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	<title>Commenti a: Una modesta proposta</title>
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	<description>Girls on Politics</description>
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		<title>Di: Notizie dai blog su Modesta…anzi, immodesta proposta per prevenire</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-24755</link>
		<dc:creator>Notizie dai blog su Modesta…anzi, immodesta proposta per prevenire</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 06:45:08 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Una modesta proposta Cara donna che mi leggi, è giunto il momento di fare un certo discorso. In termini chiari, se non anche un po’ brutali. Da donna a donna. Perché questi sono tempi amari e l’ipocrisia regna sovrana. blog: sorelle d&#039;italia &#124; leggi l&#039;articolo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Una modesta proposta Cara donna che mi leggi, è giunto il momento di fare un certo discorso. In termini chiari, se non anche un po’ brutali. Da donna a donna. Perché questi sono tempi amari e l’ipocrisia regna sovrana. blog: sorelle d&#39;italia | leggi l&#39;articolo [...]</p>
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		<title>Di: Sara Taricani</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-20326</link>
		<dc:creator>Sara Taricani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 20:51:23 +0000</pubDate>
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		<description>Sono tramortita. Marco B. è stato profeta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tramortita. Marco B. è stato profeta.</p>
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		<title>Di: FikaSicula</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-20325</link>
		<dc:creator>FikaSicula</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 20:24:46 +0000</pubDate>
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		<description>non vorrei dirlo ma sulle tesi strampalate di cui sopra qualcuno c&#039;ha fatto un libro
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/cultura/2009/11/17/AMS50D7C-quelli_tutti_pezzo.shtml

io non ho parole!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non vorrei dirlo ma sulle tesi strampalate di cui sopra qualcuno c&#8217;ha fatto un libro<br />
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<p>io non ho parole!</p>
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		<title>Di: Marco B.</title>
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		<dc:creator>Marco B.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:42:37 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che voglio dire è che, poniamo un esempio, se metti in mano i Malavoglia o Rosso Malpelo di Verga al pubblico borghese cui erano destinati essi capiranno che l&#039;autore vuol rappresentare un punto di vista brutale e non suo ma in modo credibile, riportando anche le giustificazioni e le mentalità, i pensieri della gente crudele del paese, col loro dipanarsi così anomalo, colle loro conclusioni così inaccettabili che sulle prime lasceranno disorientato il lettore, che in ogni caso, vuoi per la storia portata all&#039;estremo, vuoi perchè non è un compaesano di Malpelo, avrà preso coscienza della cosa ma molto probabilmente non l&#039;avrà accettata. Così l&#039;operazione di critica del fenomeno dal suo interno è riuscitissima. Ma se i minatori della Sicilia avessero potuto leggere le due opere c&#039;è una non trascurabile possibilità che avrebbero stretto la mano al Verga e, sorriso a trentadue denti, gli avrebbero detto: &quot;Lei sì che ci capisce, finalmente uno dalla nostra parte!&quot; Per loro non solo il fenomeno della diseguaglianza sociale o della povertà non era da combattere, ma non era nemmeno un fenomeno, era un sottinteso. Tutto questo per dire che non puoi pretendere di svegliare, far cambiare idea e nemmeno di render consapevole chi da una vita sta nel fango semplicemente mostrandogli un altro uomo immerso nel fango senza commentare o problematizzare in qualche modo. Quello dirà:&quot;embè, anche io sto così e ci sto benissimo, non vedo cosa tu voglia farmi vedere&quot;. E noi, oggi, forse siamo già come i villici siciliani: sei troppo ottimista a pensare che noi, o meglio che quelli di noi a cui più ti preme far arrivare il messaggio, riescano ad ottenere il sano distacco: ci son troppo dentro perchè, mostrando loro la proverbiale trave in un occhio usando solo uno specchio, non ti rispondano che come sempre si trovano perfettamente a posto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che voglio dire è che, poniamo un esempio, se metti in mano i Malavoglia o Rosso Malpelo di Verga al pubblico borghese cui erano destinati essi capiranno che l&#8217;autore vuol rappresentare un punto di vista brutale e non suo ma in modo credibile, riportando anche le giustificazioni e le mentalità, i pensieri della gente crudele del paese, col loro dipanarsi così anomalo, colle loro conclusioni così inaccettabili che sulle prime lasceranno disorientato il lettore, che in ogni caso, vuoi per la storia portata all&#8217;estremo, vuoi perchè non è un compaesano di Malpelo, avrà preso coscienza della cosa ma molto probabilmente non l&#8217;avrà accettata. Così l&#8217;operazione di critica del fenomeno dal suo interno è riuscitissima. Ma se i minatori della Sicilia avessero potuto leggere le due opere c&#8217;è una non trascurabile possibilità che avrebbero stretto la mano al Verga e, sorriso a trentadue denti, gli avrebbero detto: &#8220;Lei sì che ci capisce, finalmente uno dalla nostra parte!&#8221; Per loro non solo il fenomeno della diseguaglianza sociale o della povertà non era da combattere, ma non era nemmeno un fenomeno, era un sottinteso. Tutto questo per dire che non puoi pretendere di svegliare, far cambiare idea e nemmeno di render consapevole chi da una vita sta nel fango semplicemente mostrandogli un altro uomo immerso nel fango senza commentare o problematizzare in qualche modo. Quello dirà:&#8221;embè, anche io sto così e ci sto benissimo, non vedo cosa tu voglia farmi vedere&#8221;. E noi, oggi, forse siamo già come i villici siciliani: sei troppo ottimista a pensare che noi, o meglio che quelli di noi a cui più ti preme far arrivare il messaggio, riescano ad ottenere il sano distacco: ci son troppo dentro perchè, mostrando loro la proverbiale trave in un occhio usando solo uno specchio, non ti rispondano che come sempre si trovano perfettamente a posto.</p>
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		<title>Di: Marco B.</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-20290</link>
		<dc:creator>Marco B.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:55:01 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sembra che tutto il ragionamento non riesca a dire granchè, se non cinismo gratuito, che piace tanto perchè fa persona concreta ma che è il principale responsabile del fatto che non si prova più a dire cosa non va per paura d&#039;esser presi per illusi anzichè per persone che la vita vorrebbero godersela e non passarla a fare quello che &quot;gli altri&quot; (ma gli altri chi) hanno deciso contribuendo alle peggiori condizioni della generazione successiva che, non avendo metro di paragone, magari crederà anche di star bene. Se sei ironica sei così ironica che potrebbero prenderti sul serio: l&#039;espediente di riportare semplicemente quanto direbbe un tuo oppositore, coi tempi che corrono e col credito che assumono giono dopo giorno i luoghi comuni elevati ad ideologia che riporti, io non darei per scontato che lo scarto fra un discorso che dia la colpa alle donne e uno che menzioni tali posizioni mettendole in ridicolo venga effettivamente percepito e provochi una risata seppure amara. Possibilissimo che un discorso simile sia reputato degno di applausi anzichè di risa, finalmente sincero e degno di essere preso a modello, ormai. L&#039;errore è quello di molta comunicazione di oggi, che mette al centro dell&#039;obiettivo i vizi umani ma lo fa con un disincanto tale che l&#039;aspirazione a qualcosa di meglio non viene percepita dall&#039;ascoltatore che interpreta tutto a 180 gradi, arrivando a vedere non più una rappresentazione cruda di qualcosa da evitare ma una rappresentazione di normalità di fronte alla quale non si ha più motivo di scandalizzarsi, degna di essere rappresentata come un modello, modello a cui aderirà per la &quot;gioia&quot; di chi voleva invece provocarlo. Inoltre la prima
parte si presta facilmente a tale trattamento, contenendo una forma di uso della critica alla bellezza costruita mirato però non ad una soluzione ma ad una legittimazione di un abuso più grave. Se è vero che è una gran cosa denunciare questo ritorcere la lotta contro l&#039;attuale immagine femminile contro le donne stesse, è possibile che venga invece letto come argomentazione genuina a sostegno del punto di vista del personaggio.
Qual&#039;è il tuo bersaglio?
Esagero? Sono io che non ho senso dell&#039;umorismo? Mi sono francamente stufato dell&#039;uso che si fa in Italia dell&#039;umorismo acido per rendersi accettabili e tollerabili problemi che ci si è già rassegnati a non risolvere, un uso quindi che non demolisce nè critica nulla ma che provoca un bel ghigno di compiacimento nella pecora che vede le altre pecore tostate e che è convinta che, chissà poi perchè, non toccherà a lei cinque minuti dopo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che tutto il ragionamento non riesca a dire granchè, se non cinismo gratuito, che piace tanto perchè fa persona concreta ma che è il principale responsabile del fatto che non si prova più a dire cosa non va per paura d&#8217;esser presi per illusi anzichè per persone che la vita vorrebbero godersela e non passarla a fare quello che &#8220;gli altri&#8221; (ma gli altri chi) hanno deciso contribuendo alle peggiori condizioni della generazione successiva che, non avendo metro di paragone, magari crederà anche di star bene. Se sei ironica sei così ironica che potrebbero prenderti sul serio: l&#8217;espediente di riportare semplicemente quanto direbbe un tuo oppositore, coi tempi che corrono e col credito che assumono giono dopo giorno i luoghi comuni elevati ad ideologia che riporti, io non darei per scontato che lo scarto fra un discorso che dia la colpa alle donne e uno che menzioni tali posizioni mettendole in ridicolo venga effettivamente percepito e provochi una risata seppure amara. Possibilissimo che un discorso simile sia reputato degno di applausi anzichè di risa, finalmente sincero e degno di essere preso a modello, ormai. L&#8217;errore è quello di molta comunicazione di oggi, che mette al centro dell&#8217;obiettivo i vizi umani ma lo fa con un disincanto tale che l&#8217;aspirazione a qualcosa di meglio non viene percepita dall&#8217;ascoltatore che interpreta tutto a 180 gradi, arrivando a vedere non più una rappresentazione cruda di qualcosa da evitare ma una rappresentazione di normalità di fronte alla quale non si ha più motivo di scandalizzarsi, degna di essere rappresentata come un modello, modello a cui aderirà per la &#8220;gioia&#8221; di chi voleva invece provocarlo. Inoltre la prima<br />
parte si presta facilmente a tale trattamento, contenendo una forma di uso della critica alla bellezza costruita mirato però non ad una soluzione ma ad una legittimazione di un abuso più grave. Se è vero che è una gran cosa denunciare questo ritorcere la lotta contro l&#8217;attuale immagine femminile contro le donne stesse, è possibile che venga invece letto come argomentazione genuina a sostegno del punto di vista del personaggio.<br />
Qual&#8217;è il tuo bersaglio?<br />
Esagero? Sono io che non ho senso dell&#8217;umorismo? Mi sono francamente stufato dell&#8217;uso che si fa in Italia dell&#8217;umorismo acido per rendersi accettabili e tollerabili problemi che ci si è già rassegnati a non risolvere, un uso quindi che non demolisce nè critica nulla ma che provoca un bel ghigno di compiacimento nella pecora che vede le altre pecore tostate e che è convinta che, chissà poi perchè, non toccherà a lei cinque minuti dopo?</p>
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		<title>Di: Sara Taricani</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-20275</link>
		<dc:creator>Sara Taricani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 13:36:34 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho molto da aggiungere se non ripetere, appunto, che il mio post è aperto proprio per ottenere una varietà di punti di vista.

Ognuno di voi, identifica e offre nei commenti, secondo la propria esperienza e visione, i fattori più pregnanti della situazione.

Magari arriveranno altri commentatori che si soffermeranno su altri aspetti ancora, che adesso non saprei prevedere.

Il fenomeno è certamente complesso e ogni contributo arricchisce e raffina questo mosaico di interpretazioni. E non potrebbe essere altrimenti in un blog del genere :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho molto da aggiungere se non ripetere, appunto, che il mio post è aperto proprio per ottenere una varietà di punti di vista.</p>
<p>Ognuno di voi, identifica e offre nei commenti, secondo la propria esperienza e visione, i fattori più pregnanti della situazione.</p>
<p>Magari arriveranno altri commentatori che si soffermeranno su altri aspetti ancora, che adesso non saprei prevedere.</p>
<p>Il fenomeno è certamente complesso e ogni contributo arricchisce e raffina questo mosaico di interpretazioni. E non potrebbe essere altrimenti in un blog del genere <img src='http://www.sorelleditalia.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Riccardo</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-20267</link>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 20:46:44 +0000</pubDate>
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		<description>Se la vuol dare ovviamente, mica è un obbligo

Riccardo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se la vuol dare ovviamente, mica è un obbligo</p>
<p>Riccardo.</p>
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		<title>Di: Riccardo</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-20266</link>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 20:44:29 +0000</pubDate>
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		<description>Nicola, non sempre chi si occupa di comunicazione ha il dono del farsi capire e questo credo sia un guaio, onestamente non capisco se è il tuo modo usuale di comunicare, o se è un atteggiamento voluto.
Se ti occupi di comunicazione sicuramente il tuo obiettivo dovrebbe essere veicolare concetti e non solo parole e costrutti sintattici ad effetto, tanto più che la metacomunicazione nasce proprio come rottura degli schemi del fraintendimento verbale, cosa che  tu proponi nella forma più complicata in tuo possesso.
Se su due persone che hanno letto i tuoi scritti entrambe hanno difficoltà a capire quanto volevi dire, suppongo esista un problema, anche perchè credo che Sara non si sia inventato il consenso informato per finirla lì, e lo ha pure detto.

Quindi due sono le tesi:

A)Il post mette il segno sulla consapevolezza che esiste il problema e punto, quindi paradossalmente sull&#039;accettazione del pacchetto problema in quanto esistente.

B)So che può succedere, lo metto anche per scritto, ma questo non giustifica il fatto che accada e tantomeno deresponsabilizza chi lo compie solo perchè a conoscenza e giocoforza consenziente (non credo sia persona sotto tutela) di quanto può accadere se..., però non dovrebbe accadere (e qui la discussione sul generale ed in particolare sul post di Sara) e per questo provoco con l&#039;invenzione del consenso informato.

A Sara la risposta.


Riccardo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nicola, non sempre chi si occupa di comunicazione ha il dono del farsi capire e questo credo sia un guaio, onestamente non capisco se è il tuo modo usuale di comunicare, o se è un atteggiamento voluto.<br />
Se ti occupi di comunicazione sicuramente il tuo obiettivo dovrebbe essere veicolare concetti e non solo parole e costrutti sintattici ad effetto, tanto più che la metacomunicazione nasce proprio come rottura degli schemi del fraintendimento verbale, cosa che  tu proponi nella forma più complicata in tuo possesso.<br />
Se su due persone che hanno letto i tuoi scritti entrambe hanno difficoltà a capire quanto volevi dire, suppongo esista un problema, anche perchè credo che Sara non si sia inventato il consenso informato per finirla lì, e lo ha pure detto.</p>
<p>Quindi due sono le tesi:</p>
<p>A)Il post mette il segno sulla consapevolezza che esiste il problema e punto, quindi paradossalmente sull&#8217;accettazione del pacchetto problema in quanto esistente.</p>
<p>B)So che può succedere, lo metto anche per scritto, ma questo non giustifica il fatto che accada e tantomeno deresponsabilizza chi lo compie solo perchè a conoscenza e giocoforza consenziente (non credo sia persona sotto tutela) di quanto può accadere se&#8230;, però non dovrebbe accadere (e qui la discussione sul generale ed in particolare sul post di Sara) e per questo provoco con l&#8217;invenzione del consenso informato.</p>
<p>A Sara la risposta.</p>
<p>Riccardo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nicola Menicacci</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-20263</link>
		<dc:creator>Nicola Menicacci</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 15:45:48 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Prisca,
credo che il punto non sia stato capito perché, di tutti i commenti e gli scritti, l&#039;unico che che meta-comunica è quello di Sara. Punto. Basta, Non occorre aggiungere altro. E spesso la metacomunicazione passa inosservata perché è, per sua natura, spiazzante, perché, in quanto aspetto metacomunicativo, definisce il contenuto e il rapporto tra chi partecipa all&#039;attività comunicativa. Tutti questi commenti hanno discusso qualcosa di diverso, cioè il contenuto del post.
E non era questo, a mio avviso, ciò su cui eravamo stati inventati a concentrarci.
Adesso sarò chiaro, di una chiarezza cristallina. Occuparmi di comunicazione è il mio mestiere, del resto.
Cosa propone Sara? Un consenso informato alle conseguenze di tanto &quot;ardire&quot;.
Vogliamo, per una volta, fermarci lì e non andare oltre, cosa che ahimè s&#039;è fatto?
Consenso informato alla violenza. Cioè sono consapevole del rischio che corro e firmando questo foglio lo sottolineo e, da un cero punto di vista, lo &quot;autorizzo&quot;.
È qualcosa di paradossale, ma soprattutto decontestualizzato. Per dargli un significato, tutti i commenti hanno voluto imprimere un contesto. E allora?
Informo che ho dato il mio consenso alla violenza. Quali sono le conseguenze di questo fatto? Molte: che non si può più parlare di violenza subita, che molti altri aspetti vengono presi in considerazione e via discorrendo.
In questo modo platani, porto d&#039;armi e tutto il resto non hanno più motivo d&#039;essere. La riflessione era da fare sul consenso informato, non su cosa si informava con il consenso.
Quello è il salto di qualità. Quello ceh fa Sara, e che non noi abbiamo fatto. Ioper primo.
per cui mi scuso per non aver approfittato di un&#039;ottima occasione per impararare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Prisca,<br />
credo che il punto non sia stato capito perché, di tutti i commenti e gli scritti, l&#8217;unico che che meta-comunica è quello di Sara. Punto. Basta, Non occorre aggiungere altro. E spesso la metacomunicazione passa inosservata perché è, per sua natura, spiazzante, perché, in quanto aspetto metacomunicativo, definisce il contenuto e il rapporto tra chi partecipa all&#8217;attività comunicativa. Tutti questi commenti hanno discusso qualcosa di diverso, cioè il contenuto del post.<br />
E non era questo, a mio avviso, ciò su cui eravamo stati inventati a concentrarci.<br />
Adesso sarò chiaro, di una chiarezza cristallina. Occuparmi di comunicazione è il mio mestiere, del resto.<br />
Cosa propone Sara? Un consenso informato alle conseguenze di tanto &#8220;ardire&#8221;.<br />
Vogliamo, per una volta, fermarci lì e non andare oltre, cosa che ahimè s&#8217;è fatto?<br />
Consenso informato alla violenza. Cioè sono consapevole del rischio che corro e firmando questo foglio lo sottolineo e, da un cero punto di vista, lo &#8220;autorizzo&#8221;.<br />
È qualcosa di paradossale, ma soprattutto decontestualizzato. Per dargli un significato, tutti i commenti hanno voluto imprimere un contesto. E allora?<br />
Informo che ho dato il mio consenso alla violenza. Quali sono le conseguenze di questo fatto? Molte: che non si può più parlare di violenza subita, che molti altri aspetti vengono presi in considerazione e via discorrendo.<br />
In questo modo platani, porto d&#8217;armi e tutto il resto non hanno più motivo d&#8217;essere. La riflessione era da fare sul consenso informato, non su cosa si informava con il consenso.<br />
Quello è il salto di qualità. Quello ceh fa Sara, e che non noi abbiamo fatto. Ioper primo.<br />
per cui mi scuso per non aver approfittato di un&#8217;ottima occasione per impararare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: prisca</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/11/12/una-modesta-proposta/comment-page-1/#comment-20241</link>
		<dc:creator>prisca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:48:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sorelleditalia.net/?p=1558#comment-20241</guid>
		<description>cara Sara,
Grazie per esserti rispiegata. Ho capito meglio, anche se ancora non condivido. Come Riccardo, ci tengo a chiarire che la mia posizione non e&#039; assolutamente quella di addossare parte della colpa dello stupro alla vittima, o di trovare attenuanti allo stupratore. 

E&#039;, pragmaticamente, domandarmi se una potenziale vittima, consapevole del livello di rischio, puo&#039; fare qualcosa per ridurlo. Ho lavorato con potenziali -e non- vittime di stupro, e purtroppo l&#039;unica possibilita&#039;che c&#039;era era quella di intervenire sui loro, di comportamenti. Era un contesto particolare, ma immagino abbia condizionato la mia visione.
Non ho capito assolutamente il punto di Nicola, ma pazienza!

prisca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara Sara,<br />
Grazie per esserti rispiegata. Ho capito meglio, anche se ancora non condivido. Come Riccardo, ci tengo a chiarire che la mia posizione non e&#8217; assolutamente quella di addossare parte della colpa dello stupro alla vittima, o di trovare attenuanti allo stupratore. </p>
<p>E&#8217;, pragmaticamente, domandarmi se una potenziale vittima, consapevole del livello di rischio, puo&#8217; fare qualcosa per ridurlo. Ho lavorato con potenziali -e non- vittime di stupro, e purtroppo l&#8217;unica possibilita&#8217;che c&#8217;era era quella di intervenire sui loro, di comportamenti. Era un contesto particolare, ma immagino abbia condizionato la mia visione.<br />
Non ho capito assolutamente il punto di Nicola, ma pazienza!</p>
<p>prisca</p>
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