Fatti la badante.
“Mio padre ha la fidanzata di 22 anni!”
Lì per lì resto un po’ stupita, perché il padre della mia amica non mi sembra questo gran che.
Non particolarmente bello. E neanche troppo interessante come uomo. Ma per carità: ci sono donne a cui piace.
A lei ormai le nuove fidanzate di lui fanno poco effetto. Ci scherza sopra.
Poi puntualizza
“è la badante dei miei nonni”
Ah.
Perché mi sembra tutto più facile ora? O meglio. Perché mi sembra più facile diventare maligna?
Solo il mese prima mi aveva detto che stava con una di 30 anni (quindi di 20 anni più giovane di lui).
Ora l’età media si è abbassata ancora.
Ne cambia in continuazione. E ormai si rivolge solo alle badanti.
Prima ha avuto tutta una rassegna di russe. Poi è passato alle peruviane. Ora è il periodo delle ecuadoregne.
E non è il solo. Dalle mie parti ormai è diventato abbastanza usuale vedere uomini un po’ attempati, o che comunque in vita loro hanno avuto sempre ben poco a che fare col gentile sesso, accoppiarsi con russe o cubane.
Le motivazioni?
“Sono più ubbidienti, non come le italiane che non vogliono fare più niente”
“Sono tranquille”
“Regali loro una collanina e sono contente”.
Già.
L’italiano medio sta riscoprendo la femmina tutta casa, chiesa e vodka.
Donna e buoi dei paesi suoi.
Finché dura. Perché spesso dura solo il tempo di capire come funziona la comunione dei beni.
E poi ciao.
“Sono più ubbidienti, non come le italiane che non vogliono fare più niente”,”Sono tranquille”,”Regali loro una collanina e sono contente” lo diceva mio padre quando parlava delle ragazze in Romania 40 anni fa. Come possiamo pretendere di essere prese sul serio da uomini che non riescono a guardarci in faccia e preferiscono cercare la via semplice altrove?
“Perché spesso dura solo il tempo di capire come funziona la comunione dei beni.”
STU-PEN-DA!!!
basta non mettere beni in comunione
scacco matto
Joseph, c’è sempre la legittima.
la legittima che cosa?
La legittima difesa?
Mi vuoi togliere una curiosità?
Che cosa te ne frega di quello che un uomo fà del proprio denaro e del proprio uccello?
Mi interessa dal momento in cui dimostra il palese stato di crisi del maschio italiano: la sua incapacità di rapportarsi col nuovo ruolo femminile (che spesso, troppo spesso, purtroppo, sfocia in violenza fisica ai danni delle donne)
Questo curioso mescolamento di razze in provincia non sta avvenendo per osmosi naturale e per integrazione, ma soprattutto per le scelte di questi maschi impacciati che dopo poco si trovano chiappe a terra. Non dico tutti , ma una buona parte.
Sarebbe interessante sentire l’opinione di qualcuno che c’è rimasto sotto per capire i motivi della scelta.
La legittima è la parte di eredità che spetta di diritto a qualunque moglie anche in regime di separazione dei beni alla morte del marito.
guarda che forse tu non hai capito la situazione.
Per il sesso ci sono i rapporti occasionali e le puttane.
Per la riproduzione ci sono le extracomunitarie e l’immigrazione clandestina.
Per la famiglia ci sono le badanti e gli ospizi.
Aggiornati : l’Italia di oggi è fatta così.
Nessuno si aspetta più che tu sia qualcosa di diverso da ciò che sei già adesso : la “questione femminile” è chiusa.
Noi viviamo una volta sola : dobbiamo farlo nel modo più sereno e divertente possibile.
Mi vuoi spiegare in cosa consiste l’incapacità del maschio italiano di rapportarsi con la donna moderna italiana?
Questa tizia è capace a malapena di soddisfare se stessa : figurati se riesce a soddisfare anche noi!
E dove stà scritto che il maschio si deve rapportare con la donna moderna, se non gli piace : può anche andare a trans come Marrazzo.
Guarda che la donna moderna italiana così com’è messa non ci serve proprio a un tubo : ha la figa di legno!
Il suo posto è il posto di lavoro.
La sua realtà è il suo stipendio e la sua carriera.
La sua storia è un lastricato di rivendicazioni egalitarie tenute assieme col nastro adesivo.
Quindi pensa a te stessa : lavora, fai carriera, guadagna e matura la pensione (a 65 anni come un bastardo qualsiasi).
Perchè guarda che là fuori non ci sono legioni di “maschi impacciati” che aspettano che tu gli insegni come devono vivere.
E men che meno gente che è disposta a perdere il suo tempo per violentarti : abbiamo ben altro a cui pensare.
Quello che tu chiami “palese stato di crisi del maschio italiano” è una tua sega mentale e basta.
No, ioseph, quello che Valentina chiama “palese stato di crisi del maschio italiano” è la tua sega mentale.
Il post qui sopra parla proprio di persone come te, se qualcuno avesse avuto dei dubbi su che pensare leggendolo, guarda, tu li hai proprio spazzati via.
Sara aggiornati : ho scritto quello che vedo, quello che sento, quello che penso e quello che faccio.
Sono in “stato di crisi”?
Svegliati : non lo sono minimamente.
L’Italia và avanti benissimo anche senza di te, non sei indispensabile.
E ti consiglio di non buttare il tuo tempo cercando di imporre la tua visione del sesso al Resto dell’Universo, perchè guarda che non ruota attorno alle tue tette.
ioseph, il tuo commento precedente cominciava dicendo “non hai capito la situazione”: io penso che il post qui sopra l’abbia invece perfettamente colta e la biasimi, a te invece sta bene così.
Se poi non ti senti in stato di crisi, che devo dire, buon per te, si vede che “le donne moderne italiane”, questa massa tutta uguale, a differenza degli uomini, altra massa tutta uguale, non sono capaci di avere un lavoro e anche una vita sentimentale.
Usi termini come “figa di legno”, ma cosa vuol dire? non andare a letto con uno solo perché te lo chiede? riservarsi il diritto di dire no?
Quanto alle mie tette, non le considero il punto cardine dell’ universo, ma principalmente lo strumento con cui ho nutrito per mesi i miei figli, perché, ebbene si, la donna moderna italiana fa anche questo mentre lavora, fa carriera o ci prova, e matura la pensione a 65 anni come un bastardo qualsiasi, e stira camicie e prepara la cena.
E comunque no, non cerco di imporre nessuna visione a nessuno, esprimo solo la mia opinione su un blog che parla di cose che mi interessano.
Due paroline per dire a #ioseph anche quel che penso io. Non mi interessa come sei tu, so già che non mi piaci ed io non piaccio a te. Non mi interessa neanche della sorte di quegli uomini (e del loro conto in banca) che si buttano nelle braccia di badanti o chicchessia. Mi interessa però che sulla mia strada io non incontri gente così. Non li voglio come datori di lavoro, non come colleghi, non come amici, non come amici dei miei figli o fidanzati di mia figlia (se e quando avrò prole). E se dovessi incontrarli proverei a capirli, e se non funzionasse li eviterei. Ma se nessuno si chiede perché accade questo e se qualcosa si può fare per alleviare i patemi di queste anime perse (sempre addidate come “vittime” della donnaccia del momento, cosa che non condivido), allora forse la mia sorte sarà di convivere con queste persone, e la cosa non mi alletta affatto. Ecco perché non me ne sto zitte e buona.
Enola (Gay?) : se la metti in questi termini ti conviene andare a vivere su Marte.
Solo laggiù potrai trovare gli uomini che cerchi.
Inoltre, perchè la butti sul personale : sono io l’argomento in discussione?
Il nostro modo di vivere il sesso è la conseguenza di 40 anni di femminismo.
A causa del crollo della fertilità delle italiane dobbiamo integrare un gran numero di stranieri, altrimenti diventiamo una società di vecchi.
Tra tutti questi stranieri ci sono ormai milioni di badanti, e altri tipi di lavoratrici in Italia : questa gente non è quì con la cintura di castità.
E’ vero che non sono il massimo dell’onestà, ma anche il rapporto con le italiane è ad alto rischio : vedi l’enorme numero di divorzi e di convivenze fallite.
Anche questi fallimenti costano una barca di soldi alle “anime perse”, come le definisci tu : queste perdite non le contabilizzi?
Inoltre voglio ribadire un concetto che mi è caro : il sesso nella nostra società ormai conta molto poco.
Non avere capito questo fatto, significa non avere capito la situazione.
Si devono trattare uomini e donne come se fossero la stessa cosa.
Si deve agire indiscriminatamente dal punto di vista sessuale.
Non siamo più negli anni ‘50.
L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro (quindi sui soldi), non sul sesso.
Questo è un principio fondamentale del femminismo : infatti senza questo principio il concetto di “realizzazione della persona attraverso il lavoro salariato senza distinzioni di sesso” non esisterebbe.
Io l’ho sempre ritenuto un principio fondamentalmente idiota.
(E, visto tutto quello che è successo, posso dire che il mio giudizio è stato abbastanza preciso).
Le donne moderne mi hanno sempre giudicato un cretino, con la testa tra le nuvole.
Ho dovuto trarne le conseguenze : in una qualche maniera devo pur vivere.
I poeti e gli artisti del nostro passato ci hanno insegnato che il sesso può essere un esperienza meravigliosa della nostra vita.
Una dimensione fatata.
L’abbiamo perduta.
ioseph: ma che confusione!
Dobbiamo tutte aggiornarci perché il mondo d’oggi è come dici tu, e però tu hai dovuto adattarti perché in qualche modo devi pur vivere, e però gli uomini che non sono come te ci sono solo su marte,
e dobbiamo stare zitte perché l’universo non ruota attorno alle nostre tette, e però dovrebbe, una volta (quando? negli anni 50?) era così,
e l’ Italia dovrebbe essere una Repubblica fondata sul sesso,
e le persone andrebbero giudicate non come individui ma come peni o vagine ambulanti,
e chissà perchè le donne moderne ti giudicano un cretino (forse solo perché non sappiamo come ti giudicherebbero quelle antiche).
In tutto ciò vieni a spiegare cos’è il femminismo a sorelleditalia.net e infili il commento razzista.
no comment
Ooooh! Non potevi pensarlo 13 post fa?
Non vedo tutto questo sessismo nel commento di Ioseph, e lo dico da donna. Non ci è dovuto niente, e un uomo non deve giustificarsi se preferisce stare con una ragazza straniera, con cui è più sereno o ha meno ansia, se è questo il problema. Quello che per me ci è dovuto è uno spazio pubblico neutro in cui muoverci, non sessista, senza figa gnocca fregna guarda che culo ogni tre parole, senza programmi televisivi fatti di inquadrature ravvicinate e insistite su parti anatomiche – sempre femminili – a valenza sessuale. Perchè lo spazio pubblico italiano, dai cartelloni pubblicitari per le strade, alla tv quasi tutta, alle battute del premier, fa di tutto per non fare sentire le donne per prima cosa privati cittadini.
L’unica sciocchezza che ha scritto Ioseph (scusa) è dire che “Il nostro modo di vivere il sesso è la conseguenza di 40 anni di femminismo”: dov’è tutto questo femminismo in Italia? Piuttosto penso che siano 40 anni di post ‘68 e post liberi tutti, che adesso è arrivato alle estreme conseguenze.
quello che intendo è che aver preteso l’eguaglianza, quella che tu definisci lo “spazio neutro in cui muoverci”, ha disintegrato la femminilità.
Gli uomini, soprattutto quelli del passato, sono sempre stati attratti dalla femminilità (mentre stò scrivendo alla tv stanno replicando Vacanze Romane).
Hanno sempre considerato la femminilità come un elemento imprescindibile dell’essere donna.
Questo non deve ne stupire, ne scandalizzare : in fondo è stato il femminismo stesso a sostenere esplicitamente e senza possibilità di equivoco che la femminilità è un prodotto culturale dell’uomo.
Un condizionamento atto a dominare la donna, castrando le sue capacità professionali.
Io non sono assolutamente in accordo con questa opinione, che giudico alquanto rozza e superficiale, ma comunque sono cosciente del fatto che la nostra cultura femminista si basa su di essa.
E’ questo che intendevo quando ho scritto che “il nostro modo di vivere il sesso è la conseguenza di 40 anni di femminismo”.
Eliminata la femminilità, che cosa rimane dell’essere donna in quanto tale se non il solo sesso?
La donna è un cittadino di sesso femminile.
In altri termini : è un uomo di sesso femminile.
E basta : è questo il punto.
Ora, che cosa intendete quando scrivete che noi uomini non siamo in grado di accettare il vostro “nuovo ruolo” nella società?
Voi, in quanto uomini, non avete alcun “nuovo ruolo” in questa società.
A meno che per “nuovo ruolo” non intendiate il vostro “nuovo lavoro”, per quello che vale questa “novità”.
Per quanto riguarda il riferimento agli anni ‘50, questo può apparire sotto alcuni aspetti provocatorio, ma non lo è.
Ad esempio : io, come uomo, trovo attraente il sesso femminile, anche quello che viene pubblicizzato in tv.
Quello che però trovo deludente è che dietro quel sesso non ci sia nulla, ossia che le bambocce siano solo degli splendidi vasi vuoti.
Rimanendo nell’ambito televisivo-cinematografico ho citato gli anni ‘50 non a caso : le dive di quegli anni erano belle, ma avevano anche una fortissima carica sentimentale e romantica.
Si potrebbe obiettare che quella sensibilità femminile era limitante per le donne, però è un fatto che non è mai stata sviluppata oltre.
E’ invece stata sostituita in blocco dal femminismo cioè dalla rivendicazione della parità con l’uomo.
Come si sarebbe sviluppata la femminilità senza la rivendicazione della parità?
Possiamo soltanto immaginarlo.
Comunque, un fatto è evidente : oggi la parità non è una scelta, ma un obbligo.
Quindi da questo punto di vista non c’è alcuna libertà di scelta per nessuno.
E’ per questo che non capisco l’atteggiamento di Sara : le mie sono solo parole e riflessioni che non hanno alcun potere di cambiare la realtà.
L’intervento di Joseph da’uno spunto su cui riflettere. Le donne straniere sono apprezzate perchè sono meno emancipate, più accomodanti, si accontentano, come le metti stanno (e d’altronde dove potrebbero andare??) non hanno velleità di realizzazione perchè il loro lavoro è fonte di sostentamento primario e nulla più. Basta che un uomo non si ubriachi e non le picchi e loro sono contente.
Però questo pensiero diffuso (e che ha il suo fondo di verità) non tene conto di un dato: probabilmente nel giro di alcuni anni le donne straniere regolarizzeranno il loro lavori, forse metteranno qualcosa da parte, forse entreranno in contatto con le italiane, e questo “paradiso terreste” del sessantenne all’ultima spiaggia è destinato a naufragare.
Il mio compagno ha un amico che va spesso nei paesi baltici, in cerca di “amicizie”; quando ha incontrato ragazze istruite, con un buon lavoro, che magari non disdegnavano l’avventura con un italiano (lui è giovane e nemmeno brutto) ma non erano in condizione di necessità, non erano assolutamente le bamboline docili e accomodanti a cui siete abituati voi cacciatori di badanti in Italia. E quando si sono scocciate o lui non si è comportato come a loro piaceva, l’hanno scaricato senza nessun riguardo. Non erano particolarmente sensibili o romantiche.
Non è un fatto culturale, Joseph, non sono “endemicamente” più femminili, dolci, arrendevoli. Vi assecondano per necessità. Se vi va bene così godetevela finche dura, ma non fatevi illusioni…
@Ioseph: il rammarico perchè “La donna è un cittadino di sesso femminile. In altri termini : è un uomo di sesso femminile” è indifendibile, per essere gentili. Ho assolutamente preso un abbaglio sul senso dei tuoi post precedenti.
Capisco che dispiaccia che sia andata persa la grande carica sentimentale e romantica delle donne, ma anche dalla nostra (mia) prospettiva nell’uomo di oggi sono andate perse moltissime qualità, e sai cosa? per me è colpa di 40 anni di maschilismo, di Drive in e di Colpo Grosso, di battute sessiste mascherate da sana goliardia della stragrande maggioranza dei presentatori televisivi, tra l’altro, e tutto questo nello spazio pubblico, cioè in uno spazio dove sono obbligata a muovermi anch’io.
evviva ….. fate tacere la maran e e le cose andranno suicuramente meglio!!!!!
il rapporto uomo-donna si basa su sentimenti intimi profondi.
Se questi sentimenti non esistono … di cosa stiamo parlando?
Io parlo di questi sentimenti, voi mi citate Drive in, Colpo grosso e i Paesi Baltici.
E’ evidente che non stiamo parlando dello stesso argomento.
In questi ultimi anni l’uomo è stato costantemente ed ossessivamente messo sotto pressione da una cultura femminista che lo ha messo sul banco degli imputati.
Le donne hanno considerato la cultura dell’uomo inadeguata ai tempi e a loro stesse.
Il risultato è che la nostra mentalità è cambiata parecchio.
Siamo diventati molto più disillusi sulle capacità delle donne moderne.
Drive in, Colpo grosso, il linguaggio sessista, i Paesi Baltici … non sono altro che fughe dalla realtà.
Si potrebbero citare anche altre situazioni quali la pornografia dilagante (e di ogni genere), oppure la prostituzione.
Sono tutti sgabuzzini all’interno dei quali ci rifugiamo per fantasticare sugli ultimi rottami di femminilità scampati al naufragio della donna.
secondo me per affrontare in maniera matura e ponderata la questione femminile oggi, sono proprio i commenti come quelli di Ioseph i più preziosi. A suo modo pone l’accento su alcune questioni fondamentali del perché il femminismo del passato non è riuscito a gettare semi fruttiferi (su alcune questioni) per l’oggi. E nel dialogo con le persone/uomo possiamo davvero cercare di individuare anche i buchi dialogici che ci hanno portato dove siamo ora. Ioseph parla però spietatamente e se da una parte ne ammiro il coraggio, dall’altra temo che nel suo discorso si insinui anche (ma lo dice poi chiaramente) qualcosa di personale che lo rende inutilmente astioso.
Se vogliamo stare tutti meglio, forse dobbiamo smetterla di combattere come se non stessimo dalla stessa parte della barricata, secondo me…
sul fatto che abbiamo perduto le gioie del sesso, sono profondamente d’accordo. E’ diventato un bene di consumo. Nulla più.
ma non capisci?
Io devo essere spietato.
Come sono conciato oggi posso forse dire ad una donna in difficoltà : ” non ti preoccupare, ti aiuto io, ci sono quà io”?
La mia stessa impotenza è diventata l’arma totale contro il femminismo!
Oggi devo accettare che la donna svolga mansioni “tradizionalmente maschili”, ma nel far ciò posso salvare la sua femminilità?
E’ una domanda brutale e spietata, ma che ha una sola risposta : no.
Io devo pormi questa domanda brutale e spietata ed accettare le conseguenze della sua risposta negativa.
Perchè vivo in questo mondo e non ne ho un altro di riserva che mi aspetta al fianco come una scialuppa di salvataggio perfettamente equipaggiata.
Non posso voltarmi da un altra parte facendo finta di non sentire e di non vedere.
Quella che il femminismo ha stupidamente definito “mansione tradizionalmente maschile” richiede, se la si vuole svolgere con la dovuta serietà, una sensibilità di tipo virile, che ora la donna deve far propria annullando le sue potenzialità femminili.
Ossia annullando la sua sensibilità femminile.
Se non annulla la sua femminilità, non sopravvive nemmeno un ora nel mondo dell’uomo.
E’ per questo che i padri moderni educano le loro figlie come se fossero figli : perchè da adulte quelle bambine saranno in diretta competizione con gli uomini, in ogni campo.
Dovranno sopravvivere in un mondo maschile, che è l’unico mondo che esiste.
Non esiste un mondo femminile : “le donne femminili non vanno da nessuna parte, le donne virili vanno dappertutto”.
E’ una gretta semplificazione.
Quello che non accetto è che l’inesistenza del mondo femminile, sia imputata agli uomini.
Nei convegni femministi si chiacchera e … si giunge a dei facili compromessi.
Si cita il sesso solo per ribadire che deve essere considerato per quello che deve diventare : un qualcosa che se ne stà appeso da qualche parte e basta.
Questo atteggiamento è tanto rozzo e superficiale da apparire quasi ridicolo … se non fosse per la allarmante constatazione che calza a pennello ad una società che è divenuta nel frattempo altrettanto rozza e superficiale.
Ossia impotente, in ogni campo.
Le sensibilità maschili e femminili sono il risultato di una complessa interazione tra Natura (cioè istinto) maschile e femminile, e cultura.
Perchè la cultura del nostro passato non è stata concepita da una massa di deficienti che non avevano capito nulla delle potenzialità femminili.
Per il femminismo la parità è un punto di arrivo.
Non è così : in realtà è un punto di partenza.
E’ la presa di coscienza definitiva della fine del sesso.
Ossia della fine della sensibilità virile e della sensibilità femminile.
In un mondo in cui ci si illude, attraverso una propaganda martellante sulle “fonti d’informazione”, che persino imprese che avrebbero fatto tremare le vene ai polsi ad un eroe di statura classica, siano ora alla portata della prima cogliona che ti capita a tiro, purche le abbiano prima insegnato a fare una O con un bicchiere.
La sensibilità è come la bussola di una nave : ti dice dove sei e dove stai andando.
E’ uno strumento sofisticato e delicato, leggero e rapido come il pensiero, ma indispensabile.
Senza sensibilità non vai proprio da nessuna parte.
Per un marinaio una nave senza bussola è una botola che si spalanca sul vuoto.
E’ per questo che la donna moderna è annullata.
Se ne esce fuori con rivendicazioni sorprendenti, del tipo : “vogliamo un spazio neutro”.
Ma, in nome di Dio, a cosa cazzo serve uno “spazio neutro”?
E cosa diavolo è uno “spazio neutro”?
Forse vuol dire uno “spazio vuoto”?
Forse è la vostra testa uno “spazio neutro”, e siccome la vostra testa è fatta così … allora deve essere così anche tutto il Resto dell’Universo?!
Io non ho dubbi su un fatto : prima o poi troveremo un uscita dal labirinto del Minotauro femminista.
Ma ho forti dubbi sul fatto che la soluzione che troveremo vi piacerà.
Ma Ioseph, accidenti, non ci credere questa cazzata che la “femmina” in quanto tale dalla notte dei tempi sie stata un essere fragile, debole, bisognoso di cure ed adatta agli ambienti chiusi! Da empre le donne hanno contribuito attivamente all´economia della societá in cui vivevano, spendendosi e sporcandosi, é un´invenzione della societá borghese (cioé non piú vecchia di tre secoli) questa della damina a cui servono i sali e che abbisogna del cavalier servente. Svegliati!
Poi che gli uomini vadano con donne dell´est o con transessuali sudamericani (prendo consapevolmente i cliché) non é certo un problema, anche molte italiane si son trovate uno straniero (fra cui io), il prolema é quando la relazione non si basa sull´affezione e/o sul desiderio reciproco, bensí su rapporti aquilibrati di forza, per cui la badante o il trans si ritrovano a darsi a un uomo che come minimo li lascia indifferenti, probabilmente (se é vecchiotto)li disgusta anche.
E come no!
Diciamo che siamo forti, sporchiamoci, spendiamoci, facciamoci spremere come limoni.
Offriamo il petto al fuoco del nemico.
Spargiamo in libagione il concetto di “donna attiva”, portando la civiltà in un mondo sottosviluppato!
E’ tutto così facile, semplice, ovvio : se domani ti chiederanno il doppio, ti impegnerai il doppio.
Tanto il fiato ce l’hai : non è vero Lucia?
Discorso tipicamente borghese il tuo.
Vedi com’è semplice smontarlo?
Và bene : allora vediamo come le donne moderne contribuiscono all’economia e al “benessere” del loro tempo e in particolare a se stesse.
Hai molte buone qualità, Lucia, non è vero?
Peccato che poi, all’atto pratico, non ne sprechi neppure una.
Nemmeno per favorire te stessa : vedi come le tue rappresentanti femministe in parlamento si agitano per elevare la tua età pensionabile?
E per equipararti all’uomo in ogni mansione.
Un consiglio : incomincia a fare un corso accelerato di serietà, prima che le circostanze della vita ti friggano il Kulo!
Il punto è : qual’è la qualità della donna moderna?
Vi sono molte e fondate critiche al movimento femminista.
Francamente, visti i risultati assai penosi, c’è da chiedersi se la gente di 40 anni fà avesse almeno una vaga idea di dove sarebbe andata a sbattere.
Innanzitutto si può osservare che il movimento si è occupato moltissimo di divorzi ed aborti.
Mentre non si è occupato affatto di maternità e matrimonio : se lo ha fatto deve essere stato tremendamente discreto, perchè non se ne è accorto nessuno.
Forse queste cose sono di secondaria importanza?
Un altra importantissima considerazione, visto che hai ingenuamente sollevato la “questione economica”.
La spesa più grande della famiglia italiana è sempre stata la casa.
40 anni fà le famiglie erano monoreddito.
40 anni fà le società immobiliari sapevano di poter pretendere per 1 reddito.
Oggi le famiglie hanno 2 redditi, quindi le società pretendono per 2 redditi.
Perchè non dovrebbero farlo, se possono farlo?
La morale della favola è che pensare di raddoppiare la ricchezza raddoppiando il reddito, facendo lavorare le donne a tempo pieno, è una beata illusione che non ha alcuna correlazione con la realtà.
Non solo non siamo diventati 2 volte più ricchi, ma abbiamo perso una gigantesca quantità di tempo libero e siamo diventati addirittura più poveri perchè nel frattempo i “costi” sono più che raddoppiati.
Tu dimmi se questo è un modo serio di gestire l’economia di una nazione.
A parte i “portasecchi” (operaie, impiegate, badanti …) i settori nei quali le donne lavoratrici eccellono sono 5.
La sanità.
La legge.
L’informazione.
L’istruzione.
La pubblica amministrazione.
Per quanto riguarda la pubblica amministrazione : tutte queste cartacce che volano a destra e a sinistra, non hanno alcuna correlazione con la realtà della nostra vita.
Perchè esistono?
La sanità.
Abbiamo costruito una quantità di ospedali, ma cosa te ne fai di tutti questi centri oncologici quando vivi in un catino di tumori?
A cosa servono attrezzature sofisticate e personale qualificato per curare cardiopatie e malattie mentali, quando vivi in un mondo che genera cardiopatie e malattie mentali in quantità industriale?
Così come siamo messi la battaglia per una salute migliore è già persa in partenza : indipendentemente dalla quantità di risorse economiche e professionali investite nel settore.
In un mondo pulito e sano, la gente non si ammala così tanto : pulisci il tuo mondo, prima di rallegrarti constatando che aumentano i chirurghi di sesso femminile.
E’ evidente che questa generazione di donne vivrà meno e peggio, rispetto alle generazioni precedenti, perchè ha una vita malsana.
E’ tabagista, ha notevoli disordini alimentari ed è fisicamente e psicologicamente molto stressata.
Vive in un mondo inquinato e frenetico.
Gli ospedali servono quando la salute l’hai già persa : conservati in salute, avrai bisogno di meno sanità e le donne le impegni in modo più intelligente.
Molte donne si occupano di legge … in un mondo senza giustizia!
Che effetto imbecille : se un popolo diventa incivile, produce un grandissimo numero di cause.
Agisci al fine di rendere l’Italia civile, prima di rallegrarti del fatto che in futuro la legge sarà in mano alle donne.
Abbiamo molte giornaliste, ma dov’è l’informazione?
Un circolo di buffoni, che non fanno nemmeno ridere.
Il settore dell’istruzione è nelle vostre mani, ma siete capaci di dare un educazione sessuale ai vostri figli?
Non siete assolutamente in grado di farlo.
Potete dire come nascono i bambini, e come non nascono attraverso la prevenzione del concepimento.
Potete integrare tutto ciò con un discorsetto da seconda elementare sulla necessità di andare daccordo, ma quì vi dovete fermare.
Perchè il vero problema è che siete incapaci di dare un educazione sentimentale.
In realtà non sapete nemmeno che cosa sia un educazione sentimentale : è questo il punto.
E tutto questo a prescindere dalla facile ironia che si potrebbe fare sulla qualità dei programmi di studio, degli insegnanti e dei libri.
La scuola fà schifo solo a guardarla, e i risultati si vedono.
La donna moderna, anche all’atto pratico, è insufficiente.
Sia dal punto di vista erotico, che da quello economico.
Sono le badanti che ci stanno dando una mano là dove ne abbiamo bisogno.
Le altre non esistono.
io credo che tu sia un pò depresso…(con tutto il rispetto)
Troppo facile : non puoi cassare tutto ciò che non ti piace, definendolo “depresso”.
Sono stati commessi 3 errori fatali.
PRIMO
l’ingresso nel mondo del lavoro doveva essere facoltativo e non diventare obbligatorio.
SECONDO
l’ingresso nel mondo del lavoro doveva essere subordinato alla femminilità, non la doveva annientare trattando la donna come se fosse un uomo.
TERZO
Poi c’è un altra difficoltà, che non avete ancora assolutamente affrontato come si deve.
Voi donne dovete essere consapevoli dei sacrifici e dell’impegno psicofisico che dovete dare allo Stato, all’impresa e alla scuola.
Dovete rendervi conto che siete negli ambienti di lavoro per restarci e per comportarvi da uomini, cioè per rendere come rendono gli uomini.
Perchè è questo che, nel mutato clima culturale generato dal femminismo, lo Stato e la società vi impongono.
E vi imporranno sempre di più in futuro.
Non dovete assolutamente sottovalutare gli sforzi ed i sacrifici che adesso vi saranno imposti dalle circostanze : se lo farete, fallirete miseramente.
Io non credo che occorra una laurea ad Harvard per arrivare a capire la situazione.
Ora stà agli uomini dare un giudizio sul comportamento e sul rendimento delle donne.
Stà agli uomini dare un giudizio sulla qualità umana delle donne, traendo le dovute e legittime conclusioni al fine di modificare il proprio comportamento e la propria mentalità per adattarla alle mutate esigenze di questi tempi.
E la conclusione, in sintesi, è questa : costate troppo, rendete troppo poco e siete diventate pesanti da sopportare.
Oltrechè sterili sia dal punto di vista culturale che, molto spesso, anche fisico.
Allora fatti la badante.
Ioseph, la tua visione sinceramente mi sconforta parecchio. Ma non ci credo. Ho 24 anni, sono sposata e ho un lavoro che mi piace anche se mi porta a stare parecchio fuori casa. Cosa c’è di male? Vuoi forse dire che portando a casa un 2° reddito, ho invogliato il mercato a spremere di più le famiglie? Ah, ecco, che la crisi finanziaria adesso è colpa del “femminismo”…
Quindi, secondo il tuo punto di vista, io che mi sento realizzata sul lavoro, ho sicuramente perso la mia femminilità, e non sono in grado di provare nè di trasmettere sentimenti?? Questa affermazione sinceramente mi urta parecchio, e la risposta che mi viene più naturale è: cosa ne sai di cosa ho dentro, e forse cosa ne sai di cosa hanno dentro tutte le donne che conosci.. Certo, abbiamo bisogno di durezza per poter farci rispettare in un mondo di uomini, ma è una durezza solo esteriore, è una corazza, creata dalla necessità e/o dal carattere di ognuna! Perchè ti fermi lì, a constatare che c’è una corazza, perchè non vai un po’ più a fondo? Non puoi creder davvero che siamo solo “uomini di sesso femminile”!! No no mi spiace, non ci credo e non ci sono io dentro questa etichetta!! Io SONO E MI SENTO DONNA e sono felice e orgogliosa di questo. E’ veramente triste, ma molto triste il tuo discorso.
Tu non hai ancora capito che il tuo modo di vivere non ha alternative.
Tu riteni giusto quello che ha prodotto il femminismo, perchè ora il tuo modo di vivere ti và bene.
Ma se, per una ragione o per l’altra, domattina dovessi cambiare idea … ti troveresti in un oceano di merda in tempesta.
Prova a fare l’immane sforzo di immaginare che il tuo modo di vivere non vada bene ad altri uomini o ad altre donne.
Facciamo un esempio paradossale : supponiamo (è un ipotesi) che una donna decidesse, per ragioni sue, di voler mettere in piedi una famiglia di tipo “tradizionale”.
L’esatto contrario di quello che le impongono di fare oggi.
Ebbene : oggi non sarebbe più in grado di farlo.
Quello che si imputa al femminismo è di aver annientato tutto ciò che non era congruente alla sua “visione del futuro del mondo”, producendo questo mondo in cui ora puoi vivere in un modo solo : il modo femminista.
Potresti obiettare che questo si verificava anche nelle epoche precedenti il femminismo, ma purtroppo oggi è stato commesso un errore fatale : il femminismo ha imposto una visione del mondo sterile, sia dal punto di vista culturale che fisico.
Cosa che prima non era mai stata fatta : questa è una differenza fondamentale tra il passato ed il presente.
Peggio di così le cose non avrebbero potuto andare.
Il femminismo non è solo un ideologia liberticida, perchè ci impone di vivere secondo la sua scala di valori, ma è anche una ideologia sterile.
Perchè esige che tutti noi si agisca come se, per la donna, la visione femminista sia il più perfezionato dei mondi possibili.
Mentre in realtà, alla prova dei fatti, è diventata solo la più abietta sia dal punto di vista sessuale che da quello lavorativo.
Tu ora urli : “SONO E MI SENTO DONNA”.
Ma, rispondi alla mia domanda : in cosa consiste essere donna oggi?
Troverai la questione piuttosto difficile …
Riguardo al tuo esempio della donna che decide di “metter su una famiglia tradizionale”: guarda che molte donne oggi scelgono di non lavorare per stare con i figli, specialmente quando si accorgono che il loro stipendio va direttamente tutto in tasca alla baby sitter; questo non è però un tornare indietro al “pre-femminismo”, in quanto si presume che oggi abbiamo in testa un’idea della donna che della famiglia che non è quella di 40 anni fa.. O almeno, si spera… Ma ricordati che una donna che fa una scelta del genere è una donna che rinuncia a una parte importante della sua vita per amore dei figli e della famiglia, ma è sarà comunque una rinuncia, un sacrificio, anche se non le pesa perché ama i suoi figli, anche se l’ha fatto più che volentieri perché la famiglia viene prima di tutto, lei ha fatto una rinuncia, e magari ne è soddisfatta, ma ci sarà sempre quella parte della sua vita che le mancherà. Porcavacca, mia nonna (classe 1916) ha lavorato tutta la vita.. Non so se rendo..
Comunque tu dici che questa società è frutto del femminismo, e ma se mi permetti un eufemismo è un femminismo a dir poco imperfetto… E’ una società in cui le donne lavorano, e lavorano tanto, sia in casa che fuori, e sono solo in apparenza alla pari dei colleghi uomini; e (chissà perché) guadagnano meno di loro, sono spesso discriminate, e rischiano il licenziamento per una gravidanza, o anche solo se si sposano (a una persona molto vicino a me è successo).
E chissà perché se fai un colloquio di lavoro e sei donna, non puoi evitare la domanda: “intende sposarsi e/o avere dei figli?”. Ed è qui che tocca abbassare la testa e mentire… E sentirsi in colpa nei confronti di quel figlio mai (o non ancora) avuto ma già tanto desiderato, o anche solo pensato di avere in futuro. E sentirsi in colpa sì, ok, anche verso la nostra femminilità, verso, il nostro orgoglio! Come faccio a dire (oggi!) che non avrò o non vorrò MAI avere un figlio. Posso anche non dsiderarlo in questo momento, ma come potrei pensare che non ce l’avrò mai, a priori??
Ecco cosa ci chiedono: scegli, seduta stante, carriera o famiglia, e nn provare a fare la sentimentalista e rispondere ‘famiglia’, perché ti riderebbero in faccia anche i sassi e nessuno ti prenderebbe sul serio. Per non parlare di rispondere “ma io ce l’ho già un figlio”, allora ti stampano sulla fronte un’etichetta che ti copre direttamente tutto il volto, per non sbagliare.
Poi se scegli la carriera e magari ne sei anche bella convinta, ti sentirai dire che sei una donna senza cuore, un arido pezzo di ghiaccio, una zitellaccia acida, che non hai sentimenti, eccetera; e qui riprendo il tuo discorso: non era questa la società che volevano le femministe, almeno non credo.
Capisci almeno in parte adesso quali sono le dinamiche che portano la donna a essere, anzi a sembrare, come la descrivi tu?
E’ vero, non è un bel quadro, ma da qui a dire che si stava meglio quando si stava peggio ce ne passa, ioseph.
Te lo devo spiegare io perché è giusto che le donne lavorino? Perché abbiamo bisogno della nostra indipendenza, e collaborare attivamente all’economia famigliare vuol dire essere sullo stesso piano con l’uomo! Se una volta le donne dipendevano esclusivamente dai mariti, era perché i soldi li portava a casa lui, e quindi era lui che “portava i pantaloni”. Lo sai o no che, prima del femminismo che tanti si ostinano a criticare, le donne non avevano diritti, non avevano libertà, pensa, non potevano neanche votare, né divorziare, però potevano essere ripudiate, e non mi sto a dilungare su questo discorso se no non ce la caviamo più. Chi vorrebbe nascere donna in una società come quella, alzi la mano!!
Se, già all’interno della famiglia (che è il nucleo della società), ci sono disparità, se c’è un capo e un subordinato, allora non c’è equilibrio; e se la famiglia è squilibrata, allora ci ritroveremo in una società completamente squilibrata, dove c’è solo odio e repressione, e nessuno trova il tempo per la serenità nei rapporti di coppia fra uomo e donna.
Quindi non capisco proprio chi parla di femminismo in modo negativo, e non capisco nemmeno te Ioseph, che porti delle argomentazioni che all’apparenza possono sembrare “drammatiche verità”, invece semplicemente ti fermi a constatare dei fatti e a trarre conclusioni affrettate.
Io trovo che oggi ci sia molto, molto più equilibrio fra uomo e donna, e questo non può che essere un bene, ma non un bene solo per le donne. Per tutta la società. Sì, anche per gli uomini. Se hai seguito il mio discorso (che spero non sia troppo contorto), dovresti averlo capito. Ma abbiamo ancora tanta, tanta strada da fare.
Mi chiedi cosa vuol dire esser donna. Non posso darti una definizione precisa. In parte credo di averti già risposto. Cosa posso aggiungere. Che è meraviglioso, che amo la mia vita e il mio esser donna, nonostante sembri che tutto voglia dissuadermi, a partire dai crampi mestruali fino ad arrivare alla minaccia costante delle ingiustizie, delle discriminazioni e delle violenze. AMO essere donna, amo la mia bellezza esteriore e la mia forza interiore, amo il mio esser fragile e il mio saper sopportare il dolore, amo la mia voglia di lottare e amo quelle lacrime che mi concedo quando muoio di rabbia…
Oriana Fallaci: “Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai(…)”
Sì, è una sfida contro tutti quelli che mi vogliono rinchiudere in un loro stupido pregiudizio, e non capiscono che siamo molto di più che verginelle o troie, bellefighe o cozze, lavoratrici accanite o madri premurose..
Ah, un’altra cosa: amo ancora di più il mio essere donna nel momento in cui mi accorgo di avere accanto un uomo vero, che crede in me come io credo in lui, e che mi dona tutto l’amore di cui è capace. Ti basta?
si… sei un pò depresso…
fatti la badante così superi lo sconforto…
ti senti di nuovo macho, almeno per un pò…finchè dura….
perchè poi sai, anche la badante alla fine è una donna come le altre.
I tempi sono cambiati rispetto a solo 20 anni fa; non voglio farla troppo lunga sulle cause di questo cambiamento e mi limito ad alcune cose che si vedono anche con sguardo superficiale. Gli italiani viaggiano più spesso, han smesso di fumare nei ristoranti, raccolgono le merde dei cani, mettono la cintura e, talvolta, si fermano persino davanti alle striscie pedonali. Venti anni fa non ostentavano così palesemente il loro desiderio di apparire benpensanti e di senso civico. Venti anni fa si davano da fare con le donne, con tutte le donne, soprattutto con le donne degli altri, donne di amici di famiglia, colleghi e parenti. Ora una depressione generale, che nasce da timori e ragioni lontane e che riguardano un po’ il mondo tutto, induce l’italiano alla ricerca della donna facile; cioè, cosa si intende per donna facile? Una donna che si faccia fare tutte le cosine senza farsi pagare o, quantomeno, facendosi pagare poco. Ed ecco che nei puttanai più sputtanati del pianeta si parla italiano, chissà perché; in Romania parlano tutti italiano, in Tailandia, a Phuket, parlano tutti italiano e ci sono persino quartieri in cui si capisce che i negozi e gli abitanti sono tipicamente italiani. In principio qualcuno di loro si portava in patria la meretrice che trovava e faceva anche l’uomo pagandole il biglietto aereo; oggi non è più necessario: perché oggi vengono a spese loro come badanti e si preoccupano pure di fare il visto; così, se il mentecatto medio italiano poteva prima farsi una puttana tailandese per una decina di dollari o una ventina al massimo, ora può avere la pretesa di averla gratis. Una cosa è certa, anche per coloro che vogliono salvare la reputazione dell’uomo italiano nel mondo: i posti con le puttane a più buon mercato sono presi d’assalto dagli italiani in tutte le stagioni; certo, anche da uomini provenienti da altri paesi, ma dai loro paesi vengono con meno fame visto che la prostituzione è ammessa e i clienti pagatori non sono tirchi come i nostri. Sulla badante dell’Europa dell’Est, bisogna che si sposi, si faccia mettere in cinta e poi ha un’assicurazione sulla vita per far venire in seguito anche tutto il suo seguito; sulla badante camerunense o del Gana, attenzione; ne vedo una fuori dal mio quartiere, che ormai è diventato un insulto, la quale un giorno sì e un giorno no mena il suo paddrone con una scopa.
Vuoi dire che è una cretina come tutte le altre?
Sì è vero, ma per te qual’è il guadagno : mal comune, mezzo gaudio?
Valentina : non stai facendo un passo avanti.
Il fatto è che viviamo in un tempo in cui contano solo 2 cose : il denaro e il posto di lavoro.
Il femminismo non ha saputo guardare oltre a queste 2 cose.
Le donne moderne si sono illuse di poter acquisire l’indipendenza o la realizzazione di se attraverso il denaro e il posto di lavoro.
Ma così facendo sono diventate schiave del denaro e del posto di lavoro.
E’ una condizione che sperimentiamo quotidianamente : perchè non riconoscerlo?
Se le donne del passato hanno voluto l’indipendenza dall’uomo, vuol dire che assieme all’uomo vivevano male.
Non metto in discussione questo fatto, che è evidente, e per questo lo accetto.
Ma adesso che devono contare solo su se stesse stanno meglio?
In definitiva la qualità degli uomini e delle donne del nostro tempo è eccezionalmente bassa : è una condizione che sperimentiamo quotidianamente.
Gli uomini e le donne se ne stanno lì incagliati tra il conto corrente ed il cedolino paga.
Non c’è che dire : stanno facendo un gigantesco buco nell’acqua.
Come uscirne dunque?
Migliorando se stessi giorno dopo giorno, con una gigantesca quantità di pazienza.
Si deve riconoscere che un sesso non esiste per se, ma solo in funzione dell’altro.
E ribadire che denaro e posto di lavoro non sono fini, ma solo mezzi.
Non sono strumenti per la realizzazione di se, o per regolare i rapporti interpersonali.
e la maran chi si sta facendo in questo periodo?
Giusto un appunto per la maran: come funziona la comunione dei beni anche le italiane lo hanno capito da tempo. Quindi tanto vale.
ioseph, grazie. Hai esposto in maniera impeccabile il pensiero di molti (forse di tutti).
Non ho detto che è una cretina, ho solo detto che è una donna che si è sa-cri-fi-ca-ta per la famiglia. Se è una sua scelta tanto di cappello, però le donne che conosco che lo hanno fatto, mi sconsigliano tutte vivamente questa strada. Ci sarà un motivo!
Se al giorno d’oggi contano solo il denaro e il lavoro, non è colpa delle donne. Invece il fatto è che quando è un uomo a fare carriera e a pensare esclusivamente al lavoro e ai soldi, tutti ad applaudirlo. Caso strano, quando è una donna a farlo, tutti ad additarla. Negativamente, ovvio.
Ti sembra normale? Ti sembra equilibrato? Ti sembra giusto?
A me assolutamente no, e non capisco perché dovrebbe essere un male rimboccarsi le maniche e rendersi utili alla società e alla propria famiglia, migliorando la propria condizione.
Immagina di essere un padre di una famiglia patriarcale di cui parli tu: hai due figli, un bambino e una bambina. Un giorno vai dal figlio maschio, e gli chiedi: “cosa vorresti fare da grande?” e lui, inizia a elencarti una raffica di idee più fantasiose che mai. Poi ti giri verso la figlia femmina…e cosa fai? Abbassi lo sguardo e taci? Lei ti fissa con uno sguardo brillante e interrogativo, e tu non capisci se è speranza o rassegnazione, ma intuisci cosa prova. Non sai se lei ha capito, o forse ha capito prima di te.. Ma non le puoi ripetere la stessa domanda fatta al fratellino, perché, essendo nata donna, il suo unico destino è già scritto, e non può scegliere. Dovrà sposarsi e fare tanti figli. Meglio se maschi. Punto. Non è forse la peggiore forma di disparità questa? Assenza di prospettive, nessuna possibilità di scelta, questo voleva dire nascere donna. Eravamo condannate al ruolo di mogli e madri, capisci?
E capisci perché il lavoro è molto di più che un semplice mezzo per procurarsi dei soldi? Capisci perché ce lo teniamo così stretto il nostro lavoro, e lo difendiamo con le unghie e con i denti? Capisci che non è una capriccio delle femministe? E che questo è un percorso verso la libertà, e non viceversa?
Certo, ioseph, che stiamo meglio oggi! Senza ombra di dubbio!!
Se poi tu mi dici che questa società è tutt’altro che rose e fiori, ti do ragione, ma accolgo lo spunto per ribadire che, ahimè, il lavoro non è concluso, anzi, abbiamo ancora davanti una lunga e tortuosa strada in salita. Ma la stiamo percorrendo, e facciamo del nostro meglio per proseguire a testa alta, lo dobbiamo alle nostre mamme che hanno sofferto per metterci al mondo, e alle nostre nonne, e alle sorelle femministe che tanto hanno lottato e lottano per i diritti delle donne, e soprarrutto lo dobbiamo alle nostre figlie, anche se ancora non ci sono, e alle figlie delle nostre figlie! Lo dobbiamo ai nostri uomini, quelli che credono in noi, lo dobbiamo ai nostri figli, maschi e femmine, perchè hanno diritto a ricevere la serenità che solo i genitori felici sanno trasmettere. Tu dici: dobbiamo migliorarci, e allora invece di stare a guardare e ridere mettendo i bastoni fra le ruote o dicendo che abbiamo sbagliato strada, perché non venite a darci una spinta, o, ancora meglio, perché non vi mettete qui, al nostro fianco dandoci la mano, perché non la facciamo insieme questa strada??
per joseph
ma di quale passo avanti parli?
hai creduto che volessi seriamente controbattere alle tue affermazioni? c’è un malinteso….
non mi passava neanche per la testa…
per quanto mi riguarda: resta saldamente ancorato alle tue opinioni.
intuisco che ti gratifica continuare ad esprimerle qui, fai pure…in fondo è una specie di terapia.
Valentina : se la discussione non ti interessa, non intercalare certi inutili frizzi.
Punto.
ALE : la differenza tra me e te consiste in questo.
Io non ritengo che per farsi strada nella vita sia necessario prendere il mondo a legnate, al fine di ammorbidirlo per renderlo congruente alle proprie presunte esigenze.
La ragione per la quale non possiamo darti una mano a realizzare il tuo programma femminista, non risiede nel fatto che ci fà schifo.
Noi non possiamo darti una mano per realizzare il tuo programma femminista perchè non abbiamo più energie di riserva per farlo.
Non siamo più fisicamente in grado di farlo.
Ci viene a costare una quantità incredibile di energie (economiche, umane, materiali, temporali …).
Tutte queste energie, noi non le abbiamo.
In una famiglia come quella che teorizzi tu, tutto il tempo libero è sacrificato al lavoro.
Quel genere di famiglia è come una biglia di un vecchio flipper : rimbalza per l’eternità tra un totalizzatore e l’altro, senza un attimo di respiro.
In più, se ci impegnassimo allo stremo delle forze al fine di realizzare gli sviluppi che credi di volere, che cosa avremmo ottenuto come risultato finale?
Una intercambiabilità di ruoli, in un mondo in cui il denaro e il lavoro sono diventati valori fini a se stessi : è questo il tuo obiettivo strategico?
La differenza tra te e me risiede nel fatto che quando io penso alla donna, penso ad Audrey Hepburn e a Vacanze Romane.
Penso a Cecilia Gallerani e a Margherita Luti.
Tu invece pensi alle Charlie’s Angels : ossia ad una banda di poveracce che devono farsi strada nella vita prendendo l’universo a legnate.
La differenza tra te e me risiede nel fatto che io voglio vivere la vita con passione, tu invece la vivi trascinando la tua carcassa tra un vano abitativo e un vano lavorativo, strisciando verso la pensione.
Tu dimmi se questo è un modo serio di impostare la propria esistenza.
Sempre più il mondo delle donne moderne emerge nella sua inconsistenza, nella sua povertà di idee e di passioni.
Concettualmente, se uno vede che anno dopo anno la situazione peggiora, prima o poi il sospetto che la via intrapresa non sia quella giusta gli viene.
Magari in ritardo, ma santo cielo : alla fine gli viene il sospetto che la via non sia quella giusta!
Quì invece siamo di fronte ad un caso patologico.
Se qualcuno si azzarda ad affermare che la situazione attuale fà schifo perchè l’ideologia che l’ha prodotta fà schifo, le obiezioni sono sempre le stesse.
Non abbiamo realizzato il programma della parità fino in fondo, e comunque ai tempi delle Guerre Puniche le donne stavano molto peggio di adesso.
Non ci rimane altro da fare che aspettare che le donne peggiorino ulteriormente la propria qualità di vita.
Forse a 30 secondi dalla fine riusciranno a vederlo quel fottuto muro di cemento armato contro il quale stanno andando a sbattere.
ora stai meglio?
su, a nanna, chè salvare il mondo è stancante.
Oh mio dio ma cosa sei, una specie di sognatore che non accetta che non esistano più donne come la principessina di Vacanze Romane?? Peccato che qui siamo nel 2010 e nella vita reale, non dentro un film negli anni ‘60.
Con me le Charlie’s Angel non c’azzeccano per niente (puah) e, tanto per la cronaca, la mia idea di lotta non è prendere a sprangate alla cieca il mondo intero, e nemmeno lavorare sempre di più, non sono una seguace del dio-denaro, e il mio tempo libero me lo godo e non penso minimamente al lavoro, se è questo che pensi. Se hai capito (o hai voluto capire) che l’unica cosa che voglio dalla vita è lavorare come una pazza, c’è un malinteso. Ribadisco però che la stessa cosa detta da un uomo sarebbe normale, mentre sulla bocca di una donna la fai sembrare una bestemmia.
Quale sarebbe l’alternativa (concretamente) che proponi tu? Tornare tutte a fare le massaie a tempo pieno? Credi forse che una massaia non si spacchi la schiena tutto il giorno? E credi che le donne abbiano iniziato a spaccarsi la schiena solo da quando lavorano fuori casa? Strisciare verso la pensione… Le massaie mica ci vanno in pensione, e tantomeno ci andavano! Non vanno neanche in ferie!! Questa sarebbe qualità della vita?
Sia l’uomo che la donna hanno sempre dovuto lavorare, è dalla notte dei tempi che è così. Solo tu puoi pensare di poter vivere di amore e poesia. Ah, già, no scusa vivi di passione.
Sono così un mostro perché ho un lavoro? Scusa ma lavorare per te è così aberrante? Lo è solo per le donne o anche per gli uomini?
Il fatto è che dovete smetterla di tirare su dei ‘buridoni’ e contare i difetti della donna emancipata! La differenza infatti è che le donne emancipate sono felici di esserlo, tutte quante! Siete voi che state ad arrovellarvi chiedendovi dove andremo a finire, per poi scappare impauriti con la prima badante che vi fa gli occhi dolci! Ma perché non smettete di ciucciarvi quel ditone nemmeno a 50 anni e passa? State sfiorando il patetico, come fate a non accorgervene?
E comunque non dovete fare grandi sforzi per aiutarci, fidati che è la cosa più semplice del mondo, ti metterai a ridere ma ti assicuro che basta che impariate tutti a lavare i piatti! Provaci, vedrai che ne andrà della tua autostima, oltre che del rapporto con tua moglie, o la tua compagna o con tua mamma! Dividersi equamente i compiti, caro mio! QUESTA è emancipazione, questo è ciò che vi ostinate a rifiutare, questo è il succo di tutto il discorso! Se tutti gli uomini fossero così, (per fortuna ce ne sono, è una minoranza ma vi assicuro che esistono!) la discriminazione delle donne sul lavoro diventerebbe un problema marginalissimo in questo Paese. Se i datori di lavoro sapessero che in TUTTE le famiglie la cura della casa e dei figli non grava solo sulle donne, allora selezionerebbero il personale in base a criteri ben diversi da quelli che usano oggi, e nessuno si permetterebbe più di obbligarci a scegliere fra lavoro e famiglia!
Ma certo, scusa, quelli come te sono troppo stanchi (o pigri?) per porsi degli obiettivi, e poi diciamolo, è più COMODO scegliere la badante, piuttosto che una donna che ti chiede di lavare i piatti. Bene, liberissimi di farlo se è questo che volete. Godete pure nel vostro bellissimo mondo finché potete, o forse non ve ne accorgerete mai che è solo una gigantesca finzione!
Ma non puntate più il dito verso di noi, che abbiamo gli occhi aperti e lo vogliamo migliorare questo mondo, quello reale! Voi siete quelli che fanno le scelte in base al vostro comodo, senza vedere più in là del vostro naso, mentre noi prima pensiamo a cosa è giusto e cosa è sbagliato. E imparate a rispettarci sempre e comunque, imparate a non giudicarci, ed evitate di rimpiangere i tempi in cui i posti di lavoro erano solo al maschile e le donne stavano al loro posto, basta col vedere le donne come esseri così diversi che devono rispondere a leggi diverse da quelle a cui rispondono gli uomini.
Ah, ultima cosa: non sapremmo proprio cosa farcene di uomini che vogliono essere solo accuditi, vogliamo uomini veri con cui avere rapporti veri, e alla pari, perché l’amore deve essere qualcosa di concreto e tangibile fra due persone, e non c’è niente di più concreto che aiutarsi a vicenda; ma non serve fare sforzi, l’amore ti porta a darti da fare spontaneamente. Ah, già, scusa, quelli come te si accontentano della passione, l’amore è troppo alto per voi.
è una reazione alla propria impotenza.
lui ha un’idea precisa di donna…stereotipata, assecondante, gestibile,
l’incontro con esseri umani donne diversi dalla sua figurina lo innervosisce,
le percepisce come un pericolo non solo per sè , ma per il mondo intero (ecco il mitomane),
lo fanno sentire impotente.
E’ gente come questa che con un pò di caldo va fuori dai gangheri e con un coltellaccio decide di far fuori una di quelle “cretine” che non vuole più dargliela….
?
Quoto quotissimo il 41 di valentina: l’insicuro, l’impotente, cerca la stabilità negli stereotipi immutabili, è terrorizzato dalla prospettiva di mettersi in discussione (ripete sempre le stesse cose, a macchinetta).
Ha la mania di tenere tutto sotto controllo, per questo odia profondamente tutto ciò che è imprevedibile si discosta dalla sua ristrettissima visione delle cose.
E come si ostina, il poveretto!
Speriamo che le donne gli stiano alla larga.
Se fossi in voi non sarei così ansiosa di liberarmi di me.
Perchè guardate che io continuo ancora ad occuparmi della questione femminile, ma là fuori ci sono milioni di uomini che sono diventati del tutto indifferenti alla vostra esistenza.
Se lasciavo cadere per terra il post di Valentina, sarebbe durato lo spazio di un nulla.
Vedete voi …
Detto questo : accetto il confronto, perchè sono perfettamente in grado di farlo.
Camille Paglia in un articolo pubblicato recentemente su Repubblica (quello sul viagra rosa) giunge alle mie stesse conclusioni : il femminismo è un ideologia che và bene solo per una borghesia di “colletti bianchi” che pretende di governare i cosidetti “cambiamenti sociali”, passando il suo tempo a pasticciare con i soldi ed il lavoro degli altri.
Una borghesia che pretende di generare una nuova “cultura del sesso” facendo il lavaggio del cervello alla gente in TV e sulle cosidette riviste d’opinione.
Una borghesia che pretende di governare, anche se ha perduto completamente il contatto con la realtà!
Ora io chiedo a Freak76 : anche Camille Paglia è una che farnetica, come me, perchè non crede nel sistema femminista?
Se la maggioranza delle donne credesse veramente al femminismo e fosse grata di tutto ciò che il femminismo ha fatto per loro, come sostiene ALE, allora perchè le donne in politica vengono regolarmente schifate dalle loro elettrici?
Perchè Segolene viene trombata dalle donne in Francia, come Hillary negli USA?
Perchè le femministe storiche come la Finocchiaro e la Bonino boccheggiano in parlamento?
C’è una sola risposta : quella gente lì non è in grado nemmeno di capire la situazione dell’elettorato femminile, perchè teorizzano un uguaglianza che funziona solo per le borghesi medio-alte, raccomandate di ferro, e con il materasso pieno di dollari.
Francesca Sanzo all’intervento numero 21 afferma che sono “inutilmente astioso”.
Ebbene vorrei chiederle, se ha registrato il tono degli ultimi interventi di ALE, Valentina e Freak76 : come devo interagire con questa gente?
In realtà c’è un solo modo : far presente a queste immature che il mondo-come-lo-vogliono-loro, se lo devono costruire con le loro forze.
Non con le forze degli altri.
Ossia con quelle degli uomini.
Perchè non possono pretendere di convincere gli altri ad essere come loro, imponendo il loro ritmo di vita.
Lavorando il doppio : fuori di casa ed in casa, massacrandoci i coglioni tutti i giorni, perchè “qualcuno” ha deciso che le cose vanno bene così.
Certi pasticci da immaturi possiamo benissimo anche rifiutarli.
E li rifiutiamo.
Chi vuole realizzare quei pasticci si arrangi.
Freak76 : tu sostieni che le mie siano farneticazioni.
Ebbene : dimostralo.
Prendi il testo dei miei scritti e utilizzalo per assemblare un articolo per Donna Moderna.
Lo puoi intitolare : le farneticazioni dell’uomo moderno.
E sottotitolare : ecco perchè in questi ultimi anni non abbiamo fatto un passo avanti e il nostro futuro è sterile.
Perchè l’uomo è deficiente!
Poi vediamo che cosa succede.
Vediamo se la gente è disposta a credere che le mie conclusioni, che si basano sui fatti, siano farneticazioni.
Perchè non ci provi?
ALE, tu ti lamenti che le donne lavoratrici non hanno abbastanza spazio e considerazione.
Perchè me lo vieni a raccontare?
Ti devo forse mantenere?
Io non sono il tuo datore di lavoro.
Le tue osservazioni le devi presentare a gente come Marina Berlusconi, Emma Marcegaglia e a Diana Bracco.
Sei una giornalista : perchè non lo fai?
Poi vediamo che cosa ti rispondono.
E ci facciamo quattro risate.
Noi uomini moderni non abbiamo affatto paura di ciò che le “sorelle d’Italia” possono fare a questa società, o ai cambiamenti che volete imporre.
Perchè in realtà dietro alla vostra pretesa di eguaglianza si cela la più assoluta mancanza di idee e di passioni, percui non siete in grado di sviluppare nessun cambiamento.
Questo è un fatto.
Vi siete incagliate in una palude di recriminazioni fini a se stesse, e state aspettando che il maschio-pirla-che-crede-in-voi arrivi con un rimorchiatore e vi lanci una gomena di salvataggio per schiodarvi dalla vostra croce.
State pure comode ad aspettarlo.
No Joseph, non è quello il femminismo di cui ho parlato io. Non è quello della politica. Per me possiamo anche smettere di dire che è un’ideologia, o almeno non è solo quello. Perché allora davvero avresti ragione tu, sarebbe un capriccio che pochi possono permettersi.
La questione femminile, come la vedo io, è un’altra cosa, è un discorso molto terra-terra. Ma è una cosa che ci riguarda tutti, ogni singola persona, uomo o donna. C’è un grosso problema, ma non ne parlano i politici, anzi. Però ce l’abbiamo davanti agli occhi perennemente, e almeno tre volte al giorno ne abbiamo la conferma. In tutte le famiglie italiane, dopo mangiato, chi si alza per lavare i piatti? Sì, continuo a stressarti su questo punto.
Perchè se nella vita di tutti i giorni riuscissimo tutti a mettere in pratica la parità, sparirebbero davvero un miliardo di problemi legati alla condizione femminile. Invece è molto più facile dire che i politici non fanno niente, ma questo è lavarsene le mani, e lasciare che le cose peggiorino.
E’ per qusto che ho tirato fuori le donne lavoratrici, perché è l’altra faccia del discorso ‘badanti’. Cioè: come gli uomini di oggi vedono la donna di oggi. E come molti di loro sono bravi a rifugiarsi fra le braccia di chi non è ancora emancipata. Vuol dire che hanno una certa idea di donna che deve stare al loro servizio, ergo la nostra emancipazione fa loro schifo. E purtroppo non possiamo dire cavoli loro, perché sono cavoli di tutti.
Ioseph, tu non hai risposto a nessuno dei miei argomenti. Anzi, sembra che l’atteggiamento sia della serie ‘non sono problemi miei’. Invece sono problemi di tutti, a) perché in questa società ci viviamo tutti, e b) perché anche tu avrai una mamma, una sorella, o una figlia, e non credo che ti faccia piacere l’immagine di lei che si sbatte tutto il giorno per tutta la vita a soddisfare i capricci di un uomo che non sa neanche farsi due uova al tegamino.
Non sono qui a lagnarmi, né a incolpare tutto il genere maschile. E non sono nemmeno qui per farti paura. Sto cercando di fare riflettere te, come chiunque possa leggere queste parole.
I problemi ci sono, sono dati di fatto. E penso che ci sia un modo per risolverli, che non è spaccare la testa al datore di lavoro, o gridare ‘maschilisti-di-merda-fatevi-sotto’. Perché il problema non è lui, singolarmente. Il problema è questo: nella testa della gente, cosa vuol dire esser donna?
Ci rendiamo conto che troppe donne che hanno passato i 50, rispondono che essere donna voglia solo dire lavorare, lavorare e spaccarsi la schiena in casa e stando dietro ai figli? Ci rendiamo conto che queste donne mi dicono che se potessero, rinascerebbero uomini? “Siamo donne, ci tocca lavorare…” Ma l’uomo, il marito, dov’era? Cosa faceva? Si limitava a tirare su le gambe quando lei passava la lucidatrice, troppo assorto a leggere il giornale, ecco dov’era!
E allora per forza che i datori di lavoro non ci vogliono, se il 50% delle nostre energie lo spendiamo in casa!
E’ quello che noi facciamo tutti i giorni che può cambiare le cose! Vorrei solo far capire alla gente che non parliamo di massimi sistemi, ma delle singole azioni che compiamo quotidianamente, perché sono quelle a fare la differenza! Potremmo anche avere una classe politica super-mega-femminista, ma se gli uomini non alzano il culetto per lavare i piatti, resteremo sempre fermi, arenati fra la parità sulla carta e la non-parità nella vita. Per questo scrivere alla Marcegaglia non serve a nulla. (Ah, comunque non sono una giornalista..).
Non volevo far passare il messaggio che la politica non serve a niente, perché la politica (il nostro voto) può cambiare molte cose. Ma se non ci mettiamo del nostro, non faremo mai un passo avanti.
Non sono qui ad aspettare un principe azzurro in versione moderna che mi tiri fuori di qui, anche perché io personalmente ho già la persona giusta al mio fianco. Io vorrei vedere l’intero mondo maschile avere una reazione positiva, voglio vedere uomini che si lamentano su quanto è difficile stirare una camicia. Ma non perché voglia vederli soffrire, o perché debbano imparare cosa si prova. Ma perché se facciamo un po’ io e un po’ tu, sarà tutto più facile, per entrambi. Ci sono uomini che senza una donna accanto, non sono autosufficienti. Ti sembra normale e soprattutto dignitoso?
Se per te questo è un discorso da ‘immaturi’, allora come giudichi il tuo? Tu ammetti che il problema esiste, però dici: affari vostri. Arrangiatevi. Avete voluto lavorare fuori casa, fate pure. Ma il lavoro dentro casa ce lo dovete. Perché? Perché siete donne e basta. Adesso lavorate il doppio e tacete.
A me questo non sembra un discorso maturo, e tantomeno costruttivo.
Mai lette tante sciocchezze tutte assieme.
Ma quale femminismo, femminilità, maschilismo ecc., qua il problema sono gli italiani (di entrambi i sessi) e il loro ego spropositato. Tutti a fare da scaribarile, è sempre colpa dell’altro, mai propria.
Secondo me ognuno ha ciò che si merita, soprattutto l’Italia.
Fatevi un viaggio nei Paesi nordici e in quelli anglosassoni, va là…
Leggetevi questa e meditate, popolo incontentabile!
http://www.ilmiopsicologo.it/pagine/donna_ideale_bruna_senza_ritocchi.aspx
Salve a tutti.
Leggendo Joseph non potevo non intervenire.
Prima di tutto mi complimento con quelle che gli scrivono con dolcezza e comprensione, cercando il dialogo. Io non ci riuscirei.
Ecco un altro maestro di femminilità, un altro che crede di sapere cosa sia e di poterla insegnare. La femminilità nella sua testa è solo arrendevolezza, subordinazione col sorriso sulle labbra. Poverino, non riesce ad apprezzare in pieno il bello del fatto che la femminilità sia una tavolozza di acquerelli, piena di colori, che includa la saggezza, la forza, la decisione, la combattività, la cultura, la profondità, l’ironia, la sportività,la creatività, eccetera eccetera.
Poverino, non ha nessuna nessunissima voglia di aprire al prossimo (e sono convinta, uomo e donna, non solo donna) il suo superego e confrontarsi. Lui rivendica, rinfaccia e ricatta come il classimo bimbo cresciuto viziato e principino.
Per me fanno benissimo a prendersi le extracomunitarie. Prima di tutto di rado sono ragazze, a meno che non siano dell’est, di rado sono questa gran bellezza e men che meno sono povere sceme che si accontentano di farsi comprare con una collanina di vetrini, come gli idios dai conquistadores.
Per fortuna, non la pensano tutti come costui, cioè qualcuno in una donna cerca anche il dialogo, la crescita, il confronto e non solo uno strumento, una “fica di carne” che si faccia piacere la collanina. Lo vedo dal fatto che gli amici mi chiamano per parlare, confidarsi, chiacchierare, magari mentre sono nel traffico, per cui, ecco, la conversazione ed anche il contatto mentale intimo tra due menti è una cosa che esiste ancora, vivaddio.
Per fortuna c’è qualcuno che sa distinguere le sceme televisive, i vasi vuoti di cui parla, dalle femministe (che sono il contrario dei vasi vuoti, anzi sono troppo impegnative per chi non vuole pensare, come il nostro amico qui presente).
I Joseph vari possono anche estinguersi quando si accorgeranno che nessun matrimonio con le straniere dura e che, anzi, si concludono tutti assai dolorosamente. A volte col furto di tutti i beni da parte dei veri fidanzati delle belle straniere; a volte con la fuga delle belle straniere in patria coi loro bambini.
Tutto il resto è solo misoginia, luoghi comuni sessisti buoni solo per le chiacchiere al bar o, al massimo, una puntata di Uomini e Donne, e non credo che discutendoci gli farete aprire le vedute.
Ma sono sicura che presto le bambole gonfiabili impareranno a pulire casa e cucinare e gli uomini come Joseph saranno, finalmente, innamorati e felici.
Per fortuna noi non siamo schiave dell’ormone per cui, in mancanza di uomini cerebromuniti, possiamo anche stare benissimo sole, senza doverci far rubare i soldi da qualche bel cubano.
@Sabina
il tipo è un troll della specie “rosicone”.
C’è qualcosa che gli rode e vuole farlo sapere a tutti: non ha interesse a condividere il suo punto di vista, anzi, cerca di scatenare una polemica solo per poter continuare a sputare veleno.
Sta’ tranquilla che se avesse ricevuto un’accoglienza del tipo ’sisi hai ragione siamo tutti d’accordo con te’, si sarebbe già volatilizzato..
Sottilmente più pericoloso del classico troll “succhiatemi il cazzo brutte troie”, che si commenta da solo, può richiedere lo sforzo di una risposta articolata (che comunque non servirà a niente, se non a lusingarlo della propria attenzione).
Di solito questi personaggi sono molto tenaci, tipo, hai presente la tigna? La scommessa è vedere fino a che punto riuscirà a rendersi patetico prima di stancarsi.
Io, per conto mio, mi sono già stancata da un bel po’.
non è una questione di favoleggiata crisi del maschio moderno, gli uomini italiani si accoppiano con donne straniere perché pretendono meno di quelle italiane. Pretendono meno in termini economici ed anche estetici, mentre la donna italiana cerca l’amministratore delegato alto almeno un metro e ottanta o comunque punta in alto verso il “buon partito” (non è un caso che questa espressione non abbia la stessa valenza in senso opposto), altrimenti ciccia. Sfortunatamente non tutti soddisfano questi requisiti.
russa y cubana … son mejores che las italiana…. las italiana son unas vergogna.. io cuando vado a cuba . devo pagar si voglio sesso con una cubana.. invece vedo tutti l’italiana diventare un gradino piu sotto come femmina… incredibile ma comprano sesso a gli uomino cubano.. booo che femmina la nostra.







2012