Sorelle d'Italia

Minorenni e minus habens

They’re old-thinking conservatives who are repeating false arguments or arguments that may have been true 30 years ago based on a context of social, cultural and political dynamics of another era. But right now, the women in the photographs and young adult women today I think celebrate the aesthetic of our advertising. -Dov Charney

Sono una giovane donna adulta, tutto fuorché bigotta e compro le sue magliette. Ma l’estetica delle sue pubblicità mi pare un tantino discutibile.

american apparel

La notizia è questa e le campagne precedenti (giusto per farvi un’idea più precisa) potete vederle qui. L’autore è Dov Charney, fotografo della collezione nonché proprietario della baracca. Un tantino invasato.

3 settembre 2009
10:02, giovedì
Gaia Giordani
Filed under : Etica, Mass Media
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  • nessuno.
Commenti : 7
 
7 commenti

(#) Quello che disse bimartina

giovedì 3 settembre 2009 alle 10:33

1

Nooo, non mercificano il corpo femminile, lo usano solo a scopo commerciale! Che facciamo, esercizi di semantica? Mi sembra uno di quei dibattiti tra avvocati che si vedono in certe fiction poliziesche usa, tipo “Non sapevo che aveva 12 anni, mi aveva detto di averne 20, per cui non sono pedofilo, sono solo stato ingannato”.
Eppoi, se proprio devono ricorrere a tette, culi, cosce e sguardi ammiccanti per fare pubblicità, non potrebbero almento farlo in modo meno disgustososo?
Che squallore…

(#) Quello che disse Marco B.

giovedì 3 settembre 2009 alle 12:37

2

Non c’è che dire, è fine. Bel DVD porno, complimenti. Come s’intitola?Ah, “Now Open”, bel titolone! Il problema, ormai lo ripeto come un mantra, non è la pornografia ma il suo strabordare non come finzione ma come realtà nella vita di tutti i giorni. E comunque sembra davvero un DVD porno, del genere “giovani acqua e sapone in tutina (notare il viso languido e pseudo-innocente) ammiccano a Rocco”…

(#) Quello che disse Marco B.

giovedì 3 settembre 2009 alle 12:41

3

In ogni caso l’ accusa “sembra una minorenne” è da censura bigotta: o lo è o non lo è, anche una venticinquenne può sembrare una minorenne e certi ambiti (la pornografia in primis, ma anche la cinematografia, se deve fargli fare una parte forte in cui il personaggio è giovane ma, per via delle scene, è richiesta attrice maggiorenne) possono addirittura privilegiarla per il look da ragazzina. Per la pornografia, poi, è la norma, non l’eccezione, non facciamone un problema ideologico, di buon costume, come ai tempi di quando Berta filava. Qui se lei ha 23 anni credo sia tutto legale…e di pessimo gusto

(#) Quello che disse Marco B.

giovedì 3 settembre 2009 alle 12:46

4

Le foto linkate però mi sembrano molto meno offensive (sì, c’è qualche nudo..) di quella da voi postata. E’ evidente che la modella DEVE sembrare una minorenne dato che tutta la pubblicità in questione ha un target adolescenziale. E’ altrettanto ovvio che le modelle in questione minorenni non lo possono essere (magari avranno diciannove anni)

(#) Quello che disse Mari

giovedì 3 settembre 2009 alle 14:10

5

Mi è sempre piaciuto il marchio American Apparel, perchè da sempre propone una linea di abbigliamento molto semplice e versatile. Molti dei capi ad esempio sono indossabili in più modi (gonne e sciarpe che tidevanto t-shirt, vestiti che cambiano aspetto in base a come si allacciano). In generale apprezzo molto il loro stile e lo trovo geniale proprio per l’ assoluta versatilità. Della scelta pubblicitaria posso dire anche io che è molto discutibile e che del marchio American Apparel potevano essere sottolineati molti altri aspetti. Il target a cui puntano purtroppo è proprio quello mostrato nelle affissioni. Giovani poco vestiti (contraddittoriamente), hippies moderni e viziati. Con una barca di soldi, visti i prezzi. Io credo che le immagini scelte, oltre ovviamente ad una evidente componente sessuale (=giovani sempre giovani, fichissimi ed estroversi), puntino anche al messaggio “poco è meglio”. Persone che indossano pochi capi, solo l’essenziale. Una scelta anche etica ed ecologica volendo, però l’essenziale spiegato attraverso una ragazza che indossa solo un paio di mutande va ben oltre. Se andate in uno dei loro negozi li trovate davvero i giovani sempre giovani, fichissimi ed estroversi, commessi compresi. A me sinceramente non mi importa di questo contorno. Le poche volte che posso permettermi un capo American Apparel non lo faccio perchè voglio essere come loro, ma perchè quello che compro mi piace davvero. Difficilmente riesco a trovare abbigliamento basic, t-shirt senza scritte in inglese incompiuto o abiti a tinta unita, senza strappi, paillettes e cafonate varie.

(#) Quello che disse FikaSicula

giovedì 3 settembre 2009 alle 17:26

6

boh, magari cominciare a non comprare le sue magliette? :)

(#) Quello che disse Silent

venerdì 11 settembre 2009 alle 09:38

7

Io sono d’accordo con FikaSicula. D’avanti a certi atteggiamenti non c’è maglietta carina che tenga :)

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