Abortire in Vaticano
A volte anche i dubbi sono un lusso. Non ne ha avuti Alina, 34 anni, quando ha varcato la soglia della Farmacia Vaticana per abortire. Vaticana, sì, non è un errore: è andata proprio all’interno delle mura dei più fieri nemici dell’interruzione di gravidanza per procurarsi le pillole di cui aveva bisogno. Ha dato uno sguardo rapido all’ampio negozio, scelto la fila più breve e atteso con pazienza il suo turno.
Non c’è da avere dubbi quando hai un passaporto romeno in tasca, due o tre lavori – tutti clandestini – e una famiglia da mantenere, sorelle e nipoti compresi. E’ una scelta tra vite. E Alina sa bene qual è la sua. E’ arrivata a Roma quattro anni fa con il marito: in Romania non c’è lavoro. In Italia nemmeno ma, a sapersi accontentare e a non avere pretese di cittadinanza o contributi, qualcosa si può guadagnare, assicurano gli amici.
Lui viene subito preso da un piccolo costruttore a fabbricare cemento e riverniciare interni di case. Lei a pulire appartamenti, a volte anche uffici, i suoi preferiti: nessuno si sogna di protestare se il pavimento non è lucido di cera o se non toglie la polvere dietro i mobili ogni giorno.
Una vita da fantasmi, del tutto inesistenti. Eppure insieme riescono a mandare a casa anche mille euro al mese. Per la famiglia è la salvezza. Alina e il marito hanno due figli maschi di 10 e 8 anni. Con quei soldi vanno a scuola, si vestono, mangiano. Con gli stessi soldi vivono il nonno e la nonna, troppo anziani per lavorare, la sorella di Alina, i suoi due figli e il marito invalido.
Quando quest’inverno Alina ha capito di essere incinta ha pensato a loro. Non aveva scelta: portare avanti la gravidanza per un fantasma come lei vuol dire perdere tutto. Nessuno dà un lavoro in nero a una romena incinta, le si chiede di farsi un attimo da parte, partorire e poi ricominciare da capo a bussare alle porte per trovare altre case e uffici da pulire. Quanti mesi di stipendio persi? Sette, otto, dieci? E poi chi allatta il bambino? E se non lo allatta lei chi ha i soldi per comprare il latte? E alla fine perché fare ancora un figlio per disfarsene subito dopo e nemmeno vederlo crescere?
Una donna fantasma non ha un medico di famiglia e l’assistenza sanitaria soltanto se in pericolo di vita o in particolari casi. L’aborto dovrebbe essere compreso ma con i tempi che corrono presentarsi in ospedale e far emergere la propria vita è troppo rischioso. Meglio ascoltare i consigli di chi ne sa più di lei. Nel Lazio una donna su tre che abortisce è originaria dell’Est, molto spesso romena. Il metodo è sempre lo stesso, il fai-da-te: alcune pillole di un farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale contengono prostaglandine, lo stesso principio della seconda pillola somministrata nel protocollo della Ru486, quello che provoca l’espulsione definitiva.
Le sudamericane ne sono fra le più grandi consumatrici, lo hanno ribattezzato l’aborto-express. Le cinesi lo usano in quantità industriali e ne arrivano casse intere nel nostro Paese nascoste tra altre merci. Tutte fanno finta di non sapere quanto è pericoloso prenderlo senza controllo. In Italia costa 13,90 euro e si vende in tutte le farmacie ma proprio per evitare abusi bisogna presentare una prescrizione di un medico di famiglia non ripetibile e nominale.
Alina non ha medico di famiglia, e non può sperare nella compassione di qualcuno. Ci sarebbe il mercato nero ma costa il doppio ed è meno sicura. Vai a fidarti di quello che ti vendono, una rom è morta a dicembre proprio dopo aver preso le pillole acquistate chissà come. La soluzione arriva un pomeriggio quando le sembra di non sapere più come fare. Può andare in Vaticano, dove nessuno immaginerebbe di doversi recare per interrompere la propria gravidanza, le assicurano. Le basterà presentare il passaporto subito oltre la porta Sant’Anna, far vedere di avere una prescrizione di un medico con un farmaco qualsiasi scritto sopra e non intestata a lei. A volte va bene anche un foglio bianco di uno studio medico. A volte nemmeno guardano questo foglio i dipendenti della Santa Sede. Al suo danno una rapida scorsa, le consegnano un pass e le indicano la strada per la farmacia.
A volte anche i dubbi sono un lusso. Alina sa che cosa significa assumere questo farmaco. Basta uno sbaglio minimo nelle dosi ed è spacciata. Pensa ai suoi figli, si fa il segno della croce e posa 14 euro sul bancone. Una farmacista dal capello liscio e lo sguardo lontano apre un cassetto, prende una scatola e gliela porta. “La prescrizione del medico? Può tenerla? E ecco il resto”. Alina conta i soldi, pensa ad un errore, ma rispetto alle farmacie italiane in Vaticano l’aborto-express non solo è libero ma costa un euro e settanta centesimi in meno.
[...] This post was mentioned on Twitter by Sorelle d'Italia. Sorelle d'Italia said: Abortire in Vaticano http://ff.im/-j2aHU [...]
“Non aveva scelta: portare avanti la gravidanza per un fantasma come lei vuol dire perdere tutto”
Perché soffermarsi tanto a “giustificare” la sua decisione?
E se invece la scelta l’avesse avuta? Avrebbe fatto qualche differenza?
Si è legittimate a fare una scelta del genere solo se si è in condizioni disperate?
:/
terrificante. Quelli della Lega non li leggono questi articoli vero? e neanche i pro-life, i razzisti di ogni genere, i preti e le suore, quelli che “in italia si da di piú agli extracomunitari che a noi oramai…” etc etc etc…
bel racconto. bella merda. Tutto
Flavia sei maldestra oltre che stupida.
“Si può abortire anche comprando pillole nella Farmacia Vaticana. Lo ha fatto una rumena di 34 anni, che è andata nella città papale per acquistare un farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale. Le pillole contengono prostaglandine, la stessa sostanza contenuta nella Ru486″
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/pillola-aborto-ulcera-farmacia-vaticana-327914/
“Nella farmacia vaticana si trovano alcuni medicinali non ancora in vendita in Italia, ma certamente nulla che non sia moralmente ineccepibile. Tanto che “ai nostri farmacisti – ci dice fratel Joseph – non si pone neppure la questione dell’obiezione di coscienza”.
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/2008/095q08a1.html
Joseph, non mi sembra di conoscerla. E avere opinioni diverse non autorizza a dare dello stupido a qualcuno.
Quanto all’obiezione di coscienza se legge l’inglese può provare qui.
http://www.catholicnews.com/data/stories/cns/0802820.htm
Il farmaco in oggetto comunque è regolarmente in vendita in Italia, non so a che cosa si riferisca questa dichiarazione che lei ha citato
distinti saluti
@flavia
Essere troll autorizza a dire qualsiasi scemenza.
Il lato positivo è che si è autorizzati ad ignorarle.
Anzi, direi che è raccomandabile.
Flavia, ma allora mi prendi per il culo!
“employees do not have to grapple with the conscientious objection issues that other Catholic pharmacists might face because the Vatican pharmacy does not stock or sell any product whose purpose is “contrary to life,” such as contraceptives and abortifacients”
Vuoi che te lo traduca in cinese o cosa?
Mi vuoi spiegare come fà una persona come te a scrivere su un giornale così importante come la Stampa?
Come ci sei arrivata a scaldare quella scrivania?
Triste racconto. Mi chiedo anch’io come è possibile giustificare questa realtà creata con il voto di moltissimi italiani.
la pillola in questione non é la RU486 ma una un pillola antiulcera,farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale che alcune donne usano per faciliutare l’aborto. Quindi il vostro articolo é tendenzioso e scorretto.
@lucio
Ma l’hai letto l’articolo?
“alcune pillole di un farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale contengono prostaglandine, lo stesso principio della seconda pillola somministrata nel protocollo della Ru486″
lo abbiamo letto l’articolo.
E che cosa scriviamo la prossima volta?
Che in Vaticano vendono le siringhe usate dagli eroinomani?
Che vendono le cannucce usate dai cocainomani?
Che vendono la vasellina usata dagli omosessuali?
Che vendono chissà quali porcherie che se usate impropriamente …
freak76, quando compri delle posate ti chiedono il porto d’armi?
@flavia
Essere troll autorizza a dire qualsiasi scemenza.
Il lato positivo è che si è autorizzati ad ignorarle.
Anzi, direi che è raccomandabile.
@lucio
Ma l’hai letto l’articolo?
“alcune pillole di un farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale contengono prostaglandine, lo stesso principio della seconda pillola somministrata nel protocollo della Ru486″
@lucio
Ma l’hai letto l’articolo?
“alcune pillole di un farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale contengono prostaglandine, lo stesso principio della seconda pillola somministrata nel protocollo della Ru486″
Joseph, non mi sembra di conoscerla. E avere opinioni diverse non autorizza a dare dello stupido a qualcuno.
Quanto all’obiezione di coscienza se legge l’inglese può provare qui.
http://www.catholicnews.com/data/stories/cns/0802820.htm
Il farmaco in oggetto comunque è regolarmente in vendita in Italia, non so a che cosa si riferisca questa dichiarazione che lei ha citato
distinti saluti
Triste racconto. Mi chiedo anch’io come è possibile giustificare questa realtà creata con il voto di moltissimi italiani.
@lucio
Ma l’hai letto l’articolo?
“alcune pillole di un farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale contengono prostaglandine, lo stesso principio della seconda pillola somministrata nel protocollo della Ru486″
Joseph, non mi sembra di conoscerla. E avere opinioni diverse non autorizza a dare dello stupido a qualcuno.
Quanto all’obiezione di coscienza se legge l’inglese può provare qui.
http://www.catholicnews.com/data/stories/cns/0802820.htm
Il farmaco in oggetto comunque è regolarmente in vendita in Italia, non so a che cosa si riferisca questa dichiarazione che lei ha citato
distinti saluti
la pillola in questione non é la RU486 ma una un pillola antiulcera,farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale che alcune donne usano per faciliutare l’aborto. Quindi il vostro articolo é tendenzioso e scorretto.
Flavia, ma allora mi prendi per il culo!
“employees do not have to grapple with the conscientious objection issues that other Catholic pharmacists might face because the Vatican pharmacy does not stock or sell any product whose purpose is “contrary to life,” such as contraceptives and abortifacients”
Vuoi che te lo traduca in cinese o cosa?
Mi vuoi spiegare come fà una persona come te a scrivere su un giornale così importante come la Stampa?
Come ci sei arrivata a scaldare quella scrivania?
terrificante. Quelli della Lega non li leggono questi articoli vero? e neanche i pro-life, i razzisti di ogni genere, i preti e le suore, quelli che “in italia si da di piú agli extracomunitari che a noi oramai…” etc etc etc…
bel racconto. bella merda. Tutto
la pillola in questione non é la RU486 ma una un pillola antiulcera,farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale che alcune donne usano per faciliutare l’aborto. Quindi il vostro articolo é tendenzioso e scorretto.
“Non aveva scelta: portare avanti la gravidanza per un fantasma come lei vuol dire perdere tutto”
Perché soffermarsi tanto a “giustificare” la sua decisione?
E se invece la scelta l’avesse avuta? Avrebbe fatto qualche differenza?
Si è legittimate a fare una scelta del genere solo se si è in condizioni disperate?
:/
@flavia
Essere troll autorizza a dire qualsiasi scemenza.
Il lato positivo è che si è autorizzati ad ignorarle.
Anzi, direi che è raccomandabile.
@lucio
Ma l’hai letto l’articolo?
“alcune pillole di un farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale contengono prostaglandine, lo stesso principio della seconda pillola somministrata nel protocollo della Ru486″
Triste racconto. Mi chiedo anch’io come è possibile giustificare questa realtà creata con il voto di moltissimi italiani.
Triste racconto. Mi chiedo anch’io come è possibile giustificare questa realtà creata con il voto di moltissimi italiani.
“Non aveva scelta: portare avanti la gravidanza per un fantasma come lei vuol dire perdere tutto”
Perché soffermarsi tanto a “giustificare” la sua decisione?
E se invece la scelta l’avesse avuta? Avrebbe fatto qualche differenza?
Si è legittimate a fare una scelta del genere solo se si è in condizioni disperate?
:/
Joseph, non mi sembra di conoscerla. E avere opinioni diverse non autorizza a dare dello stupido a qualcuno.
Quanto all’obiezione di coscienza se legge l’inglese può provare qui.
http://www.catholicnews.com/data/stories/cns/0802820.htm
Il farmaco in oggetto comunque è regolarmente in vendita in Italia, non so a che cosa si riferisca questa dichiarazione che lei ha citato
distinti saluti
Flavia sei maldestra oltre che stupida.
“Si può abortire anche comprando pillole nella Farmacia Vaticana. Lo ha fatto una rumena di 34 anni, che è andata nella città papale per acquistare un farmaco usato per curare l’ulcera gastrica e duodenale. Le pillole contengono prostaglandine, la stessa sostanza contenuta nella Ru486″
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/pillola-aborto-ulcera-farmacia-vaticana-327914/
“Nella farmacia vaticana si trovano alcuni medicinali non ancora in vendita in Italia, ma certamente nulla che non sia moralmente ineccepibile. Tanto che “ai nostri farmacisti – ci dice fratel Joseph – non si pone neppure la questione dell’obiezione di coscienza”.
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/2008/095q08a1.html
Ma non credo che lo scopo fosse chiedersi perché vendono quel medicinale in vaticano. Quello semmai può esserlo per alcuni papa boys come voi.
ma io non sono un papa boys, sono un figlio di puttana moderno!
Il fatto che in vaticano si trovino farmaci prodotti realizzati per scopi non in linea con i precetti della chiesa romana non deve sorprendere; la chiesa romana ha, da quando è sorta, utilizzato le favole, unitamente alla predicazione della bontà, della carità e della benevolenza cristiane, come li voleva Tommaso d’Aquino, per ammazzare, prestare denaro a strozzo, frodare e dominare generazioni di popoli per millenni. Ancora resiste e domina sulle altre religioni, che sono secondarie per risultato, non per malafede, con le sue banche e i suoi traffici internazionali. Gli atti dei ministri di fede, sono tutti contrastanti con ciò che viene predicato; i principi espressi da Tommaso d’Aquino vengono usati per tenere le popolazioni in schiavitù; sono rivolti ai fedeli, non ai ministri di culto. Quindi pillole abortive sì, perché no? Se venisse fuori che le banche multinazionali controllate dal vaticano commerciano in droghe illegali e armi, sarebbe anche peggio, no? Ci sarebbe poi da chiedersi anche quale parte abbia avuto la chiesa romana nell’inoculazione dei vaccini antitubercolari che sono stati promossi in centro Africa, con il preciso scopo di infettare le popolazioni con la malattia chiamata AIDS, prodotta dall’industria farmaceutica anglo-americana.







2012