Sorelle d'Italia

Ru486 libera, via web

E’ semplice come acquistare un libro, o una vacanza. Per procurarsi una pillola Ru486 e poter abortire a casa, bastano una carta di credito, un computer, un collegamento a Internet e un centinaio di euro circa. Da oltre tre mesi la pillola abortiva ha l’autorizzazione per essere distribuita in tutt’Italia attraverso gli ospedali. In pratica non è mai arrivata.

Sul mercato nero della rete, sì, lì si trova di tutto già da tempo. Anche se non si ha un computer. Un rapido passaggio in un Internet point, si aspetta qualche istante, il tempo necessario per caricare Google, e si inizia la ricerca.

Io ho digitato le due parole più banali che mi sono venute in mente: Ru486 online. Sono apparsi 526 mila risultati. Già nella prima pagina c’era quello che cercavo: almeno due siti che garantiscono la spedizione anche in Italia. A dispetto delle dichiarazioni del ministro della Salute Fazio che il primo febbraio annunciava la nascita di una task force per evitare la vendita della Ru486 attraverso canali clandestini come la rete. E a dispetto dei Nas che lo stesso giorno avevano rassicurato tutti: nessun pericolo, quelle online sono soltanto pillole senza alcuna efficacia, le altre non possono entrare in Italia.

Quella sera stessa, subito dopo aver letto le due dichiarazioni, mi collego. Scelgo il sito, lancio l’ordine e mi metto in attesa. La conferma arriva la sera seguente. E il prelievo sul mio conto corrente viene scalato dopo due giorni: sono 111 dollari, un’ottantina di euro circa.

A cercare ancora ci sono anche altri siti ma sembrano meno sicuri. Alcuni vendono soltanto Ru486, altri dichiarano di inviare pillole sfuse, e si nascondono dietro un nome molto vago. Il mio mi sembra meglio organizzato: distribuiscono molti farmaci di vario tipo. Una scritta in grassetto garantisce l’arrivo entro 13 giorni in Italia. Le pillole costano quasi il doppio di altri e questo è «un buon segno», mi spiega Silvio Viale, un vero esperto in materia, è considerato il padre della Ru486 in Italia per averla sperimentata fin dal 2005 all’ospedale Sant’Anna di Torino.

Le pillole arrivano dopo tredici giorni esatti, non uno di più, non uno di meno di quelli indicati sul sito. Nessuna scatola, ingombrerebbe troppo in una spedizione, ma quella che si presenta come una vera Ru486 è custodita in una confezione da farmaco con il nome stampato sopra. Probabilmente sono state recuperate sul mercato cinese dove la vendita è libera.

A questo punto se fossi una donna incinta molto decisa ad abortire aprirei la confezione e inghiottirei la pillola sperando che tutto vada bene. Io mi metto alla ricerca di un laboratorio per farla esaminare. Trovo una postazione del Cnr disponibile a realizzare l’esame. Invio il tutto intorno al 20 febbraio e gli analisti si mettono al lavoro. Non è un tipo di esame semplice, richiede tempo e accuratezza. Il risultato mi arriva infatti soltanto due giorni fa ma non lascia spazio a dubbi. Nelle pillole che ho inviato è stata rilevata «la presenza di mifepristone, steroide utilizzato per l’interruzione farmacologica della gravidanza».

E così mentre la Ru486 è stata teoricamente introdotta in Italia lo scorso 10 dicembre, a oltre tre mesi di distanza si attende ancora in queste ore il terzo parere del Consiglio Superiore di Sanità. E l’azienda farmaceutica ha rinviato almeno quattro volte la realizzazione della versione italiana del foglietto informativo. Il primo aprile potrebbe essere la data del vero arrivo della Ru486 in Italia ma ormai a crederci sono in pochi. Nel frattempo il mercato nero della rete sa come superare ogni divieto o minaccia di controllo e ne approfitta. Alla faccia delle donne.

18 marzo 2010
00:56, giovedì
flavia amabile
Filed under : Cronaca, Politica, Salute, Società
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Commenti : 24
 
24 commenti

(#) Quello che disse ioseph

giovedì 18 marzo 2010 alle 22:56

1

e dopo che l’hai comprata che cosa cavolo te ne fai?

Forse non hai ancora capito che il problema di oggi non è abortire.
E’ partorire : questa sì che è un’impresa!

(#) Quello che disse valentina maran

venerdì 19 marzo 2010 alle 13:07

2

Joseph, il problema è abortire in italia.
Leggiti un po’ di dichiarazioni in rete di donne che hanno fatto questa scelta:
noterai quanti obiettori ci sono negli ospedali, leggerai di movimenti per la vita che ti trattano da assassina, vedrai quanto è assurdamente complicato abortire in un paese che lo dovrebbe garantire.

Flavia è una bravissima giornalista e ha acquistato in rete per verificare in prima persona l’attuazione delle leggi e la veridicità dei farmaci venduti in rete.
Dovere di cronaca.
Ecco che cosa se ne fa Flavia della RU486.
La usa per raccontare una verità che altrimenti non si saprebbe.

(#) Quello che disse ioseph

venerdì 19 marzo 2010 alle 23:07

3

ma che miserabile consolazione questo giornalismo da quattro soldi!

Al posto di affrontare una buona volta il problema alla radice, continua a girarci attorno.
Complimenti per la lungimiranza.

Dai alle donne la possibilità di vivere serenamente la propria maternità.
Dai agli uomini e alle donne un educazione sentimentale seria, non riempirli di goldoni che poi non adoperano.
E poi vedrai che l’aborto servirà solo in casi veramente seri, non per sturare qualche scema che non è capace nemmeno di gestire il proprio utero.

(#) Quello che disse valentina maran

sabato 20 marzo 2010 alle 10:55

4

ioseph, ti ricordo che i figli si fanno in due.
Per ogni “scema che non sa gestire il proprio utero” come dici tu, c’è un maschio imbecille che non sa usare il profilattico.

(#) Quello che disse prosaica

sabato 20 marzo 2010 alle 13:41

5

Complimenti alla giornalista per l’ottimo lavoro svolto.

(#) Quello che disse ioseph

sabato 20 marzo 2010 alle 16:30

6

Valentina, che i maschi siano degli imbecilli è un dato certo.
Ma dato che è certo : per quale ragione non prendi le dovute precauzioni utilizzando un TUO sistema di prevenzione del concepimento?
Mi vuoi spiegare una buona volta se ragioni sì o no?
Prima affermi di essere circondata da imbecilli e poi ti fidi degli imbecilli.
Allora sei scema.

(#) Quello che disse valentina maran

sabato 20 marzo 2010 alle 18:54

7

Joseph, fatti curare.
Passo e chiudo: ho imparato che è meglio non dar retta a gente come te perché si perde inutilmente tempo.

(#) Quello che disse ioseph

sabato 20 marzo 2010 alle 20:52

8

Che fenomeno!
E adesso che cosa fai : esci e impenni col motorino?
Stai dichiarando guerra ai mulini a vento.

In Italia ogni anno si effettuano circa 100.000 (centomila) aborti.
Abortire è un operazione di routine.

Valentina, tu affermi che ci sono troppi ginecologi che si rifiutano di raschiarti.
Sostituiscili.
Così hai risolto il problema.

Tu affermi che abortire è troppo farragginoso dal punto di vista burocratico.
OK : cambia la legge.
Daltronde, con la Ru486 , sturare un utero è facile come attraversare una porta girevole.

Tu affermi che le donne che abortiscono vengono criminalizzate.
Come?
Forse dalle tue parti è costume che una donna che abortisce lo annunci a tutto il vicinato?
E chi se la fila?

Tu affermi che c’è troppa attività “pro-life”.
Dove?
L’ultima sortita dei pro-life risale ad anni fà, ai tempi di Giuliano Ferrara.
Quanti voti ha preso?
Lo 0, percento.
Perchè?
Perchè a nessuno importa un’accidente di quello che fai del tuo utero!
Come ci hanno insegnato quei rottami di femministe : l’utero è tuo e te lo devi gestire tu.

Se la maternità avesse un gran valore, avrebbe un valore altrettanto alto la sua negazione, cioè l’aborto.
Nel senso che l’aborto verrebbe preso molto sul serio : in pratica non ci sarebbero aborti in giro, tranne che in casi molto particolari.
Ma la maternità ha uno scarsissimo valore : è fatturata come una malattia.
Quindi l’aborto è vissuto come una farsa.

Nella mia vita ho visto una quantità di manifestazioni a favore della 194.
Manifestazioni molto partecipate, sentite e perfettamente legittime.
Ma non ricordo di aver mai visto un sostegno deciso e serio a favore della maternità.
Che cosa devo pensare di questa generazione di donne?

(#) Quello che disse Freak

domenica 21 marzo 2010 alle 00:22

9

che palle! sei donna? no! e allora sta’ zitto, cretino

(#) Quello che disse Giuliana

domenica 21 marzo 2010 alle 11:50

10

C’è una cosa che non capisco. Perché il sostegno alle donne che vogliono abortire senza essere trattate da criminali implicitamente e il sostegno a quelle che invece vogliono portare avanti una gravidanza devono essere necessariamente in contrapposizione?
Sono due facce della stessa medaglia, e la medaglia è il rispetto per la libera scelta della donna.
Nel post in questione si parla delle prime, se si sente la necessità di parlare anche della maternità negata si scriva un post a tema.
Il tifo da stadio su argomenti che riguardano un diritto della persona, però,è decisamente fuori luogo.

(#) Quello che disse ioseph

domenica 21 marzo 2010 alle 22:49

11

e questo ci porta dritti al punto centrale di tutta la questione-aborto.

Giuliana si chiede per quale ragione non viene dato sostegno alla maternità.
La risposta è semplice e brutale.
Perchè la maggior parte delle donne quel sostegno non lo ha mai voluto realmente.
La donna moderna concepisce la maternità come un handicap.

Il mondo della donna moderna è esattamente come il mondo dell’uomo moderno.
Ci sono solo 2 cose che contano realmente.
Il denaro e il posto di lavoro.
Tutto nel nostro mondo ruota attorno a questi due elementi.
E’ per questo che la maternità, come tante altre cose (come la salute o il rispetto dell’ambiente ad esempio), non sono valorizzate.
Anzi diciamo pure che sono dilaniate.
Perchè la maggioranza degli uomini e delle donne del nostro tempo vive come in un tubo dove vede solo denaro e posti di lavoro.

In tutti questi anni su cosa si è concentrata l’azione di promozione della donna nella società?
Sul denaro e sul posto di lavoro.
Quante volte le donne che occupano posti di responsabilità nelle istituzioni, nella politica e nelle imprese si sono seriamente occupate di maternità?
E che cosa hanno combinato?
Quante volte le cosiddette donne comuni hanno fatto pressione sulle loro rappresentanti perchè si affrontasse una buona volta questa questione in modo serio e risolutivo?
Dopo 40 anni di femminismo sostenere che non gliene frega niente potrebbe sembrare a prima vista un affermazione incauta.
Forse ingenerosa.
Ma la verità è che, alla maggior parte delle donne, davvero non gliene frega niente.

Quindi, Giuliana, sostenere che maternità ed aborto sono due “opportunità equivalenti” e che si dovrebbe parlare di maternità solo in un post apposito, è solo un omaggio un pò ipocrita e tardivo ad un certo perbenismo idiota, del quale francamente ora (nel XXI secolo) non si sente più la mancanza.

(#) Quello che disse Annamaria

lunedì 22 marzo 2010 alle 08:47

12

Scusa ma hai scritto tu l’articolo su La Stampa della scorsa settimana? E’ identico..

(#) Quello che disse flavia amabile

lunedì 22 marzo 2010 alle 19:51

13

Annamaria, sì, l’ho scritto io. L’ho pubblicato anche su questo blog dopo averlo pubblicato sul giornale.

(#) Quello che disse Giuliana

lunedì 22 marzo 2010 alle 20:07

14

Joseph, ti lascio a soliloquiare tranquillamente. Mi pare inutile discutere con uno che rigira i commenti altrui come preferisce per dimostrare le sue ragioni.
(e ipocrita te lo dici guardandoti allo specchio)

(#) Quello che disse ioseph

lunedì 22 marzo 2010 alle 21:25

15

si vis pacem, para pacem.

Se vuoi eliminare l’aborto, devi eliminare le motivazioni dell’aborto.
Deve andare al centro del problema, senza mezzi termini o esitazioni.

La Ru486, è solo un mezzo per abortire come tanti altri.
Un giorno inventeranno la supposta per abortire, o il tampax che ti fà abortire.
Riempire le farmacie di questa ferraglia, non risolve alcun problema, rende solo più efficiente l’aborto.
Proprio come un arma più potente rende più efficiente la guerra.

(#) Quello che disse Viviana

giovedì 25 marzo 2010 alle 11:39

16

Carissime sorelle d’Italiia,
vi contatto per informarvi del ritorno delle pulci nelle recchie, programma di informazione femminista. Se avete voglia di farci un pò di pubblicità ve ne saremmo grate, se no va bene comunque.

questo è il testo che abbiamo elaborato per il nostro ritorno:

Tremate…

Vi mancava l’ebbrezza del dubbio? La freschezza delle canzoncine anni ‘80?
La forza della condivisione? La follia di un accento posto su cose fuori dal
mondo?? Vi manca grattarvi le orecchie sperando che nulla cambi?? E allora
eccoci qui!

… le pulci sono tornate!!

Ebbene si: siamo state zitte per qualche mese, pur senza smettere di esistere. Siamo state zitte perchè a un certo punto le troppe domande ci hanno tolto la voce. Abbiamo messo da parte la necessità di esprimere la contraddizione dell’essere donna in un mondo in cui i generi sono confusi e il corpo è mercificato. Cercato dappertutto, col sostegno delle compagne, un modo di affrontare questa questione che rispecchiasse noi stesse, nelle nostre singolarità, e ci connettesse contemporaneamente a tutta un’altra serie di questioni, causa-effetto del nostro disagio.

E in questa ricerca, che ci ha viste zitte e mute ad osservare, abbiamo trovato voi, sorelle, e le vostre singole storie; le vittorie, passo dopo passo, che vi vedono in piedi sempre: da madri di famiglia, da puttane, da donne in carriera, da figlie. Da tutte queste cose messe insieme. Così, a mano a mano, si è nuovamente fatta sentire quella voglia di urlare che ci ha fatto iniziare questo percorso. Pian Piano si è insediato più forte di prima quel bisogno di incontrarvi, condividere, costruire insieme una genealogia al femminile che ci consenta di prendere parola su ciò che ci riguarda, e di farlo in quanto donne, senza prescindere dal nostro corpo, per quello che è realmente e per quello che va rappresentando. Nient’altro che pulci nelle ‘recchie… il resto sta a voi!

Puntata pilota

Lunedì 29 marzo ore 16.00

http://www.radiodimassa.tk

e-mail: radiodimassa@inventati.org

Le pulci nelle ‘recchie

Programma di informazione femminista

vi linko pure due file:
http://img28.imageshack.us/img28/5327/23478106757942686989100.jpg
http://img535.imageshack.us/img535/7295/tremate2.jpg

grazie per l’attenzione e scusate l’uso del commento, ho provato a mandarvi un messaggio privato ma per due volte il sito mi dice che c’è un fatal error >_<
Viviana

(#) Quello che disse Rita Charbonnier

giovedì 1 aprile 2010 alle 22:00

17

Grazie all’autrice del pezzo per lo splendido lavoro. Sono stupefatta: non avevo nemmeno pensato che la pillola abortiva potesse facilmente essere acquistata online. Fermo restando che per chi decide di abortire questa è sicuramente una modalità meno traumatica di quella chiururgica, quindi preferibile, e fermo restando che non ci sono parole per commentare l’opposizione che viene fatta alla piena introduzione del farmaco in Italia, mi sembra opportuno rilevare che comprarsela via Internet e prendersela in solitudine a casa è PERICOLOSISSIMO. Se la gravidanza fosse extrauterina, ad esempio, e non è un caso così raro, i rischi non per la salute, ma per la VITA della donna sarebbero altissimi. Sarebbe veramente un orrendo paradosso che chi si trova nella necessità di interrompere una gravidanza, per via della feroce opposizione che viene fatta all’introduzione del farmaco, scegliesse questa soluzione giustamente definita dalla giornalista “alla faccia delle donne”. Sarebbe peggio di un ritorno all’epoca pre-194, alle mammane, alle tisane di prezzemolo. Quindi, donne, non fate sciocchezze, per favore, e rivolgetevi sempre e comunque a un medico. Di medici intelligenti, per fortuna, ce ne sono ancora molti.

(#) Quello che disse Dave

domenica 25 aprile 2010 alle 14:19

18

che palle! sei donna? no! e allora sta’ zitto, cretino

(#) Quello che disse Sam

lunedì 26 aprile 2010 alle 03:59

19

e questo ci porta dritti al punto centrale di tutta la questione-aborto.

Giuliana si chiede per quale ragione non viene dato sostegno alla maternità.
La risposta è semplice e brutale.
Perchè la maggior parte delle donne quel sostegno non lo ha mai voluto realmente.
La donna moderna concepisce la maternità come un handicap.

Il mondo della donna moderna è esattamente come il mondo dell’uomo moderno.
Ci sono solo 2 cose che contano realmente.
Il denaro e il posto di lavoro.
Tutto nel nostro mondo ruota attorno a questi due elementi.
E’ per questo che la maternità, come tante altre cose (come la salute o il rispetto dell’ambiente ad esempio), non sono valorizzate.
Anzi diciamo pure che sono dilaniate.
Perchè la maggioranza degli uomini e delle donne del nostro tempo vive come in un tubo dove vede solo denaro e posti di lavoro.

In tutti questi anni su cosa si è concentrata l’azione di promozione della donna nella società?
Sul denaro e sul posto di lavoro.
Quante volte le donne che occupano posti di responsabilità nelle istituzioni, nella politica e nelle imprese si sono seriamente occupate di maternità?
E che cosa hanno combinato?
Quante volte le cosiddette donne comuni hanno fatto pressione sulle loro rappresentanti perchè si affrontasse una buona volta questa questione in modo serio e risolutivo?
Dopo 40 anni di femminismo sostenere che non gliene frega niente potrebbe sembrare a prima vista un affermazione incauta.
Forse ingenerosa.
Ma la verità è che, alla maggior parte delle donne, davvero non gliene frega niente.

Quindi, Giuliana, sostenere che maternità ed aborto sono due “opportunità equivalenti” e che si dovrebbe parlare di maternità solo in un post apposito, è solo un omaggio un pò ipocrita e tardivo ad un certo perbenismo idiota, del quale francamente ora (nel XXI secolo) non si sente più la mancanza.

(#) Quello che disse Luca - realizzazione siti web

sabato 26 giugno 2010 alle 15:16

20

Beh quello che leggo in questo articolo mi risulta solo essere uno degli esempi di infrazioni; purtroppo esistono molti più casi poco noti. Il problema in questo Paese è che non esiste un vero e proprio organo di controllo vigile e non politicizzato che cura gli interessi dei consumatori.

(#) Quello che disse GIULIA

martedì 24 agosto 2010 alle 14:48

21

Per favore, mi puoi dire da dove hai acquistato la pillola? Sono disperata… Sono incinta in 4 settimane e la devo prendere per forza….

(#) Quello che disse Dana

martedì 24 agosto 2010 alle 15:06

22

Giulia, per favore, vai immediatamente nell’ospedale più vicino e chiedi ai medici; loro potranno dirti dove rivolgerti per interrompere la gravidanza con la RU486, se è questo che vuoi. Non metterti assolutamente a cercare questo farmaco su Internet. Oppure rivolgiti all’Aied (qui l’elenco delle sedi in Italia: http://www.aied.it/sedi.htm). In bocca al lupo.

(#) Quello che disse GIULIA

martedì 24 agosto 2010 alle 18:55

23

Io abito nella regione Marche, qui è blocca… Sapete dirmi altri centri piu vicini? Grazie.

(#) Quello che disse Dana

martedì 24 agosto 2010 alle 19:28

24

Ad Ascoli Piceno c’è una sede Aied: http://www.aied.it/sediAscoli.htm
Domattina prova a telefonare a loro. Di norma sono persone discrete e comprensive e danno informazioni; ovvio, sarebbe meglio che ci andassi, ma se gli spieghi che sei lontana e in difficoltà spero che possano aiutarti.
Ancora in bocca al lupo.

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