Real TV.
“Ah, hai presente quella pubblicità su Napoli, della tizia coperta di spazzatura…”
“Non so… ah! Sì, aspetta, l’ho vista!”
“Esatto, beh… anche quella non ti dico… casting imposto”
“Si?”
“E’ un lavoro sovvenzionato dal ministero coi soldi pubblici… quello della casa di produzione ha insistito per fare le cose bene, come si fanno di solito”
“Mh-mh”
“Alla riunione questo della casa di produzione si è presentato con la sua bella cassetta coi casting fatti, in teoria doveva esserci LUI- come lo chiamano lì, invece c’era il suo assistente. Quando hanno cominciato a parlare della protagonista si sono sentiti fare nome e cognome di questa qui.
Quando il mio amico ha obiettato che se ne era sentito parlare nelle intercettazioni e non gli sembrava saggio usare proprio lei, l’assistente gli ha detto che LUI HA DETTO COSì E SI FA COSì. Fine della questione”
“pazzesco”
“Non lo chiamano neanche per nome, capito? Lo chiamano LUI. Fatto sta che questa qui è stata a dir poco imbarazzante anche da vestire: aveva una sesta di reggiseno e non riuscivano a tenerle la scollatura chiusa… guarda, ti giuro, mi fa schifo…”
“.., beh… se ti ricordi anche quando dovevamo girare davanti al portone di quell’appartamento non l’abbiamo potuto fare perché era il posto nascosto dove si portava le tizie e doveva trombarsi una giusto in quei giorni…”
“Ma chi l’ha votato?”
Ciao a tutte.
Scusate se posto un commento un po’ off topic. Siccome da quel che leggo nei vostri post vi occupate spesso di tv sessista volevo segnalarvi una pubblicità che da poco trasmessa mi ha fatto venire il votastomaco. Io non seguo lo sport, comunque so che le donne nello sport sono comunque svantaggiate e considerate per qualità estetiche e in relazione all’attrazione verso l’altro sesso + che alla qualità (io la chiamo dipendenza dall’uomo e i suoi giudizi, che la società ci impone anche oggi). Vengo al punto. oggi ho visto un avviso di un torneo femminile di tennis. C’erano dei virili David, tra cui uno che diceva “anvedi che cosce!”.
Io mi sono sentita profondamente offesa. E mi sono chiesta, perchè per pubblicizzare i tornei di calcio o sportivi in generale non si vedono ragazzine che sbavano?
Questa volgarità contro le donne io la categorizzo in un solo termine: cultura dello stupro. Spesso molte donne purtroppo non possono nemmeno uscire di casa con una gonna più corta perchè volano suoni di clacson, battute volgari eccecc…ma è ncessario alimentare questa becera cultura(che poi a noi donne ci da tanto faastidio)?
Rosa, ci dici in che città l’hai visto? E di che torneo si trattava? In questo modo lo fotografiamo e lo mettiamo in rete
Valentina…Real lui…
Cara Flavia… che fare? Noi nel nostro piccolo resistiamo…
Ciao a tutte.. scusate l’intrusione, ma a proposito di spot non so se vi è già capitato di vedere questo.. http://www.youtube.com/watch?v=qLmOEhEK6LY che oltre ad essere orribile mi suona pure da.. mmmm come dire, propaganda politica… :-/
L’ho visto: posso provare a contattare i creativi dello spot e chiedere come mai hanno deciso di perseguire questa strada.
Appena ho risposte vi faccio sapere.
Flavia, l’ho visto in tv su Mediaset tre giorni fa. Era un torneo di tennis
in materia di pubblicità sessiste cmq oggi ne ho vista un altra: Quella della scopa colombina, dove marito e figli se ne stanno comodi in poltrona a giocare come fossero sulle giostre mentre la moglie fa le pulizie di casa. ho cominciato a pensare che molti mariti non aiutano in casa xke nn viene insegnat una cultura simile.
Rosa, come sempre mi sento di spezzare una lancia a favore dei creativi che si trovano a ideare a campagna: spesso ti vengono imposti dei codici che tu vorresti sovvertire ma il cliente ti chiede di lasciarli così.
E’ molto frequente che questi spot vengano testati e fatti vedere a donne campione che commentano e fanno cambiare le scene prima che vengano girate.
Sono dei canoni comuni che purtroppo ricorrono della decodifica facile di una narrazione.
Bisogna cambiare radicalmente le cose: sensibilizzare i clienti a non avere paura della novità, sensibilizzare il pubblico a richiedere immagini femminili meno stereotipate, e – lo dico sinceramente- lasciar lavorare i creativi. Spesso sono persone capaci a cui vengono tarpate le ali.
IO stessa una volta mi sono trovata a proporre uno spot dove una donna torna a casa e trova il marito che, rientrato prima di lei, si sta occupando dei bambini.
Il commento delle donne presenti al test è stato “figurarsi, ma dove vive questa!”
…
Insomma: un po’ ci fanno male gli altri, un po’ ce ne facciamo da sole.
Posso farti una domanda,Valentina?Ma negli altri Paesi europei com’è rappresentata la donna?
Indubbiamente in modo meno offensivo che da noi.
So ad esempio che in germania si fa tantissima attenzione a come si ritrae il ruolo della donna. Ad esempio anche nei telegiornali le giornaliste non hanno alcun eccesso di trucco. E’ tutto molto più paritario. Poi per carità: ci sono delle pubblicità molto sessiste, tipo quelle delle birre o dei deodoranti, ma sono sempre “scusate” dal forte alone di ironia. Diciamo che sono delle categorie a parte.
In genere ho la sensazione che- soprattutto per quel che riguarda la tv in genere, più che la pubblicità, all’estero ci sia più attenzione a non essere volgari.
Voi dire,allora,che all’Intermot di Colonia non ci sono le pulzelle distese su performantissime Ducati da pista che provocano tempeste ormonali degne di nota?Vuoi dire che,diversamente da come ho visto io,non viene reclamizzata una nota marca di apparecchiature odontoiatriche avvalendosi delle forme gentili e succintamente vestite di una “velina”?;-)
Io ho ospitato per un mese una ragazza polacca a Roma. Lei era allibita dalla nostra televisione. Sicuramente pubblicità e trasmissioni sessiste esistono anche altrove, ma in Italia rappresenta la norma, più che un’antipatica eccezione.
Delia, Non dico che non ci siano scosciate in giro, per carità.
Ma un mio amico fidanzato con una tedesca mi ha raccontato nel dettaglio come sia diversa la tv tedesca dalla nostra.
Casi di scosciamento ce ne sono, ma in percentuale assolutamente minore.
La fidanzata stessa, una volta venuta in italia, è rimasta allibita nel vedere le nostre trasmissioni.
Io, ad esempio, abito in Belgio da più di un anno; tutto è radicalmente diverso in questo senso: in strada non trovi cartelloni con donne mezze nude, in televisione c’è spazio per donne diversissime tra loro (come nella realtà insomma…), balletti pornografici non sono proprio di casa, telegiornaliste anche francamente brutte; insomma, veramente un altro mondo sotto questo punto di vista…
Io mi trovo attualmente in Germania, e confermo l’impressione di MadameBovary.
BEh, ottimo. Mi sembra di capire che la sensazione assolutamente sessista della tv italiana sia corretta.
Grazie a Silent e a MadameBovary per le loro testimonianze.
Non so cosa si possa fare per cominciare a cambiare le cose… forse avere più donne ai posti di comando?
: )
Il problema, Valentina, è che spesso e volentieri, come hai notato tu stessa, sono proprio le donne a darsi la zappa sui piedi. Io mi sono trovata più volte a discutere proprio con donne su argomenti di questo tipo, e mi sono trovata spesso a ricevere l’appellativo di “moralista”, “bacchettona”, e attenzione, “maschilista” (”perché non ammetti che una donna possa avere il diritto di fare carriera come le pare e piace”). Più volte ho avuto l’impressione, totalmente demoralizzante, di star combattendo una battaglia già persa in partenza. Cosa fare? Sinceramente non ne ho idea. Sicuramente un po’ a tutti farebbe bene un bel giro in altri paesi, proprio per toccare con mano la differenza. Noi possiamo solo continuare a insistere sul fatto che è possibile avere un’immagine della donna differente.
Penso che chi ha figli e specialmente figlie abbia il dovere di insegnare a non usare a fini “commerciali” il proprio corpo.
Delia. secondo me già questo ragionamento è sessista: “soprattutto chi ha figlie femmine”. No, non voglio che si passi sempre per il gruppo debole o in pericolo.
L’educazione a un comportamento civile passa da entrambi i sessi in egual misura.
Anche i maschi devono capire che lo sfruttamento commerciale dell’immagine femminile è sbagliata.
Ho ricevuto in questi giorni una petizione da firmare contro le pubblicità di questo tipo.
Credo che Flavia Amabile la pubblicherà tra poco su questo sito.
Vi abbraccio.
: )
Anche io ritengo importante, anzi indispensabile, far passare il messaggio a entrambi i sessi! Più volte mi è capitato di sentire che una donna che vende il proprio corpo è deplorevole, ma comprare un calendario, per un maschio, è umano. Forse sarebbe bene che questi maschietti sbavanti cominciassero ad usare anche la testa.
p.s. Attendo con interesse la petizione







2010