Sorelle d'Italia

Il concetto di “bella figura”

Ancora una volta, non entro nemmeno nel discorso “Ma guarda ’sto cazzaro”, perché immagino che – essendoci un’indagine in corso – prima o poi qualche fatto verrà a galla, e in base a quei fatti potremo determinare se Berlusconi sapesse o meno di andare a letto con delle escort che Gianpaolo Tarantini gli procurava su suo esplicito o implicito mandato.

Quello che mi interessa è capire come faccia Gianpaolo Tarantini a pensare che portavo delle belle ragazze per fare bella figura e “Diciamo che avere al fianco una bella ragazza fa sempre comodo, ti rende certamente meno noioso” sia una scusante e lo scagioni, o scagioni il Presidente del Consiglio. Che apparirebbe, una volta di più, come un uomo superficiale, per cui una donna è poco più di una decorazione da salotto; un uomo facilmente impressionabile, che vedendo un uomo in compagnia di una bella donna pensa subito “Ah però, guarda che figo questo”; un uomo che si accompagna ad esseri di infimo valore umano, che a loro volta trattano le donne come decorazioni da salotto e come tali le usano, sfruttando situazioni di necessità e poi facendo gli gnorri, peraltro lasciando a casa la moglie; un uomo, insomma, ancora una volta indegno di governare un paese moderno, perché sciocco, antico e abbindolabile a piacimento.

Insomma, dai, Giampy: peggio la toppa del buco.

27 giugno 2009
13:44, sabato
Giulia Blasi
Filed under : Cronaca, Etica, Politica
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Commenti : 13
 
13 commenti

(#) Quello che disse Marco B.

sabato 27 giugno 2009 alle 18:13

1

A prescindere dalla squisita professionalità di certe donne di spettacolo, la definizione limitataiva di “ragazza immagine” rimanda proprio a questo: è immagine, è la’, decora, ha lo scopo di essere vista. Non è che sia poi spesso uno spettacolo vivente, il che sarebbe dignitoso, ma l’equivalente di una luce natalizia o di un festone. Ma se è questo che vi serve, un bel poster? Una statua (che comunque ha molta più dignità di un complemento d’arredo)?

(#) Quello che disse Marille

domenica 28 giugno 2009 alle 10:20

2

Il concetto avvilente di donna-statua, oggetto muto da ammirare, acquistabile per intero o in parte(in parti anatomiche più che altro) in contanti o in comode rate, diviene pericoloso per lo sviluppo di una società sana nel momento in cui si fa professione alla quale molte donne fin da bambine ambiscono.Il punto è che ,fin dall’infanzia alle bambine in particolar modo, viene passata come naturale l’idea che se si è belle o si possiede un particolare anatomico ‘interessante’o che attiri l’attenzione del genere maschile, lo si debba mostrare ad ogni costo, anche in contesti che richiederebbero una certa sobrietà (vedi sul posto di lavoro dove dovrebbero prevalere le qualità interiori del lavoratore o della lavoratrice).Vivendo in una società radicatamente androcentrica la sopravalutazione dell’avvenenza femminile è divenuto strumento di controllo e contenimento delle ambizioni delle donne.Sul luogo di lavoro spesso dei soggetti di genere femminile è assai apprezzata una bella presenza, la dolcezza, un atteggiamento accogliente e rassicurante nei confronti del capo e dei colleghi di sesso maschile. In poche parole la donna funzionale al sistema-Italia non è molto diversa da un’automa, utile, silenziosa o eco della voce del potente di turno, con ambizioni innocenti (vedi gli spot studiati ad hoc e passati dalle Arise di regime)che ritorni ad essere quello che è sempre stata per secoli, la ‘grande’ donna (o graziosa escort)dietro al grande uomo. Tra le nuove generazioni si prepara un esercito di agguerrite Hello Kitty armate di gloss e mossettine carine pronte a prendere il posto delle bamboline-farfalline televisive e non, delle quali il sultano di turno ha bisogno di cibarsi per vivere in eterno.

(#) Quello che disse Giulia Blasi

domenica 28 giugno 2009 alle 10:29

3

Bisogna tenere presente che questo concetto di “bella figura” sta contagiando anche il modello maschile, anche se in misura minore (dato che il riferimento è sempre lo sguardo maschile e non quello femminile, che meno richiede di essere compiaciuto). Qualche giorno fa ho letto un annuncio di lavoro per un caporedattore di una rivista, in cui si chiedeva “Cura di sé”. A parte il fatto che la “cura di sé” è un concetto relativo (basta essere puliti e in ordine), l’intento era chiaro: anche per fare il caporedattore bisogna esser fighi. Man mano che in Italia la professionalità muore, uccisa dal nepotisimo e dalla cooptazione, il nuovo modello che avanza è quello del robot sorridente e vuoto, sessualmente aggressivo ma completamente privo di contenuti. Per gli uomini e per le donne allo stesso modo.

(#) Quello che disse Marco B.

domenica 28 giugno 2009 alle 21:13

4

…il tronista? (Che appunto sta -punto- su di un trono)
Perchè è bello in foto, da far vedere…sta bene in video, colla sua presenza fa pubblicità. Questo criterio in realtà c’è sempre stato e in certe cose (ad es. le cerimonie) ha il suo senso. Ma che sia l’unico è orripilante

(#) Quello che disse Marco B.

domenica 28 giugno 2009 alle 21:15

5

PS Ma il femminismo non vi fa vedere che Arisa, in parte, si prende in giro?

(#) Quello che disse Giulia Blasi

domenica 28 giugno 2009 alle 21:23

6

Marco, su Arisa avrei sempre voluto fare un post io, perché non credo affatto si prenda in giro. Penso che ci creda davvero, a questa cosa di fare la mogliemammaconl’angolocottura. Ci crede, e anche se i testi se li fa scrivere dal fidanzato, li canta perché le somigliano. Ora, anche io trovo aberrante l’idea di una vita da casalinga (soprattutto se cantata da una che ha vinto Sanremo Giovani e fa tutto meno che la casalinga), in fondo ha senso sputare sulle legittime aspirazioni di una ragazza? Vuoi fare la casalinga? Fai la casalinga, che ti devo dire. E’ un sogno piccino, ma meglio sogni piccini che niente sogni. Ognuna ha diritto alle sue ingenuità, anche Arisa.

(#) Quello che disse Marille

domenica 28 giugno 2009 alle 21:39

7

Sono d’accordo con te Giulia, meglio sogni piccini che niente, a patto che quei desideri da realizzare nascano dal profondo dell’individuo e non da condizionamenti sociali sussurrati tra versi orecchiabili da una giovane dall’aspetto rassicurante, quasi infantile, e dalle movenze impacciate (inoffensiva e dunque meritevole di cieca fiducia).

(#) Quello che disse Giulia Blasi

domenica 28 giugno 2009 alle 21:56

8

Su Arisa io sono un po’ in difficoltà, nel senso che l’ho intervistata e sono andata a vederla cantare. Mi è parsa autentica, a suo modo, e anche autenticamente sprovveduta. Non sarebbe la prima che canta di sogni piccoli, personali, che sicuramente non sono “Luca era gay”, con la sua pretesa di raccontare un’altra “verità”. Insomma, Arisa almeno non mente. Certo, canta di sogni piccoli e riduttivi, ma autentici. Ognuna poi ha i suoi, ed è sicuramente più pericoloso un Berlusconi che ti dice “Puoi affermarti solo se sei bella”, piuttosto che una Arisa che ti dice “Io voglio avere dei figli e la cucina grande”. In fondo, anche l’amministratrice delegata può volere figli e cucina grande, come Arisa, che in fondo mica fa la casalinga, fa la cantante pop.

(#) Quello che disse Marille

lunedì 29 giugno 2009 alle 09:10

9

Non metto in dubbio l’autenticità o le buone intenzioni della persona Arisa ma critico come la sua immagine e il messaggio che viene dalle sue canzoni venga utilizzato in modo poco pulito per ammaestrare le coscienze femminili e maschili delle nuove generazioni in particolare. Ma questo è un discorso un pò fuori tema rispetto al post iniziale, scusatemi.

(#) Quello che disse Peppermind

lunedì 29 giugno 2009 alle 12:20

10

Be’, uno pensava che fossero così.
Una versione nazionalpopolare della Lega (che ce l’ha duro, no?).

E queste esternazioni provano quel che sembrava.

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[...] somiglia tanto ad un gioco a somma zero la prima cosa da fare e abbassarne il valore, ridurlo alla peculiarità "decorativa" o ai semplici accessori biologici, la "disponibilità" di elementi attrattivi per [...]

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[...] somiglia tanto ad un gioco a somma zero la prima cosa da fare e abbassarne il valore, ridurlo alla peculiarità "decorativa", a quella di "anestetico antistress" o ai semplici accessori biologici, la [...]

(#) Quello che disse cristian

martedì 3 agosto 2010 alle 00:37

13

si bella figura

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