Il senso dell’umorismo di Bruno Vespa
Somiglia tanto al senso dell’umorismo di quelli che fanno una battuta sessista e poi ci ridono su. Devi gradirla, ti deve piacere, la devi apprezzare, altrimenti TU non hai senso dell’umorismo.
Deve essere stata una serata difficile quella vissuta da una persona come Michela Murgia, della quale ho potuto apprezzare il libro “Accabadora”, la complessità e l’intelligenza. Deve essere stato difficile immaginare che perfino nel contesto di un premio letterario le donne perdono di valore per ciò che fanno e ne acquistano esclusivamente per il decollete che hanno.
Non un apprezzamento per le scrittrici, per i libri, per l’intelligenza, la testa, le idee, la creatività, il contributo alla cultura di questo paese che piange miseria da ogni parte. Ci ritroviamo invece ancora ad avere a che fare con il vecchio modello anni cinquanta, il presentatore cascamorto, il cameramen cecchino alla ricerca di pezzi di carne da favorire al pubblico arrapato.
Se quello premiato al Campiello fosse stato un uomo il presentatore quale parte del corpo avrebbe chiesto di inquadrare? Sono davvero molto curiosa.
Deve essere stata davvero una serata difficile per Michela Murgia, con la sua ironia sferzante, la sua penna brillante, la fantasia proiettata verso il futuro. Niente a che fare con il vecchiume che si sarà vista davanti, neanche si fosse trattato di una festa paesana, una sagra con il presentatore dal capello unto e la dizione dialettale.
Fosse stata la serata dei premi alle scienziate, le fisiche nucleari, le specialiste in ingegneria, astrofisica, chissà che altro, Bruno Vespa avrebbe cercato molecole nelle scollature?
Leggiamo i bei libri scritti dalle donne, c’è tutto da guadagnare. Ancora una volta, invece, gli uomini fanno veramente piangere.
Per me però si sta esagerando: la Avallone indossava un bell’abito molto scollato, e ciò significa che voleva essere ammirata non solo come testa pensante, sennò si sarebbe vestita come Lucia Annunziata. Vespa avrà esagerato nell’invitare la regia a riprendere la scollatura, ma è sempre una questione di contesto e di tono, e il contesto, come ha detto la stessa Avallone, non era un’aula universitaria, e il tono di Vespa non era volgare. Vespa voleva essere galante nell’unico modo in cui lo sa fare, nel modo tipico della sua generazione.
C’è molto ma molto ma molto di peggio in giro, e il peggio viene quasi sempre dalla mia generazione, non da quella di Vespa.
Bichat secondo me è sbagliato giudicare l’intervento di Vespa non molto grave perché in giro c’è di peggio… di peggio c’è sempre, ma ciò non toglie che se proprio non avesse potuto trattenersi dall’ammirare la bellezza della Avallone avrebbe potuto dire semplicemente che era bella, o che stava benissimo. Quello che ha detto è davvero da bavoso, e io mi sarei sentita molto in imbarazzo al suo posto.
Mi fa piacere che lei non si sia sentita offesa, perché così almeno non si è rovinata un momento così bello. Essere ammirata è un conto, ma questi commenti non mi sembrano molto “eleganti”. E poi invertendo le parti, se io presento e mi arriva un palestrato a petto nudo il mio commento lo tengo per me, la gente lo vede da se, e io non devo venderlo decantandone le doti e trattandolo come un quarto di bue.
Allora non posso più mettere una maglia scollata a meno che non sia disposta a lasciarmi dire cose di questo tipo da chiunque?
Non volevo essere brusca, spero si capisca ![]()
Ps: bellissimo blog
Il fatto di mettersi un abito scollato è il punto fondamentale: se ti metti un abito scollato lo fai per suscitare l’ammirazione degli uomini, e Vespa non le ha detto, alla Sgarbi, sei una gran gnocca, le ha detto che ha un bellissimo decolleté. C’è una differenza abissale, c’è la fossa delle Marianne.
Quello che non capisco è perchè si mette in croce Vespa, colpevole di ammirare apertis verbis un seno volutamente un po’ mostrato, e non si legge mai mai niente sulle schifezze messe nero su bianco sul web da una generazione di 20-30enni che si ammazza di YouPorn.
Un esempio tra mille: mesi fa su friendfeed uno ha postato la foto di due ciabatte di gommapiuma rosa a forma di vulva, e il buco per metterci il piede era, diciamolo tecnico, l’orifizio vulvare.
Uno pensa: chi l’ha postato sarà un paria della “comunità” dei friendfeeders, di questo mondo brulicante di intelligenza e politicamente dalla parte giusta. Macchè.
Perchè la risposta giusta è: lo si fa per scherzare.
Non è: tutto questo mi ricorda qualcosa, ah sì, è tornata la generazione di Porky’s (chi aveva almeno l’età della ragione a metà anni ‘80 se lo ricorda).
Quindi a questo punto mi va bene Vespa che ammira con una galanteria un po’ venata di paternalismo il decolletè che l’Avallone ha avuto piacere a mostrare.
Mi sembra il ragionamento di chi dice che siccome esistono le porte chiunque può entrare in casa mia, con o senza invito. e che se ciò mi secca, dovrei vivere murata viva, perché niente porte, niente visitatori indigesti.
Fuor di parabola a Bichat da donna chiedo di permettimi di disentire: io non mi metto una scollatura per piacere agli uomini, la metto per me perché mi piaccio così. A me piacciono i vestiti e l’effetto estetico e se mi invitano da qualche parte cerco di vestirmi bene. Il tuo ragionamento è da difesa del burka, se lo vogliamo guardare da quest’ottica.
Certo, esiste un contesto, non ci è andata in bikini. Perché se ti invitano come scrittrice a un programma sui libri, fai la scrittrice. È Vespa che non ha saputo fare il presentatore e io come spettatrice mi posso pure chiedere se abbia mai letto il libro (o il riassuntino che gli fa la redazione).
Allora, Vespa per fare il galante ha scelto il contesto sbagliato, la Avallone no.
Poi se qualcuno mi inquadra il cavllo dei panteloni di Giordano, anche quello un interessante pezzo di sartoria quanto un decolleté, fatemelo sapere che magari lo cerco su youtube.
Sono d’accordo con mammasterdam, ma poi anche se se la fosse messa per piacere agli altri oltre che a se stessa, a me le motivazioni per cui Avallone s’è vestita in un dato modo non interessano, il punto è questo: quello era un normale abito da sera femminile scollato, come sono scollati molti abiti da sera femminili ed era consono all’occasione, è vespa che non è stato consono. Questi sono i termini della questione il resto è fuffa. La moralina del “copriti se vuoi essere presa sul serio” è da italietta democrista degli anni ‘50 e sembrerebbe ridicola non solo a uno scandinavo, ma anche ad un indio dell’America Latina che là tutti ’sti problemi coi centimetri di pelle esposta non se li fanno, o non se li facevano prima dell’arrivo di quei rompiscatole dei cristiani europei.
qui andrà a finire, che per evitare “vespate” una scrittrice che vince un premio dovrà vestirsi da uomo come George Sand (sarebbe una bella provocazione, in effetti) e allora tutti si lamenteranno di queste intellettuali di oggi che rinnegano la “femminilità” e via blaterando.







2012