Questione di aspettative
La ragazza nella foto è Miss Motosprint 2010, Marzia Greco. Fiorentina di origini napoletane, specifica il comunicato stampa, snocciolando anche una serie di caratteristiche fisiche della vincitrice. La quale, insieme alla seconda classificata, la venticinquenne milanese Alessandra Cardì, ha diritto al prestigioso incarico di Umbrella Girl per i piloti del Team Ducati.
Sì, esatto, una stagione in mutande con un ombrello in mano. Questo è il premio.
Chissà gli sbocchi di carriera.
Non si sa mai, se una regge l’ombrello con particolare grazia o sfoggia la tetta con eccezionale destrezza, magari la notano.
Poi lo metti in curriculum, no? “Stagione MotoGP 2010-2011: Umbrella Girl per il team Ducati, con mansioni di reggimento ombrelli, sorriso, scosciata.”
Cioè, fa scena.
Non mi piace fare la nostalgica, ma mi pare di ricordare che le Miss d’antan sgambassero e stettassero per premi più sostanziosi: comparsate cinematografiche, contratti con case di bellezza, sponsorship di gioielli, carriere nel mondo della celluloide, della pubblicità o della televisione. L’idea che si possa trovare attraente una competizione in cui si viene misurate con il metro da sarta per poter aspirare a un posto da servetta con l’ombrellino è quasi più deprimente del concetto stesso di concorso di bellezza.
Questione di livello delle aspettative, suppongo.
Mamma mia, davvero!
Ciao sono Marzia Greco,la vincitrice del concorso!Preferisco non commentare quello che hai scritto. Mi farebbe solo piacere conoscerti. Questa è la mia mail:greco.marzia@libero.it
Ciao Marzia,
Grazie per il commento. Vorrei precisare che il pezzo non ce l’ha con te nello specifico, è più indicativo di un trend generico. Però se hai cose da raccontarci sulla faccenda, sarei curiosa di sentirle. Ti scriverò nei prossimi giorni.
c’era in palio un posto di cameriera, e anche se il giornalista ci tiene a precisare che non verranno consegnate fasce di bellezza, le concorrenti dovranno sfilare in abito elegante, tenuta da lavoro, e naturalmente costume da bagno.
Ma se serviva un aiuto cuoco? Lo facevano sfilare in boxer? Non creedo proprio.
Forse c’è stato un salto temporale e siamo di nuovo alla fine degli anni ‘80.
Mancano solo I ragazzi della III C e le battute su quella grassa, manca Federica Moro e i cadetti dell’accademia militare che vanno a rubare le mutande (o forse era Porky’s?), per il resto c’è tutto, c’è anche Christian de Sica con i meravigliosi spot della Tim. Immagino che la Tim abbia clienti per il 90% maschi, se no non mi spiego come pensa di rivolgersi anche me con Belen.
Domenica scorsa, pranzo di famiglia. In tv, gara di moto. Signorine che reggono gli ombrelli. Inquadratura dal basso di una di loro. Molto dal basso. Troppo. Così dal basso, che si vede solo un paio di belle chiappe, così da vicino da sembrare un film hard. Insomma.
Mi sono sentita mortificata per tutta la categoria donne.
E’ un inizio da valletta, senza particolari sbocchi nella speranza di farsi notare per la sola bellezza fisica (portamento, fascino, ecc. non c’entrano). Giusto o sbagliato non è una degenerazione recente: una volta ti avrebbero messo come comparsa in una trasmissione televisiva oppure come annunciatrice. Nulla di male purchè non sia l’aspirazione finale di una ragazza.







2012