Parlami del tuo intestino
Due, in fatto di pubblicità destinate ad un pubblico femminile, le novità di questa settimana.
La prima riguarda come al solito l’intestino delle donne, organo che ormai in tivvu viene più nominato delle tette rifatte. E infatti se pensavate di essere riuscite a mettere al riparo il vostro dagli inviti pubblicitari a godere del sollievo di una corretta defecazione femminile, vi sbagliavate di grosso.
Da oggi il comune “caccastop” ( termine generico per descrivere un prodotto contro la diarrea) non è più un vero e proprio farmaco da prendere in caso di bisogno. Da oggi diventa una specie di prodotto di bellezza, una specie di farmaco come potrebbe essere un integratore di bellezza, un prodotto da assumere per evitare la diarrea, disturbo, nello spot pubblicitario, associato all’immagine di una donna.
La cosa curiosa è che dell’immagine femminile sono visibili solo i contorni come se la sua definizione fosse legata a quella di un prodotto che se fino a ieri era considerato solo un farmaco, da domani potrebbe diventare un prezioso aiuto alla bellezza femminile.
Effettivamente non è affatto bello farsela addosso.
Ma basta guardare la televisione in questo periodo pre estivo, per rendersi conto di quante siano diventate le “esigenze” delle donne in fatto di bellezza. La pelle, le unghie, i capelli, ma anche il nostro intestino, la nostra diuresi e il nostro ciclo mestruale, sono diventati “problemi” femminili da risolvere ad ogni costo. Non importa quanti esami abbiate sostenuto nella vostra vita: la prova costume non la passerete mai.
Ed è proprio dei disturbi del ciclo mestruale che si parla nella seconda pubblicità.
Qualcuna di voi forse si era illusa che sul ciclo si fosse detto, fatto e venduto qualsiasi cosa?
Errore, da oggi anche il mal di pancia non è più nostro ma è “roba” del nostro capoufficio che tiene stipate in un cassetto della sua scrivania tra colleghe nervose e incazzate, intere confezioni di un antidolorifico proprio “per quei giorni lì”.
Finalmente qualcuno di polso riuscirà a domare i nostri ormoni impazziti, perché vedete agli uomini non interessa se il ciclo è così doloroso da piegarci in due, non gli importa che nonostante per alcune donne sia davvero doloroso, debbano andare a lavorare lo stesso, non lo riguardano i costi che ogni donna deve sostenere nella sua vita per acquistare assorbenti (mai nessuno che ne abbia proposto la distribuzione gratuita come qualche anno fa la Livia Turco propose per il Viagra agli anziani), ciò che lo interessa veramente è che lei non sia nervosa, non sia incazzata, insomma non gli rompa i coglioni.
Io me lo vedo il capo lanciare antidolorifici come noccioline a quelle simpatiche scimmiette del suo ufficio.
La verità è che ormai non gli basta più il fuori, ormai ci entrano dentro, ci spiano, ci rovistano tra gli organi, cercano un pertugio nel cervello e poi tirano fuori un pezzo di carne e lo sbattono sullo schermo. Qualche volta è una gamba depilata, altre una ruga sul collo ma sempre più spesso è qualcosa che ci sta dentro e che non sapevamo neanche di avere.
Devi essere bella, ma non barare! per essere davvero bella fuori lo devi essere anche dentro, devi avere organi splendenti come diamanti. Devi essere bella perché la bellezza è l’unica cosa che conta davvero, è l’unico valore che possiedi e non puoi permetterli di buttarlo al vento.
Guardo queste pubblicità e mi sento in imbarazzo, mi sento come se qualcuno violasse la mia intimità, come se davvero con le immagini fosse tutto concesso, anche entrare nel tuo bagno mentre di fai un bidè. Le guardo e mi chiedo quale altro problema potrei avere per l’estate prossima e dove potrebbe infilarsi la telecamera da Grande Fratello del mio corpo.
Quelle pubblicità le fanno gli uomini. Per fortuna le patate le comprano le donne… : (((
la cultura dominante nega alle donne il diritto alla propria reale fisicità.
di qualche tempo fa l’inchiesta di lillo e greg “ma anche le donne fanno la cacca?”.
non sarà glamour associare il desiderio sessuale (perché è di questo che si parla, quando si parla di corpo femminile) alla defecazione. ma volete mettere il potere liberatorio del fare la cacca? o anche semplicemente di produrre un peto?
rivendico il diritto di sudare, fare la cacca, fare la pipì a prescindere dalla diuretica bellezza di certe acque. e anche ruttare è bello talvolta, quando non forzato o rivendicativo, ma autenticamente liberatorio.
so che dopo tale asserzione non troverò mai marito fra gli spettatori de bagaglino, per i quali solo i maschi possono cacare o fare battute.
pazienza.
allora che dire invece delle gambe volanti di quella pubblicità che reclama una crema contro il gonfiore???????????
direi vomitevole
povere noi come siamo messe l’ho sempre detto che 20 di televisione berlusconiana ci avrebbe solo portato ignoranza
Le gambe che volano sono inquietanti. Mi fanno proprio impressione.
Vedi?Vedi che guardare tanta tivì ti fa del bene,cara Vis?Ti stimola il neurone !E,a parte l’inca@@atura per il reale contenuto,mi fa fare una bella risata.Grazie per questa manifestazione di emotività che mi fa certamente del bene…
dimenticavo….. e la pomata antisfregamento?
sulle funzioni intestinali delle donne hai perfettamente ragione…
che avrà mai di così diverso l’intestino della donna da quello dell’uomo?????
Leggo questo post molto in ritardo, ma non posso che ribadire lo stupore (perché il disgusto lo riservo a cose più importanti) per lo spot dell’antidolorifico.
Mi sono anche immaginata il mio capo mentre lo guardava sul divano di casa sua: grasse risate, approvazione, “è proprio vero, ma perché noi non siamo capaci di fare cose così?” (intendendo sia nella pubblicità che nella vita).
Spero solo che non ne vendano neanche mezzo.
Anzi, magari mi trasformo in una di quelle tarme da servizio clienti e scrivo a quest’azienda illuminata che da donna mi sento profondamente offesa e tutte quelle cose lì. Se ricevono due o tre di queste letterine per lo meno striglieranno a dovere l’agenzia.
Qualcuna si aggrega?







2012