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	<title>Commenti a: Uguaglianza come annessione coatta. Chi attribuisce (o toglie) &#8220;valore&#8221; alle donne?</title>
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	<description>Girls on Politics</description>
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		<title>Di: cristian</title>
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		<dc:creator>cristian</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 23:22:18 +0000</pubDate>
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		<description>vero si come</description>
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		<title>Di: Marco B.</title>
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		<dc:creator>Marco B.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 07:44:05 +0000</pubDate>
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		<description>Datemi pure del sessista ma penso che la situazione sia molto più variegata di come la fate voi. Sono convinto che in molti campi (voto e percezione della società salvo che non venga adottato in massa il velinismo più becero che è in realtà minoritario o occasionale) la parità sia raggiunta e che ci sia chi vuol essere semplicemente &quot;più uguale degli altri&quot; (cioè dei maschi) sbandierando rivendicazioni non corrette. Nelle relazioni sentimentali e sessuali, poi, sono convinto che, se c&#039;è uno squilibrio, anche di &quot;potere&quot;, sia a svantaggio della metà maschile, svantaggio che l&#039;uomo spregiudicato, se può, colma coi soldi. Sì, perchè i veri due grandi campi in cui il femminismo serve e la parità è ben lontana sono la politica, che vede pochissime donne in posizioni chiave (soprattutto in Italia) e il lavoro, dove il fatto che la donna stia più in casa pesa come un macigno e nonostante la mia impressione sia che le donne abbiano più volontà di inserirsi nel mondo lavorativo di molti uomini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Datemi pure del sessista ma penso che la situazione sia molto più variegata di come la fate voi. Sono convinto che in molti campi (voto e percezione della società salvo che non venga adottato in massa il velinismo più becero che è in realtà minoritario o occasionale) la parità sia raggiunta e che ci sia chi vuol essere semplicemente &#8220;più uguale degli altri&#8221; (cioè dei maschi) sbandierando rivendicazioni non corrette. Nelle relazioni sentimentali e sessuali, poi, sono convinto che, se c&#8217;è uno squilibrio, anche di &#8220;potere&#8221;, sia a svantaggio della metà maschile, svantaggio che l&#8217;uomo spregiudicato, se può, colma coi soldi. Sì, perchè i veri due grandi campi in cui il femminismo serve e la parità è ben lontana sono la politica, che vede pochissime donne in posizioni chiave (soprattutto in Italia) e il lavoro, dove il fatto che la donna stia più in casa pesa come un macigno e nonostante la mia impressione sia che le donne abbiano più volontà di inserirsi nel mondo lavorativo di molti uomini</p>
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		<title>Di: restodelmondo</title>
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		<dc:creator>restodelmondo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 13:51:29 +0000</pubDate>
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		<description>Dico la mia, visto che studio teoria dei giochi da qualche anno.

*La guerra NON è un gioco a somma zero.* 

Esempio classico: se gli Stati Uniti tirano una &quot;arma fine di mondo&quot; sulla Russia E viceversa (finale di &quot;Dr.Strangelove&quot;, insomma: tu guarda, il Dr. in questione è almeno in parte il fondatore della TdG, il matematicamente immenso John von Neumann), sia USA che URSS due perdono - in numeri: è [-1,-1], mentre se non si sparano è [0,0] e se uno fa fuori l&#039;altro è [1,-1].

E senza nemmeno voler mettere un valore alla vita umana, eccetera.

BTW, questa è una delle tesi con cui ho sentito contestare alcune dichiarazioni di Robert Aumann (che resta un genio, probabilmente uno dei più grandi matematici applicati del secolo): anche se non sono certa al 100% né delle contestazioni né della loro correttezza; io ho letto solo un paio di articoli di A. e il suo libro scritto con Maschler - appunto - per dire ai militari US come trattare il disarmo bilaterale con l&#039;URSS; il libro in questione (uno dei motivi principali per cui ha vinto il Nobel) inizia dai giochi a somma zero (sono *molto* più facili matematicamente) ma finisce con quelli a somma non nulla. (Resta che A. è notoriamente un apologeta del &quot;first strike&quot;, ma lì entrano in campo anche sue opinioni più politiche/personali che matematiche IMHO.)

Ah, ti sei dimenticata tra le conquiste delle donne il poter fare il giudice. 1962, prima eravamo inaffidabili per colpa di &quot;quei giorni lì&quot; (quelli di cui Golda Meyer diceva &quot;i giorni in cui una donna si comporta a volte come un maschio si comporta tutto il tempo&quot; - mi è sempre piaciuta).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dico la mia, visto che studio teoria dei giochi da qualche anno.</p>
<p>*La guerra NON è un gioco a somma zero.* </p>
<p>Esempio classico: se gli Stati Uniti tirano una &#8220;arma fine di mondo&#8221; sulla Russia E viceversa (finale di &#8220;Dr.Strangelove&#8221;, insomma: tu guarda, il Dr. in questione è almeno in parte il fondatore della TdG, il matematicamente immenso John von Neumann), sia USA che URSS due perdono &#8211; in numeri: è [-1,-1], mentre se non si sparano è [0,0] e se uno fa fuori l&#8217;altro è [1,-1].</p>
<p>E senza nemmeno voler mettere un valore alla vita umana, eccetera.</p>
<p>BTW, questa è una delle tesi con cui ho sentito contestare alcune dichiarazioni di Robert Aumann (che resta un genio, probabilmente uno dei più grandi matematici applicati del secolo): anche se non sono certa al 100% né delle contestazioni né della loro correttezza; io ho letto solo un paio di articoli di A. e il suo libro scritto con Maschler &#8211; appunto &#8211; per dire ai militari US come trattare il disarmo bilaterale con l&#8217;URSS; il libro in questione (uno dei motivi principali per cui ha vinto il Nobel) inizia dai giochi a somma zero (sono *molto* più facili matematicamente) ma finisce con quelli a somma non nulla. (Resta che A. è notoriamente un apologeta del &#8220;first strike&#8221;, ma lì entrano in campo anche sue opinioni più politiche/personali che matematiche IMHO.)</p>
<p>Ah, ti sei dimenticata tra le conquiste delle donne il poter fare il giudice. 1962, prima eravamo inaffidabili per colpa di &#8220;quei giorni lì&#8221; (quelli di cui Golda Meyer diceva &#8220;i giorni in cui una donna si comporta a volte come un maschio si comporta tutto il tempo&#8221; &#8211; mi è sempre piaciuta).</p>
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