Sorelle d'Italia

‘Cruelty doesn’t fly’ non va on air

Per la serie “storie di ordinaria censura” che spesso e a malincuore mi trovo a somministrarvi, CNN si è rifiutata di trasmettere il cortometraggio socially correct di PETA – che potete vedere qui sotto – con Pamela Anderson nei panni di una doganiera sexy.

La pianificazione di ‘Cruelty doesn’t fly’ era prevista a partire da domani negli aeroporti di NY. Le motivazioni, come in quasi tutti i casi di censura, sono contenute negli articoli 9 (è indecente), 16 (lo vedono tutti) e 11 (anche i bambini) del nostro Codice di Autodisciplina Pubblicitaria. In particolare l’articolo 11 specifica:

La comunicazione commerciale non deve indurre a violare norme di comportamento sociale generalmente accettate.

Benché non commerciale – anzi a maggior ragione – la comunicazione di PETA induce effettivamente a rifiutare l’aberrante norma di comportamento sociale, generalmente accettata, di indossare pellicce. Seguendo il ragionamento, sarebbe giusto che il video della PETA non andasse onda. Invece, poiché a questo mondo non esiste giustizia, dovrebbe andarci apposta.

Così ho deciso, l’udienza è tolta. Le pellicce, speriamo, anche.

10 settembre 2009
16:14, giovedì
Gaia Giordani
Filed under : Esteri, Mass Media, Società

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  • nessuno.
Commenti : 8
 
8 commenti

(#) Quello che disse bimartina

giovedì 10 settembre 2009 alle 16:56

1

Cos’ha il video che aizzerebbe a comportamenti indecenti o irrispettosi? Boh… E’ il solito parare le chiappe a una fetta di commercianti che, probabilmente, pagano non poche tasse.

(#) Quello che disse contevico

venerdì 11 settembre 2009 alle 13:44

2

Sulla scelta di Pamela Anderson avrei qualcosa da obiettare, ma questo non toglie nulla alla validità del messaggio

(#) Quello che disse hannofattobene

lunedì 14 settembre 2009 alle 14:14

3

Hanno fatto bene!
Perché il fatto che la causa sia giusta non legittima a difenderla esponendo e mercificando il corpo di una donna,
e poi come si fa a non comprenderlo proprio su questo sito?!?

(#) Quello che disse Silent

lunedì 14 settembre 2009 alle 20:54

4

Dubito che il motivo per cui sia stata censurata sia la mercificazione del corpo della donna. Scusa eh, ma normalmente le altre pubblicità le guardi? :D

(#) Quello che disse hannofattobene

martedì 15 settembre 2009 alle 13:04

5

sì che le guardo, e non ho mai difeso neppure quelle,
e poi faccio fatica a trovare qualcuno cui il sistema ha tolto la dignità di persona più di pamela anderson

(#) Quello che disse Silent

mercoledì 16 settembre 2009 alle 01:01

6

Se la motivazione della censura fosse stata “combattiamo la mercificazione del corpo femminile”, se ne sarebbe potuto discutere. Il problema è che non c’è stata alcuna una spiegazione di questo tipo. La pubblicità è stata tolta semplicemente perché scomoda. Nemmeno io sono una fan della Anderson, mi sono sempre chiesta per quale motivo una persona dovrebbe diventare animalista dopo averle guardato le tette, ma in questo caso specifico mi irrita di più il fatto che uno spot sia stato tolto di mezzo senza addurre motivazioni plausibili :)

(#) Quello che disse Freak76

mercoledì 16 settembre 2009 alle 11:20

7

..forse cattivo gusto?
Fare una cosa meno pacchiana no, eh?

(#) Quello che disse Silent

mercoledì 16 settembre 2009 alle 12:53

8

Ma siamo d’accordo che sia volgare e pacchiano. Non è quello il motivo per cui lo hanno tolto.

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