Le sorelle d’Italia di Calzedonia
Questo spot non offende la memoria di nessuno. E’ cantato anche bene (chi canta?) Il problema – a mio parere – è che un inno nazionale non può, non deve: 1) essere storpiato 2) pubblicizzare un prodotto commerciale 3) essere diretto ad un pubblico soltanto femminile 4) domani il signor Amadori si sveglia e crea questa pubblicità: Galline d’Italia, l’Italia s’è desta dell’uovo di AIA s’è rotte le palle etc. etc… Ma d’altra parte in Italia è tutto concesso. E poi non esisteva (una volta ahime!!!) l’accusa di oltragio e vilipendio al simbolo nazionale?
A me questo spot non suscita alcun tipo di irritazione, anche perché i miei sentimenti nazionalistici verso l’Italia sono pari a quelli di un lombrico, quindi di protestare per lesa maestà all’inno me ne frego assai.
finalmente una bella pubblicità.. ne vediamo tante che utilizzano e sfruttano il corpo femminile , la nudità, le “forme” della donna. finalmente un pò di sana bellezza italiana! donne, bambine, ragazze semplici con un’altrettanto semplice e bella canzone ke pubblicizza anke il troppo poco conosciuto inno italiano reinterpretandolo con una visionbe femminile e “dove i termini Italia e Vittoria vengono fatti rivivere per la prima volta con il significato di nomi di donna. Un messaggio forte che fa appello alle infinite risorse delle donne”.
Angela, la tua versione “Galline d’Italia” mi ha fatta rotolare dalle risate! ; )
A me questo spot lascia indifferente. Completamente. Mi rendo conto che forse è deformazione professionale ma lo vedo solo come il tentativo di scandalizzare e provocare al fine di vendere. Nulla di più e nulla di meno. E la questione dell’inno è totalmente pretestuosa.
a me questo spot offende parecchio. veicola un messaggio politico e attribuisce alle donne “italiane” eguale spirito di appartenenza patriottica per non parlare dei ruoli che vengono descritti: incapace di guidare una vespa, figlia, madre, moglie, comunque acquirente di un marchio che assieme al neo-nazionalismo ti vende un modo di vivere.
le pubblicità non mercificano soltanto corpi ma sono veicolo di messaggi autoritari. è già successo con la lactacyd che sosteneva le ronde. ora abbiamo un marchio di calze che sostiene i valori fascisti.
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/10/14/spot-patriottico-update
100% Fikasicula.
Silent
Il primissimo pensiero che ho avuto vedendo lo spot è che i creativi seguissero questo blog, senza capirne una mazza.
Mi sono sentita esattamente come quando, da vegana, mi sento proporre il pesce o il formaggio da sorridenti massaie che ti sbattono in faccia il loro malcelato disappunto. Uguale uguale.
Poi mi avete fatto tornare in mente lo spot dell’anno scorso: quello della ballerina-figlia-oggettosessuale-moglie-madre e la sensazione di rifiuto/prigionia che mi provocava istintivamente, nonostante i toni melliflui e la bellissima canzone di sottofondo. E mi sono detta che al confronto quella delle sorelle era un passo avanti, per quanto maldestro.
A quel punto ho letto delle reazioni di La Russa. E non sapevo più se ridere o piangere…
Ora ho concluso che c’è da piangere e basta, dopo essermi imbattuta in rete nel commento di una certa Sara che riporto perchè riassume tanti altri simili
“Secondo me il primo spot “speriamo che sia femmina” è stata una trovata carina perchè il messaggio da recepire era quello di sfatare il luogo comune del tanto sentito “tanti auguri e figli maschi” mentre questa volta hanno calcato troppo la mano nel tentativo fallito di accostare gli ideali delle donne come “il futuro rosa” a quelli per cui si è sacrificata tanta gente!
Se mio padre si fosse sacrificato per la nazione lo spot mi offenderebbe. Spero di non vederlo più in TV!”
Capito? Il problema (secondo La Russa e i/le vari/e Sara) è che le donne OSINO ACCOSTARE GLI IDEALI dei diritti femminili a quelli dell’unità d’italia!
E a parte il fatto che IMHO in un simile confronto a essere sminuiti sarebbero i primi, ma poi… come si fa ad accusare le donne anche di questo?
Lo spot l’ha fatto Calzedonia, mica un collettivo femminista!
Ma è mai possibile che sia colpa nostra pure quando sbagliano a usarci?!
sarà ma a me sembra semplicemente cattiva pubblicità, pretenziosa e pretestuosa.
poi scomodare l’inno nazionale per pubblicizzare delle calze mi sembra veramente triste, soprattutto in un momento storico come questo…
a me poi la roba di calzedonia ha fatto pure sempre schifo quindi…
Non importa cosa pubblicizzi… A me piace! viene messa in risalto la figura femminile, senza offendere nessuno… e tantomeno l’unità nazionale… non è che sputare sulla bandiera… penso che stiate esagerando… ci sono pubblicità più idiote e scandolose!
volevo dire non è come spuatre sulla bandiera
sempre belle, sempre magre, sempre giovani!!!e sta musichetta melliflua..e poi che vuol dire il futuro rosa??? senza maschi e solo tra di noi a pettinarci a vicenda??? io adoro l’immagine di donna del catalogo IKEA..ma non sono sorelle d’italia quelle!!!
@Giulia : è vero che c’è di peggio e che non è paragonabile allo sputare sulla bandiera…ci mancherebbe!
Ma rimane pur vero che stiamo parlando di una reclame di calze in cui utilizzando l’inno nazionale mi si mostra una che si sveglia (”l’Italia s’è desta”), che si mette il casco (”dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa”) e una bimba a Roma (”che schiava di Roma Iddio la creò”).
Spiegatemi, da tutto questo, che messaggio dovrei ricevere? Perchè io non lo vedo..
Volete dirmi che ci stiamo entusiasmando perchè per una volta tanto non c’è uno spot che denigra la figura femminile? WOW!
Io non grido “vergogna vergogna” ma semplicemente questo spot mi sembra vuoto e alla facile ricerca del “basta che se ne parli”
sulla parte finale del commento di cris: ed e’ *ovvio* che lo spot sia volto ad auspicare un “basta che se ne parli”. e’ uno spot. il fine e’ pubblicizzare la marca ed il mezzo e’ lo spot e questo riesce ampiamente nel suo intento, dato che se ne parla.
sul “vuoto” (o ‘pieno’): la questione non esiste. uno spot non dev’essere vuoto o pieno: deve pubblicizzare un prodotto. non e’ un difetto se non ci son contenuti (…) e non e’ nemmeno un pregio. eventuali “contenuti” sono optional, poiche’ l’intento della marca, di qualsiasi marca e di qualsiasi spot, e’ pubblicizzare. mica i dirigenti di *nome marca* quando pagano miliardi per una campagna pubblicitaria dicono tra loro: “speriamo che la gente colga il contenuto pregnante et filosofico”. sperano solo che se ne parli. questo spot “buca” ampiamente lo schermo. stop. non c’e’ altro da dire, se non “mi piace”, “non mi piace”.
Dai, via, tante discussioni per l’inno italiano che di per se non è nemmeno quel granché… né di melodia né di testo…
E poi ci sono veramente spot di gusto peggiore…
per me questa è solo una pubblicità stupida.
a cosa servono gli inni? a dare animo alla nazione. in questo mondo abbiamo ancora bisogno dell’unità nazionale o dovremmo iniziare un attimo a sentirci parte di un mondo unico?
fatemi capire se questa è una mossa intelligente e se mettere in mezzo le donne a quest’utilizzo dell’inno doni o tolga credibilità alle appartenenti al sesso femminile.
io mi sento offesa tutti i giorni dagli spot che vedo in tv. il problema è che molte persone non li guardano davvero e non si pongono il problema. diventano quello, anche inconsapevolmente. la pubblicità ci dice chi siamo, cosa dobbiamo desiderare e cosa dobbiamo essere.
allora che significa quando la heineken pubblicizza il modello d’uomo che lascia la donna fuori casa e disdegna le faccende domestiche usando la lavatrice come porta-birra.
che vuol dire quando due ragazze acconciate come clown si danno schiaffi sul sedere?
siamo questo, a 40 anni dalle proteste femministe?
sottolineo che non sono assolutamente contro gli uomini, io li amo, ma l’uso dell’immagine della donna in questi modi mi offende.
Scusate se vado un po’ OT.
Paola, le persone sul catalogo IKEA è vero! Adesso che me lo fai notare mi è sempre piaciuto perchè sono ogni età, vestite in modo normale e casalingo, che USANO i prodotti. Non sono accessori la Cuccarini che carezzava i frigoriferi fasciata in tubini rossi e arrampicata sui trampoli (ma chi starà mai in cucina così!!)
E poi rappresentano anche i single e le coppie adulte senza figli, che da noi non hanno mai più di venticinque anni.
Ma quelli sono svedesi. Qui neppure la producono una linea di arredamento per single a costi accessibili.
Qua i single sono visti come ricchi-bambini-viziati e a loro si propongono cucine costosissime, dai design e materiali estremi che le rendono di fatto inutilizzabili e che prevedono necessariamente la presenza di una colf (o una madre) che te la tengano pulita a tempo pieno.
Qui da noi sui cataloghi di arredamento più economici vengono proposti sempre e solo gli stessi schemi familiari: cameroni matrimoniali e camerette per bambini. Punto.
Sarà per quello che l’Ikea è sempre presa d’assalto? Che la gente si riconosca di più nei loro modelli? (Io sicuramente si. Ci ho comprato tutti imobili all’ikea e da anni mi domandavo il perchè…;) )
Grazie a loro ci siamo riempiti le case di candeline anche se da noi le ore di luce invernali siano ben più di sei.
Fenomenologia dell’IKEA… mi sa che devo approfondire.
Esiste sul serio!
Qui (da pagina 18 a 24)
Tutta la pubblicità è “stupida” e vuota per definizione, veicola stereotipi non solo di donne, ma di uomini, vecchi, bambini, proprio perchè diretta alla massa.
Si può fare uno spot senza persone? Io dico di si, anzi, dico che si dovrebbe.
Io non credo che la pubblicità sia necessariamente stupida e vuota. Credo che però lo sia questa, che non mi offende per nulla, ma mi lascia addosso la sensazione di una sfida portata a casa con una scorciatoia semplice e banale. Deformazione professionale anche la mia, immagino, ma tant’è.
L’inno nazionale non è per me così importante da essere considerato un qualcosa su cui non si può scherzare. Solo che qui lo scherzo non porta da nessuna parte.
A volte la pubblicità fotografa uno spaccato di mondo, altre volte tenta d propinare al pubblico un modello nuovo di società, che spera venga adottato, perchè è lì che il prodotto si vende meglio. Questa non fa né una cosa, né l’altra. Rimane a un livello precedente, raccontando una visione delle cose che non esiste e che neanche si può pensare di proporre ancora, perchè è uno stereotipo vecchio, trito e ritrito.
Le belle pubblicità ci sono e ci sono anche quelle geniali. In genere nascono da creativi intelligenti e da intelligenti clienti che si sanno fidare.
Non è questo il caso, direi!
a me piace tantiximo questa pubblicità e stupenda e nn si può assolutamente dire ke è stupida….per me è la migliore pubblicità.!!!!
una schifezza musicale del genere se la tengano loro
mai più prodotti kalzedonia
esecuzione orribile e pessimo gusto musicale
pubblicità che offende i pubblicitari
La cosa che mi lascia più stupita è che in Italia si possa usare l’inno nazionale per fare uno spot che ha come unico fine quello di aumentare le vendite di un determinato prodotto, senza che ci siano dei diritti di copyright sopra o qualche altra legge che ne tuteli l’uso: questo vuol dire che chiunque e dico CHIUNQUE può sfruttarne la notorietà ed il senso di unione che comunque quasi tutti noi proviamo nel sentirlo (e lo si nota da quanti/e di voi commentando qui ne hanno descritta la piacevole sensazione provata per quello spot).
Davvero tutto questo non vi infastidisce neppure un po’?
Concordo appieno con la Michela.
Concordo con Angela.Anche secondo me il punto non è la pubblicità in sè….
Un inno nazionale deve rimanere tale, che ci siano sentimenti patriottici o meno…
Si parla tanto di poca serietà nella nostra società e poi viene usato un inno, che in teoria dovrebbe rappresentare una nazione, per commercializzare un prodotto….
Lo so che la serietà non è questo, che si deve dimostrare tramite cose più grandi…ma bisogna partire anche dalle piccole cose…
Se penso che l’elmo di Scipio viene paragonato ad un casco, mi vengono i brividi…
Poi ci lamentiamo che gli italiani non conoscono il loro inno? D’ora in poi quando si sentirà anche solo la musica molti diranno “ah, si, la musica di quella pubblicità delle calze?” Che tristezza….
A parte i sentimenti patriottici, che vengono in primo piano, il cattivo gusto dello spot è evidente.
Come scrive rovinologo: mai più Kalzedonia
Io ogni volta che in tv sento quella pubblicità odiosa, abbasso il volume della tv… è una reazione esagerata, ma io non sopporto proprio quella voce e tantomeno il testo!!!. Il fatto che un inno nazionale venga modificato per pubblicizzare delle calze è davvero triste.
Sono rimasto molto male del modo di come è stato “storpiato” il nostro INNO d’ITALIA, vilipendio dello stesso, e di poco gusto.
Trovo che sia una delle pubblicità più brutte che ho sentito, e chi l’ha inventata sarebbe bene che presentasse delle scuse a tutti gli “ITALIANI” che si sentano per la Patriotti e sopratutto ha offeso il suo autore; “VERGOGNATEVI”
Fate fermare questa orrenda pubblicità.
VIVA L’ITALIA
indipendentemente dallo spirito nazionalistico o meno, trovo sia vergognoso l’utilizzo a scopo di lucro di un inno nazionale (di qualsiasi nazione esso sia), soprattutto per una squallida pubblicità di calze. Stiamo davvero degenerando e ciò che fa male è che sembra non ci sia nessuna reazione dell’opinione pubblica. Ci sono un sacco di belle canzoni che possono essere usate, ma non usiamo il nostro tricolore come fosse un fazzoletto da naso!!
no kalzedogna
pubblicità skifosa
A parte che questa polemica inutile che, a mio parere, serve ad amplificare notevolmente l’effetto pubblicitario dello spot, esiste un lato “strano” della questione. Esiste un ministro del governo che più di una volta ha già, a mio avviso, mancato di rispetto ad inno nazionale e tricolore, dobbiamo formalizzarci per una canzoncina o per un elmo paragonato ad un casco??? Mi sembra esagerato, la patria si offende maggiormente NON usando onestà nei confromti dei compatrioti !!!
vergogna
no kalzedogna
Se questo non è vilipendio alla patria, allora ditemi voi cos’è!
E’ una vergogna che questo spot venga trasmesso in continuazione su tutte le reti, ma forse i “creativi” contavano proprio sull’effetto scandalistico del tipo non importa che se ne parli male, importante che se ne parli.
Voglio aggiungere che non sono particolarmente patriottico, anzi francamente mi vergogno di come ci siamo ridotti, e questo fatto rientra perfettamente nella casistica dei tanti, troppi motivi per cui…
E pensare che c’è chi pensa addirittura che è un motivo cantato bene! Ma scusate, mi sembra la voce di una che sia reduce da una nottata di sesso sfrenato!!!
Scusate, ma voi non avete mai trovato un tantino sessista un inno che parla solo di “fratelli”? Dopotutto che c’è da essere tanto orgogliosi di questo Paese? Un Paese il cui presidente del consiglio, democraticamente eletto (e ho detto tutto…) va con le puttane in un palazzo del governo, e in cui un governatore (!) della regione va con i transessuali (gusti legittimi, ovviamente, ma magari da libero cittadino, non da governatore di una regione). Insomma, possibile che gli italiani rivendichino il diritto a sentirsi italiani solo quando si parla di Inno e di nazionale di calcio? A me le Sorelle d’Italia di questa pubblicità piacciono. Crocifiggetemi pure.
Brava/o Tatalla!! Con tutte le pubblicità orrende che ci sono in tv… con grandi fratelli, Amici e Isole di finti famosi che fanno cose raccapriccianti voi vi schifate, vi preoccupate e gridate al vilipendio per uno spot innocuo che parla di donne normali…
Mah…
Bellissima, ma la devi completare
kaltzedonia skifo
ma non e’ peggio golden lady con lei che si spoglia per far vedere come e’ dentro..?
Invito tutte e tutti al Convegno:
CHE GENERE DI LINGUA?
SESSISMO E POTERE DISCRIMINATORIO DELLE PAROLE
23 e 24 novembre – La Sapienza
ll 23 e 24 novembre ci ritroveremo in Convegno alla Sapienza per parlare dell’uso sessista della lingua nel nostro quotidiano, nella politica, nella scuola.
Invitiamo dunque tutte e tutti.
Riteniamo che sia necessario suscitare un dibattito anche fuori dall’Università, coinvolgendo giornali e media, che hanno grande influenza sul linguaggio: vorremmo non tanto la loro presenza quanto il loro sostegno.
Invitiamo rappresentanti di testata a partecipare, non per dovere di cronaca, ma per assumersi l’impegno di promuovere nei rispettivi giornali un uso non sessista della lingua, e invitiamo rappresentanti del mondo politico, effettivamente intenzionate/i a promuovere il rispetto di genere nella lingua degli atti ufficiali.
Sorelle d’Italia: perché tanto scalpore? Perché improvvisamente la nazione rivisita storia e tradizione usando un linguaggio non sessista? Perché le donne si fanno visibili anche per lei? Perché dimostrano un imbarazzante buongusto, anche musicale?
Non sono patriottica e non condivido i valori dell’inno, ma è ora di ripensare profondamente al sessismo della lingua e ai messaggi che essa veicola.
Cambiamo l’uso improprio della nostra lingua in ogni sfera.
Ognuna/o dia il suo contributo nel proprio ambito!
Voglio spendere solo 2 parole per quei politici che hanno montato indignazione contro tale spot.
Signori politici vi ricordo che l’inno nazionale non e destinato “ai soli ambiti istituzionali” come decantato da qualcuno, oppure evitare di mescolare inno e pubblicità.
A me francamente piace l’uso che se ne e fatto dell’inno nazionale che vi ricordo essere nata come canzone scritta da tale Gotifreddo Mameli dei Mannelli meglio noto come Goffredo mameli ed il cui titolo preciso e “Canto degl’Italiani” composto a 20 anni mentre era docente nel collegio di Carcare in provincia di Savona, e musicata da MIchele Novaro, quindi la canzone e stata poi adotatta ad inno nazionale, ma rimane pur sempre la canzone “CANTO DEGLI ITALIANI” e quindi chiunque puo cantarla come gli pare e piace perche e patrimonio degli italiani e non di voi politici o istituzioni.
E’ uno spot di merda!!
Qvella non kanta, fa skifo.
Kazzedogna kaputt.
spegn il televisore qvan c’è kakalzed
Quando va in onda cambio canale tanto fa schifo.
L’autore o l’autrice dello spot andrebbero impalati.
a kikkeeeeeeettaaa: perchè non si può dire ke è stupida? me lo proibisce ki? E’ stupida.
Io ODIO chi canta stà canzone……e nn mi frega un ca…o dell inno di mameli,,odio proprio questa stupida debosciata che sembra solo LA GIORGIA DEI POVERI!!!….AMMAZZATI!!!……….VASO…
chi è LA BASTARDA che lo canta??……ditemelo voglio maledirla e smalocchiarla la cagna del ca…o!!!!!!
Ma non vi sembra di star esagerando?
io la cinta te la darei si ma sul groppone!!!!!!!!…..è una pubblicità insieme a quella della rovagnati,che stimola un solo pensiero:GASSARE TUTTI QUELLI CHE HANNO CONTRIBUITO A FARLA!!!!!!!
Vabbè va…
Magari è ora di fare un po’ di pulizia di alcuni commenti.
Che dite?
Mamma mia, stiamo parlando di calze e Vlad vuole impalare la gente (OK, sei coerente Vlad, è il tuo mestiere), ma Marchino bello mio, non si ammazza la gente per crimini contro a) la musica, e b) le calze.
E nel caso, pulisci tu?
si io esagero ma lo faccio x riderci sù,e spero che una risata ce la faccia anche chi legge…è solo che mi irritano di più certe pubblicità che 2 ore nel traffico nell ora d punta,,son fatto cosi..questo è quanto….CMQ A MORTE CHI CANTA NELLO SPOT CALZEDONIA!!….eheheheh
Dopo la presa in giro di centinaia di odiose pubblicità sugli assorbenti, esterni nonché interni, e sul concetto di “libere come l’aria” in giorni in cui una donna è intimamente provata, ecco l’ennesima idiozia pubblicitaria. A riprova del fatto che in Italia noi donne siamo ancora una minoranza (o minorate?) da preservare e coccolare.
Vediamo forse in giro pubblicità sui pannetti per l’incontinenza maschile? Protezioni per l’eiaculazione precoce (stimolanti per l’assenza di eiaculazione?). Non mi pare.
Devo dedurre che all’origine di queste pubblicità c’è la mente (vuota) di un uomo.
NO GRAZIE!
ecco perche’il mondo fa schifo…perchè ci son degli sfigati xke’si offendono per uno spot…siete ridicoli
È orrenda questa pubblicità – All’inizio dele spot mi fa schifo vedere dei “piedi nudi di donna” che si strofinano … insomma … mi danno un senso di vomito (soprattutto quando stò mangiando!) – Riguardo all’inno siamo veramente caduti in Basso! – (Quella che canta mi sembra una drogata) Ha!Ha!Ha! – INOLTRE secondo me dovrebbero smetterla “di fare vedere i bambini in televisione”; poi ci si lamenta che ci sono i pedofili !?!?!?!? ..SIAMO NOI CHE LI STIMOLIAMO CON QUESTE PUBBLICIÀ INSENSATE !!! Le calze si possono rappresentare benissimo con altre musiche ma l’inno italiano NON SI PUÒ PROPRIO SENTIRE IN QUESTO CONTESTO !!! Che schifezza !!!
ODIO QUESTA PUBBLICITA’… per favore se c’è qualche addetto ai lavori che la tolga…
D’accordo con Simone
MIA NIPOTE DI 9 MESI QUANDO SENTE QUESTO SPOT SI BLOCCA
La nipote di Devil è una speranza per il futuro della società italiana
Scusatemi, sono straniero. L’Italia sta andando a rotoli, viene offesa giornalmente da mafia, politici corrotti, governanti patetici e megalomani, da una giustizia che sta perdendo la G maiuscola con leggi ad personam, una libertà di stampa oramai perduta e disquisite su una pubblicità che lascia il tempo che trova? Fratelli e Sorelle d’Italia svegliatevi! Auguri
Questo spot è un vero oltraggio al sentimento di Amore Patrio e di orgoglio nazionale! Com’è possibile oltraggiare l’Inno Nazionale per pubblicizzare delle calze da donna?
E’ una vergogna! Pensiamo a coloro che nel nome della Patria e per quell’Inno hanno dato la vita!
come ha scritto qualcuno, alla fine della polemica resta nell’aria uno spiccato odore di piedi, che ben definisce lo spirito di questo spot, irrispettoso per l’Italia, per le Donne, per tutti.
Tanto per dire che non ci siamo dimenticati di questa porcheria come sperano i titolari della stessa. Ce ne ricordiamo invece bene e ci comportiamo di conseguenza.
Giusto, ricordiamoci cosa ha fatto per denaro kaltzedognhia
La cantante è sushy, uan delle vovi migliori che abbiamo in italia!
Riprendo: l’esecuzione era pessima. Pessimo il gusto dell’insieme.
Ha ha ha ! ! ! Arrabbiarsi per uno spot ? Che branco di sfigati e di frustrate !
Ha ha ha !!! Arrabbiarsi per uno spot? Che branco di sfigati e di frustrate !!!
Hai ragione Giovanna, quelle che criticano sono sicuramente obese e sformate: invidiose delle belle ragazze dello spot!
Il sistema di moderazione ballerino di questo sito ogni tanto ci regala delle perle. Tipo Giovanni/Giovanna, che prima commenta con un nome maschile, poi, vedendo che il suo commento non appare, ci riprova con un nome femminile.
Non pago, ri-commenta con un altro nome (Fausto) per darsi ragione da solo. E’ tutto così bello che non ci si crede.
E dà alle autrici delle “sfigate”.
Non serve neanche prendersi il disturbo di fare uno “specchio riflesso, faccia da fesso”: fa tutto lui, poverino.
Lo spot era una vergogna. La cantante uno strazio.
secondo me la vaccata l’hanno fatta togliendo il testo. a parte il fatto che, da uomo, dico “le immagini sono bellissime!” e aggiungo pure: ma una volta che si vuole mostrare le donne come quello che sono e cioè la bellezza assoluta, non volgare (lo sguardo di una bambina, di una madre), senza le quali questo mondo sarebbe solo un deserto di sentimenti, voi donne riuscite pure a litigarci sopra???
ma dai… fate fronte comune sì contro una società schifosa, maschilista e capace solo di fare un simbolo della donna oggetto!
e ve lo dice un marito e padre di due bambine!!!
Continuo a ritenere che lo spot di Calzedonia non fosse solo di cattivo gusto, ma anche mal costruito professionalmente. Non se ne sentiva certo la mancanza. Male ideato, mal costruito, mal cantato e negativo per l’azienda Calzedonia, alla quale consiglio di cambuare agenzia pubblicitaria.
non dimentichiamoci questa porcheria solo perchè passa il tempo
Che sciocchezze mi tocca leggere. A me l’inno d’Italia non è mai piaciuto perchè, cantato com’è adesso, l’ho sempre considerato una specie di monotona marcetta. Ma dopo aver sentito la diversa e stupenda intonazione melodica della bravissima cantante della pubblicità Calzedonia, immagino come sarebbe bello se lo cantasse per intero (fratelli d’Italia e non sorelle d’Italia naturalmente) quella Sushy perchè perderebbe quello sciocco ritmo di tipica marcetta. Arrivo a dire che potrebbe diventare l’inno più bello del mondo. E voi, detrattori senza senso, aprite le orecchie e ascoltatelo con attenzione e svuotatevi dai falsi moralismi.
Durante la trasmissione del Nabucco diretta da Maestro Muti un musicologo ha spiegato come l’Inno di Mameli non sia una marcetta, ma un canto di popolo di cui ha spiegato le varie parti con il loro significato musicale.Gli ignoranti stiano a casa,
Sushy non so chi sia, ma i languori da discoteca e da disturbi del nervo vago esibiti nello spot, non mi attira.
In conclusione: Uno spot che costituisce un grave errore di comunicazione. Cambiare Agenzia.
Caro Rinaldo, di quello che ha detto il suo musicologo non me ne frega un c***o. Io ho espresso una mia opinione e quindi valida per me, come del resto lei ha espresso la sua dicendo che la versione della Sushy non lo attira. Bene, ne prendiamo atto. Punto e basta.
Pertanto, ignorante e di conseguenza maleducato sarà lei!!! Chiaro?
La lascio al suo turpiloquio, espressivo di per sè. Il Musicologo non era mio, ma espressione della più alta cultura italiana. Ascoltare gli altri – specie se più addottrinati – è normale cortesia, ed io ho ascoltato.
Se non Le piace “Gli ignoranti stiano a casa” Le propongo “Gli ignoranti cerchino di imparare”
castigatore vatti a nascondere
Rinaldo ha ragione, il castigatore torto e turpiloquente
Per una volta che era stata data una spiegazione da chi se ne intente, troviamo un castigatore a cui non interessa …e poi magari lo troviamo in un corteo a sostenere la cultura…
mille ragioni a rinaldo
appunto,dice bene rinaldo, maliximo il kastigatore
Kastigatore non capisce. Musica è musica. sushi ignota. italia grande paese. Kastigatore maleducato.
porca miseria ragazzi, solo adesso che vi leggo vengo a conoscenza di questa quisqugliosa polemica sull’inno, che oltre tutto a mio giudizio è bruttarello forte….scusatemi ma la vera musica, anzi l’immensa sinfonia sta tutta in quel “culo” da infarto…..altro che inno!!!
memoria buona: mai più kkalzedonia







2012