Sorelle d'Italia

Una moratoria per l’estate

Ho appena finito di leggere un libro. Si intitola Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale). Vorrei raccomandarlo con molto calore a una delle mie parlamentari preferite, Gabriella Carlucci.

La linea di ragionamento dell’On. Carlucci è sempre impeccabile. Prima dice ai giornalisti che bisogna controllare Internet perché è piena di pedofili e di gente che ti insulta, e quando un giornalista le fa notare che non è proprio così (e che controllare la rete è roba da regime totalitario), lei sbrocca e gli augura che suo figlio venga “Intercettato dai pedofili”. Poi quella dei pedofili le deve essere passata: s’è svegliata una mattina e ha deciso di lanciare una moratoria contro l’aborto, che riassumendo è più o meno così: visto che non c’è niente che possa impedire a una donna di abortire, rendiamo l’aborto illegale. Volendo concludere il ragionamento (operazione che l’On. Carlucci lascia alla nostra intelligenza), si potrebbe dire: così ci facciamo tutti più bella figura.

Il recente, penoso risultato di Giuliano Ferrara in circostanze analoghe dovrebbe averle insegnato qualcosa, ma dopotutto l’On. Carlucci in qualche modo dovrà pur giustificare la sua presenza in Parlamento. E da showgirl esperta qual è, sa come attirare l’attenzione. Un’operazione ormai di routine, per una maggioranza impegnata a tempo pieno a negare ogni genere di realtà, creando negli italiani una forma di dissonanza cognitiva per cui licenziamenti a catena, crisi dei mercati, mafia, emergenza energetica e presidenti che passano il tempo con le donnine disertando gli impegni di lavoro sono sistematicamente negati da apposite dichiarazioni a mezzo stampa. Deve essere così che l’On. Carlucci intende “sconfiggere la piaga dell’aborto”, o qualunque sia l’espressione utilizzata nello specifico: negandone l’esistenza. Se dico che non esiste, forse se ne va. Se dico che non esiste, non me ne devo occupare in modo serio, razionale, costruttivo.

The Handmaid’s Tale, dicevo all’inizio. L’On. Carlucci dovrebbe leggerlo, questo libro (sempre che leggere rientri fra le attività consigliate alle dame della maggioranza). E’ la storia di una donna in uno Stato fondamentalista cristiano, in cui ogni femmina umana ha solo due scelte: servire, o figliare. Uno Stato in cui le uniche mogli legittime sono le prime mogli, l’aborto è un crimine, e chi non fa la serva, la moglie o la puttana fa la fattrice. Il controllo dei diritti riproduttivi è un passo fondamentale verso il totalitarismo: lo fanno in Cina, lo facevano nei regimi comunisti come la Romania, e ora la libertaria Carlucci vorrebbe farlo da noi.

Onorevole, la prego. Fa caldo, siamo stanchi, ci girano facile. La prossima volta che ha bisogno di essere guardata per cinque minuti, si inventi una moratoria sulle granite, che se le aspiri troppo velocemente ti fanno venire il mal di testa. Ha più senso di questa pagliacciata.

15 luglio 2009
09:48, mercoledì
Giulia Blasi
Filed under : Cronaca, Politica
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Commenti : 15
 
15 commenti

(#) Quello che disse i_kiki

mercoledì 15 luglio 2009 alle 13:47

1

non ho letto il libro, ma ho visto per caso il film un bel po’ di anni fa…rimasi molto colpita, alla fine la situazione delle donne non si discosta poi così tanto!

(#) Quello che disse Des

martedì 21 luglio 2009 alle 18:40

2

Anche io ho visto solo il film, e mi aveva inquietato parecchio, per la spietata crudeltà della moglie che accetta di far ingravidare un’alra pur di avere un figlio….molto triste pensare che basterebbe poco per arrivare ad uno stato così

(#) Quello che disse artemio

mercoledì 22 luglio 2009 alle 20:17

3

Domanda:
Perché all’articolo “Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta” non accettate più commenti?
Infatti si trova scritto: “Al momento l’inserimento di commenti non è consentito” … perché? Mica vi metterete a censurare pure voi?

(#) Quello che disse Giulia

giovedì 23 luglio 2009 alle 09:07

4

“Censurare” è un termine che si usa per la TV di Stato, non per un blog dove eventualmente ci si riserva di chiudere i commenti, se si ritiene giusto farlo.
Non ho scritto io il post in questione, ma tieni presente che potrebbe essere un errore del sistema, oppure che l’autrice potrebbe avere chiuso i commenti per problemi di gestione dei commentatori. Di solito, quelli che si lamentano della “censura” sono quelli che non si sanno comportare. Spero non sia il tuo caso.

(#) Quello che disse artemio

giovedì 23 luglio 2009 alle 10:38

5

OH, ma Giulia, come ti sei adirata per u termine forse eccessivo, lo ammetto! Il fatto è che in passato un blog si è comportato proprio da “censore” dei miei commenti e sono rimasto scottato.
Pensando di aver chiarito, resto in attesa di una risposta al mio quesito che così modifico:
Perché all’articolo “Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta” non accettate più commenti?

(#) Quello che disse Giulia

giovedì 23 luglio 2009 alle 10:43

6

Chiedilo all’autrice, io non ne ho idea :)

(#) Quello che disse artemio

giovedì 23 luglio 2009 alle 13:26

7

E’ quello che ho fatto qui, pubblicamente, in modo che pubblicamente tutti ne siano informati!

(#) Quello che disse artemio

venerdì 24 luglio 2009 alle 18:43

8

Illusione, dolce chimera
Scritto da Fabio Raja

…Non so cosa si erano messi in testa quelli di Repubblica.
Forse pensavano di provocare un effetto domino che, partendo dai tentativi ricattatori di una zoccola prezzolata amica degli amici, potesse determinare la caduta del Governo, attraverso il coinvolgimento di Procure compiacenti, la complicità del Presidente della Repubblica, qualche alleato infido e geloso, i giornali esteri e la rivolta della coscienza degli Italiani. Non è accaduto niente di tutto ciò.
Le Procure non si sono mosse perché, per fortuna, avere un rapporto sessuale non è, ancora, reato. Il Presidente Napolitano è persona intelligente e non vuol ricalcare le tristi gesta di un malinconico Scalfaro, il gentiluomo che schiaffeggiò una Signora per una scollatura che riteneva sconcia.
Gli alleati infidi e gelosi ci sono, ma sono Fini politici, non vogliono rischiare e preferiscono aspettare con pazienza.
I giornali esteri hanno seguito la vicenda, ma poi si sono stancati.
Agli Italiani, il Cavaliere ha strizzato l’occhio e dicendo “lo sapete, non sono un santo” ne ha conquistato in un sol colpo la complicità.
A Repubblica restano gli sproloqui di Scalfari, i vaneggiamenti di D’Avanzo e le ridicole proposte per “ridare decoro” alle Istituzioni.
Masturbazioni mentali per le quali non è neppure necessaria una squillo.
E’ sufficiente una mano, che impugna la penna.

(#) Quello che disse artemio

venerdì 24 luglio 2009 alle 23:29

9

Tra sesso e nastri crolla l’altarino democratico di Repubblica-L’Espresso Italia
Il blog del direttore (L’Occidentale)

Con la pubblicazione (in audio e in trascrizione) di quello che l’Espresso chiama il “terzo blocco” delle registrazioni di Patrizia D’Addario va in frantumi la disgustosa pantomima che il gruppo De Benedetti ha inscenato in questi ultimi mesi. Crolla sotto il peso di una privatissima conversazione tra un uomo e una donna tutta la puzzolente retorica sulla libera stampa, sul diritto di cronaca, sulla “valenza pubblica dei comportamenti privati dei politici”, sul “dovere di rispondere”, su “gli italiani hanno il diritto di sapere”. Erano tutte cazzate. Dopo la pubblicazione degli ultimi nastri si capisce che si trattava solo di una sporca operazione politico-editoriale tesa all’assassinio dell’immagine del Premier (character assassination) e alla sua possibile eliminazione politica.

Nell’ultima puntata delle registrazioni realizzate una privata ricattatrice mentre incastra la sua incauta vittima (e pubblicate in assoluto e patente disprezzo del segreto istruttorio), non c’ è alcunché di rilevante, neppure per le tesi sostenute da l’Espresso-Repubblica. Non c’è alcun nuovo elemento rispetto a possibili compensi in denaro o favori futuri; non c’è niente che possa far trasparire la consapevolezza di Berlusconi (sempre che si tratti davvero di lui) di avere a che fare con una escort; non c’è niente che attenga alla verità o alla menzogna, alla colpa o all’innocenza: niente che dimostri niente. Se non la perfida e ormai un po’ folle frenesia di trascinare il presidente del Consiglio nel gorgo dello scandalo e l’Italia in uno stagno di veleni.

Il sito web dell’Espresso oggi ha il coraggio di presentare così la nuova dose registrazioni che sta accuratamente centellinando: “Ecco il terzo blocco delle registrazioni realizzate da Patrizia D’Addario. E la ricostruzione di tutte le menzogne raccontate dal premier. Un castello Patrizia e Silvio: che sta crollando sotto il peso di questi nastri”.

Ed eccolo il “terzo blocco”, pari pari come lo pubblica l’Espresso:

“consigli” di Silvio

PD: Un giovane sarebbe già arrivato in un secondo. Sai, cioè, sarebbe arrivato…I giovani hanno un sacco di pressioni…
SB: Però se posso permettermi (…) il guaio secondo me è di famiglia
PD: Quale?
SB: Avere l’orgasmo
PD: Sai da quanto tempo non faccio sesso da come ho fatto con te stanotte? Da molti mesi, da quando ho lasciato il mio uomo…E’ normale?
SB: Mi posso permettere? Tu devi fare sesso da sola…Devi toccarti con una certa frequenza

Questo è quanto (tra l’altro, vi sembra possibile un dialogo del genere tra un cliente e una prostituta?) C’è esercizio del diritto di cronaca nel pubblicare questa trascrizione? C’è un servizio di verità reso ai cittadini nel disvelare questo colloquio del Premier? C’è una rilevanza pubblica in quelle parole tale da rendere legittima la violazione di numerosi articoli di legge e di regole della decenza per pubblicarle? Che cosa crolla sotto il peso di questi nastri, se non la base per la convivenza civile, la praticabilità di ogni spazio di dialogo e di fiducia nell’agire politico e la reputazione dell’Espresso e del suo editore (di cui ci importa molto meno) ?

Chi conosce un po’ l’Occidentale e questo blog sa che non siamo inclini alla drammatizzazione, alle parole grosse, che non di piace il tono roboante dell’invettiva ma quello leggero dell’ironia. Oggi però ci pare di poter dire che chiunque – amico o nemico di Berlusconi, alleato o avversario, odiatore o fan sfegatato – dovrebbe riconoscere nelle pagine dell’Espresso-Repubblica i germi della barbarie. Belrusconi, come tutti, passerà. Il veleno immesso nell’organismo del paese resta.

(#) Quello che disse Giulia

sabato 25 luglio 2009 alle 09:26

10

Artemio, regola numero uno dei blog (e soprattutto di questo): nei commenti si postano commenti, non articoli altrui. Se hai un’opinione, scrivila. Se devi prendere a prestito quelle altrui, grazie ma non ci interessa. Questo non è dialogare, questo è fare il pappagallo.
Questi due li lascio, i prossimi saranno cancellati. Ci siamo capiti?

(#) Quello che disse artemio

sabato 25 luglio 2009 alle 23:08

11

Una domanda: Ma chi sei? Se mi dici “i prossimi saranno cancellati” penso tu sia l’autrice di questo bolg … ma perché nel commento n. 6 mi dicevi “chiedilo all’autrice, io non ne so niente”?
Insomma se sei la stessa Giulia le due cose non stanno insieme.

Comunque, passando alle tue rimostranze, ti dico che io non avevo nessuna intenzione di fare il pappagallo come dici tu; io non sono un giornalista o un letterato esperto, per cui quando trovo un articolo che mi piace, che pesno sia scritto bene e che rispecchia le mie idee mi permetto di sottoporlo alla lettura di altri, tutto qui.
Non è un “pigluiare a prestito le opinioni altui”, ma esprimere le “mie” opinioni attraverso uno scritto ben fatto, almeno secondo me!
Se io non avessi detto che era un articolo di un altro e lo avessi spacciato per mio allora … sarebbe interessante?
… ma come siete complicati!
Comunque rispetto questa regola e d’ora in poi se troverò un articolo interessante ne “riscriverò” le idee con il mio italiano … la sostanza non cambierà, ma sarò felice di averti accontentata

… ma la cosa più intrigante è sapere quante Giulie ci sono!!!

(#) Quello che disse Giulia

domenica 26 luglio 2009 alle 10:36

12

Artemio, forse avrai notato che qui ci sono circa venti autrici: quindi, questo post è mio, l’altro no. E’ più chiaro, adesso? Mi spiace molto annientare così le tue velleità di giovane Sherlock, ma è meno complesso o misterioso di quello che pensavi :)

Più in generale, non si gradiscono articoli postati per intero: primo, perché non sono opinioni personali, secondo perché nei commenti è buona norma essere sintetici, e non costringere altri a leggere articoli interi, peraltro neanche propri.
Se devi andare lungo, insomma, vacci con parole tue :)

Tutto chiaro?

(#) Quello che disse seralf

domenica 26 luglio 2009 alle 15:53

13

Esiste anche la possibilità di mettere dei links, invece che fare copia e incolla. Ad esempio (scusate l’Off Topic, ma è per scopo dimostrativo, in caso cancellate):
Ghedini smentisce se stesso

abbattuto tutto, tranne le tasse, in abruzzo

;-)

(#) Quello che disse artemio

domenica 26 luglio 2009 alle 17:22

14

Grazie dei consigli!
Artemio, un insesperto frequentatore occasionale di blog

(#) Quello che disse Peppermind

lunedì 27 luglio 2009 alle 11:22

15

Brava, bel post.
Io la Carlucci la odio.

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