualcosa” non è un’osservazione assurda, è un’osservazione mia. Semplicemente, la penso così. Mai detto che gli altri la debbano pensare come me, e non so come ti sia venuto in mente.
Rileggi meglio i commenti: il “menefreghismo” di cui parlavo era riferito ad una situazione al maschile, laddove un uomo si spoglia in tv/giornali/web. Mai parlato di menefreghismo come stile di vita.
Non preoccuparti comunque, non ho speso tanto tempo in questa discussione, giusto qualche minuto al giorno. E non è mai mia intenzione sminuire qualcuno, ma solamente discutere. Parli per supposizioni tutte tue che non trovano fondamento in nulla.
L’ultima dello sminuire la persona e non l’opionione è stata proprio bella.
In ogni caso, rimane una scelta di soldi: la metti in modo molto ideologico (scelta di vita). La signorina Tequila ha scelto una carriera interamente decorativa come dici tu, ma lo fa solo per soldi. Non l’avesse fatto, probabilmente sarebbe in una tavola calda a servire pollo fritto e, come al solito, non ci sarebbe niente di male. Ma, così facendo guadagna milioni di dollari. E se il deperimento innato che colpisce tutti noi colpirà anche lei (immagino di sì), poco male. A 35 anni ammesso che non li abbia già compiuti, si ritirerà con un gruzzoletto che le permetterà di starsene in panciolle. Quello che tanti di noi sognano giocando al superenalotto. Sa benissimo di essere un bene deperibile. Così come lo sanno i calciatori/atleti che finiranno la carriera alla stessa età.
Del meccanismo per cui diventa carne da cannone se ne fa beffe.
Se ne faceva sicuramente beffe, o meglio, pensava di averlo sfruttato alla perfezione finché non è arrivata questa sentenza.
Che è un po’ il punto di tutto il mio post.
il monito si regge sulle sole parole, è un’autoreggente. Vuoi spiegargli un pregiudizio, che è sbagliato vendere la patata… e giustifichi la spiegazione con il fatto che il pregiudizio è diffuso? povero chi legge e ti dà ragione







2012