Aggiungimi alla lista.
Secondo lo stilista Lagerfeld le modelle magre non piacciono solo alle mamme grasse, come si legge qui.
Eh, no, tesoro.
Le troppo magre non piacciono neanche alle copywriter nane come me.
Aggiungimi alla lista, idiota!.
Al di la’ dei deliri di Lagerfeld, chapeau a Brigitte per la decisione coraggiosa. Qualcuno malignava che lo avessero fatto per smettere di pagare i costi esorbitanti delle modelle professioniste, mentre invece pare che pagheranno anche le donne normali che vorranno apparire sul giornale. Ma se poi avesse ragione lagerfeld e le vendite di Brigitte calassero?
Elena Mirò utilizza da anni modelle di taglia superiore alla 46. Ha anche un’agenzia apposita di modelle che si chiama “ciao Magre”.
E’ l’unica marca invitata a sfilare durante la settimana della moda milanese.
Le modelle che propone indossano la taglia che portano anche l’80% delle italiane…
La marca “Dove” ha fatto un’ottima operazione di marketing con la bellezza autentica.
Secondo me ci sono tutti i motivi per tracciare una nuova strada.
Sicuramente l’aspetto fisico è importante quando si parla di sfilate e di marchi…
ma “in carne” non vuol dire meno bello.
Vuol dire vero.
: )
Io sono dimagrita 12 kg a causa di numerose allergie alimentari.
Prima pesavo quasi 61 kg su 160 cm d’altezza.
Viva le forme sempre
che palle quella che ogni secondo ricorda che lei fa la copy!!!!!!!!
e poi se una vuole essere magra che colpa ha?
che palle anche questo razzismo estetico al contrario.
Penso che con “mamme grasse” intendesse big mamas, comunque è ignobile lo stesso. Ho lavorato alle campagne Elena Mirò per 5 stagioni, quel tipo di comunicazione è un campo minato.
Per susanna:
Non c’è colpa nell’essere magra. C’è colpa nel veicolare come valore assoluto di bellezza la magrezza (spesso esagerata) come unico modello attendibile.
Idem per i modelli imposti di femmine asservite, che non meritano ruoli nuovi.
E che spesso generano forme mentali tipo “che male c’è a fare la velina?”
Il male è avere come unica alternativa essere magre e sculettanti ed esistere solo in funzione di quello.
Non è razzismo estetico al contrario, è voglia di avere un punto di vista più equo, che ci dia come modelli donne vere e di carattere, non stampelle da passerella.
Quella che ogni secondo puntualizza di fare la copy si chiama Valentina. Valentina Maran.
Ho nome, cognome e ruolo.
Per Gaia:
sono alla prima esperienza in questo settore… ti dirò come va!
La prova del fatto che non si tratta di razzismo al contrario è che persino io, che porto una 38 e sono senza curve per costituzione, sono inorridita di fronte alla dichiarazione di Lagerfeld (ma poi, chi è? mai sentito nominare prima d’ora!!!!). Sono i canoni imposti a far vomitare, non i gusti personali.
Silent
Per dire, a me danno fastidio anche espressioni come “le vere donne hanno le curve”. Per quale motivo al mondo dovrei sentirmi meno donna?
Ri-Silent
Per Silent:
Lagerfeld è un signore che qualche anno fa sfoggiava una gran panza… si, una specie di mummia grassa (non è dato sapere se mangiasse patatine davanti alla televisione o nascosto in un angolino) che ha poi deciso di dimagrire 40 chili in un anno per mettersi gli abiti di un certo stilista… insomma un imbecille!
Io non conosco la rivista in questione, ma dubito che dalle modelle taglia 38 abbia deciso di passare a “donne rotonde”… o anche chi porta la taglia 42/44 può considerarsi una cicciona che nessun vuol vedere?
Io lascerei parlare la sua faccia al posto delle parole:)
Esatto MademoiselleAnne
Gira sempre col ventaglio?
Lagerfeld brilla per la luce riflessa dal nome Chanel. Si credeva superiore a YSL quand’era in culla.
Ed è un’altro che sputa sulle “donne di massa” ma ha bisogno di H&M per vendere vestiti…
Comunque deve esserci un’epidemia di stronzaggine tra gli stilisti.







2012