Sorelle d'Italia

Dopo la sposa cadavere, ci dobbiamo aspettare la vedova nera?

Organizzare un tour in autostop è da considerare “arte”? Salire su camion, tir e macchine di perfetti sconosciuti è più emozionante del solito viaggio in treno o in aereo? Facciamo un passo indietro con la memoria e ricordiamoci della tragica fine della performer milanese Pippa Bacca, che aveva deciso di attraversare, vestita in abito da sposa, undici paesi vittime di conflitti:  scopo del viaggio era quello di portare messaggi di pace e mostrare la fiducia verso il prossimo. Fiducia che non è stata ricambiata, evidentemente. E’ salita sul camion sbagliato, con un guidatore sbagliato. Violentata, uccisa e coperta di rami e terra per nascondere il cadavere.

Ora, una giovane turca di 33 anni, Bingol Elmas, vuole proseguire il percorso dell’artista italiana: non in abito bianco, bensì vestita di nero, in segno di lutto, e il documentario diventerà un film di 55 minuti dal titolo “Lettera a Pippa”. Io non lo so perchè la storia e le esperienze degli altri non riescano mai ad insegnare niente. Sarà ingenuità, sarà voglia di esprimersi liberamente, sarà incoscienza, ma davvero poi mi viene da pensare “Se le vanno a cercare”.

Alla domanda “Nessuno le ha detto qualcosa di sconveniente?”, Bingol Elmas ha risposto: “Lungo la strada alcuni pensavano che fossi una passeggiatrice, o la polizia, oppure una spia. Altri, invece, mi credevano semplicemente pazza”. Appunto.


16 aprile 2009
18:48, giovedì
LaVyrtuosa
Filed under : Esteri
Tags: , , , , , , ,

Related:

Commenti : 106
 
106 commenti

(#) Quello che disse Dopo la sposa cadavere, ci dobbiamo aspettare le vedova nera …

giovedì 16 aprile 2009 alle 23:08

1

[...] Read the rest here: Dopo la sposa cadavere, ci dobbiamo aspettare le vedova nera … [...]

(#) Quello che disse seralf

venerdì 17 aprile 2009 alle 01:22

2

la prossima girerà nuda in afganistan, magari con un bersaglio dipinto sulla pancia.
E poi giù di telegionali con gente che piange: perdonatemi il cinismo ma francamente la gente sarebbe pure ora che dedicasse altrettante energie ad attività utili a qualcuno artistiche o meno.
io sono veramene allibito dal clima di rincoglionimento generale

(#) Quello che disse balira

venerdì 17 aprile 2009 alle 07:27

3

sulla stessa scia, il prossimo post sarà “quelle che girano con la minigonna se la vanno a cercare”. complimenti davvero per queste tesi estremamente femministe e progressiste… sembra di sentire parlare mio padre. smetto di leggervi, vah!

(#) Quello che disse Dopo la sposa cadavere, ci dobbiamo aspettare la vedova nera …

venerdì 17 aprile 2009 alle 08:39

4

[...] Excerpt from:  Dopo la sposa cadavere, ci dobbiamo aspettare la vedova nera … [...]

(#) Quello che disse Silent

venerdì 17 aprile 2009 alle 08:45

5

Partendo dal presupposto che è vero che in linea teorica ogni donna dovrebbe avere il diritto di girare in minigonna, è anche vero che realisticamente è anche normale avere paura di girare da sola in minigonna in un quartiere malfamato in piena notte. Io evito di farlo, non perché altrimenti il mio potenziale stupratore sarebbe giustificato (niente di più lontanto dal mio punto di vista), ma perché CI TENGO ALLA MIA PELLE E ALLA MIA VITA.

Altrettanto, penso che in linea teorica dovrei avere il diritto di lasciare la porta di casa mia aperta, perché le persone dovrebbero sapere che rubare è sbagliato: non lo faccio perché ho buon senso.

Fare l’autostop da sola è estremamente pericoloso. Si sa. Non c’è messaggio “artistico” che possa essere più importante di badare alla propria vita. Poi ovvio, ognuno è e continuerà ad essere libero di fare come crede.

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

venerdì 17 aprile 2009 alle 08:57

6

@seralf: esatto, c’è un clima di rincoglionimento generale. E mi sa che abbiamo anche già intrapreso la via del non ritorno…
@Balira: non mi sembra di aver correlato l’abbigliamento con l’atto “artistico” in questione. Si tratta semplicemente di buon senso. Se si vuole fare i trasgressivi a tutti i costi, perchè magari non si riesce a sfondare con altre capacità, liberissime di farlo. Ma poi i media dovrebbero letteralmente ignorare le scomparse o le uccisioni e non mandare in onda le interviste ai parenti che “incitano” all’autostop. Non viviamo nel mondo dei balocchi, è ora di ricordarselo.
@Silent: pienamente d’accordo. Non è questione di creare allarmismi o fare del terrorismo psicologico, ma è necessario essere consapevoli dei rischi che si corrono e di cercare di evitare situazioni di possibile pericolo. E’ solo un accorgimento per tutelare la propria vita.

(#) Quello che disse balira

venerdì 17 aprile 2009 alle 10:16

7

veramente nell’articolo si dice che l’artista è seguita da un team di cinque persone e che ha sempre su di sé un dispositivo gps.
non entro nel merito del valore artistico della performance, solo non avrei mai pensato che su un blog che si chiama “sorelle d’italia” avrei letto il famigerato “se l’è andata a cercare”.
dare dalla pazza ad una donna che cerca di rompere un tabù e, facendo questo, di ricordare un’altra donna morta per la mano violenta di un uomo mi sembra scorretto moralmente, soprattutto se questo appellativo viene da un’altra donna.
io non giro in minigonna, né di giorno né di notte, ma vorrei lo stesso che qualcuno si premurasse ancora di ricordare che posso farlo, se voglio.
rifugiarsi nel buon senso in un mondo violento è sicuramente giusto. fare del buon senso il proprio motto e soprattutto giudicare gli altri con questo metro, mi sembra da pazzi. appunto.

(#) Quello che disse Silent

venerdì 17 aprile 2009 alle 11:14

8

@ Balira

Sì che puoi girare in minigonna alle 3 di notte per le strade buie isolate. Puoi anche giocare alla roulette russa ogni sera, per quanto mi riguarda. Basta essere consapevoli che si tratta di un comportamento ad alto rischio.

(#) Quello che disse antonella

venerdì 17 aprile 2009 alle 16:26

9

balira ha ragione, perché ragiona su un pensiero più elevato; come scrive Patrizia Cavalli ’sentirsi dire che la vita è crudele / è proprio una cosa da marciapiede’ e non si sentiva il bisogno di leggerlo anche qui, in un luogo dove si cerca di evitare – normalmente – quelle banalità e quei luoghi comuni che inchiodano le donne da secoli e le pongono sotto la protezione del maschio di turno.
Qualcosa mi dice che FikaSicula sarà d’accordo con balira…

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

venerdì 17 aprile 2009 alle 16:38

10

Io non ne farei proprio una questione così sessista: anche un uomo correrebbe dei rischi. Ripeto, a mio parere i pericoli ci sono ed è bene essere consapevoli delle scelte che si fanno. E poi ci sono i fenomeni emulativi che non sono prevedibili: questo mi preoccupa ancora di più.

(#) Quello che disse antonella

venerdì 17 aprile 2009 alle 16:51

11

Mi sembrava che il post, fin dal titolo, ponesse una questione di genere, ovvero i pericoli che corrono le donne nell’esporsi ad esperienze on the road, ma forse ho equivocato.
Se invece il nocciolo è ‘ci sono comportamenti pericolosi, non imitiamoli’, bè… allora possiamo parlare di Bungee Jumping, di sport estremi, di stati d’ebrezza, di droghe pesanti (ad libitum)
Era questo il senso?

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

venerdì 17 aprile 2009 alle 17:00

12

Il titolo l’ho scritto tenendo conto dell’abbigliamento delle due “viaggiatrici” (un titolo non fa il contenuto del post). Diciamo che quando ho letto la notizia di questa nuova performer turca che intendeva proseguire il percorso di Pippa Bacca, sono stata abbastanza sorpresa. Il nocciolo è proprio “ci sono comportamenti pericolosi, non imitiamoli”. E sono d’accordissimo con gli esempi che hai fatto: sport estremi, droghe… Ovvio che in questo caso specifico si tratta di donne, ma non era quello il punto. A me dispiace che ci scappi il morto, tutto qui.

(#) Quello che disse sara

venerdì 17 aprile 2009 alle 18:33

13

A me dispiace il “se lo è andata a cercare”. Certo che nel caso specifico si tratta di donne, è di questo che il blog tratta, no? Ma il “se lo è andata a cercare” mi lascia proprio senza parole, suona come una sconfitta… così ci condanniamo da sole. Smettiamo di cercare qualcosa per noi stesse e chiudiamoci in casa, così almeno saremo sicure che non ci accadrà niente di brutto: in fondo questo mondo è fatto per gli uomini.

(#) Quello che disse Silent

venerdì 17 aprile 2009 alle 19:55

14

Io non capisco cosa ci sia di bigotto e sessista nel dire che fare l’autostop da sola sia una condotta pericolosa. E non mi sembra neanche sorprendente dire che per una donna sia più facile essere stuprata, rispetto a un uomo.

“Se l’è cercata” è una frase terribile, è vero. Nessuno vorrebbe mai cercarsi una fine del genere. Eppure, nonostante il morto ci sia scappato, c’è comunque chi pensa che esporsi a un tale rischio sia qualcosa di positivo. Va bene, in questo caso ci sarà anche la troupe. Ma tutte le ragazze che penseranno si tratti di un atto eroico, da imitare? Non è certo facendo le “eroine” in questo modo che arriveremo ad una parità dei sessi.

(#) Quello che disse seralf

venerdì 17 aprile 2009 alle 21:09

15

ma suvvia, non è un problema di autostop o di minigonne, davero dobbiamo spenderci a difendere la libertà di proporre “arte” a dir poco mediocre e priva di significato ed utilità pratica, invece di investire tempo nelle battaglie importanti? mentre noi ci commuovevamo per “pippa bacca” molte donne dovevano vivere loro malgrado in contesti da incubo, da cui dificilmente avranno trovato la fuga. Bisogna recuperare la capacità di giudizio, di stabilire rapporti che mettano in realzione cose diverse ridando, soprattutto, valore a ciò che si fa o si dice. Qui non c’è nessun tipo di valore. Altrimenti le energie positive se ne andranno appresso a rivendicazioni sterili ed imbecilli.

(#) Quello che disse Giulia Blasi

venerdì 17 aprile 2009 alle 21:23

16

Effettivamente, anche io a leggere “Se l’è cercata” ho avuto un attimo di stringimento di gonadi.

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

venerdì 17 aprile 2009 alle 21:33

17

Io, comunque, non ho scritto “Se l’è cercata”, ma “se le vanno a cercare”… perché dopo la fine che ha fatto Pippa Bacca, trovo assurdo ripetere il suo gesto (che, comunque, non ho mai approvato sin dall’inizio). Se proprio sentono il desiderio di portare messaggi di pace, potrebbero trovare modi sicuramente meno rischiosi e più utili verso chi soffre e vive situazioni difficili.

(#) Quello che disse viscontessa

venerdì 17 aprile 2009 alle 23:47

18

E’ brutta Vyrtuosa, l’espressione “se la sono andata a cercare”, lasciatelo dire, è brutta, proprio brutta, qualcosa che non avrei voluto leggere in questo blog (che è un po’ anche casa mia) dove anche le parole e l’uso che se ne fa, sono oggetto di denuncia.
E’ brutta perchè è legata all’immagine della donna “facile” che poi si lamenta se l’uomo cede alle sue provocazioni, e in senso più ampio è brutta perchè se osare signica peccare di ingenuità, di incoscienza o peggio ancora essere pazzi, allora non ci sono davvero più speranze per l’umanità.
Non entro nel merito del tuo post. Non credo di averne compreso il significato perchè più di una critica alla forma d’arte scelta da Pippa, il tuo sembra un inno al buonsenso della rassegnazione, ma chi consapevolemte corre dei rischi nella speranza di andare a cercare un futuro migliore, non merita di essere bollato come uno che va a cercarsi rogne. E la sua morte non merita l’oblio mediatico perchè se cominciamo a parlare di quali siano le morti che meritano attenzione e quelle che vanno ignorate, ci infiliamo in un terremo impantanato dal quale non ne usciamo più.
Che poi alla fine me lo chiedo, ma tu quali ritieni siano le forme più efficaci di protesta, quelle più apprezzabili, sicure per la propria incolumità e ricche di buonsenso?

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 00:10

19

Io non ho letto nel discorso di LaVyrtuosa l’immagine della donna “facile” che poi si lamenta se l’uomo cede alle sue provocazioni, sinceramente.
Piuttosto, lei fa un discorso molto realistico: già una ragazza ha perso la vita, vogliamo perseverare su questa strada? Non è meglio impiegare le proprie energie su qualcosa di più costruttivo e meno pericoloso?

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 00:18

20

Evidentemente si, la ragazza che ha scelto consapevolmente di perseverare sulla stessa strada, evidentemente ha pensato di si. Qual’è il problema? quello di salvare una ragazza dai rischi che ha scelto, ripeto, consapevolmente di scegliere?
Vogliamo magari proporgli di fare invece un calendario nuda di protesta che non è pericoloso affatto ma, anzi, magari gli offre anche qualche opportunità di lavorare in televisione?
E poi Silent, io non me la sento di criticare chi fa qualcosa mentre io impiego il mio tempo a leggere per esempio questo post. Energie che sicuramente potrei impiegare per fare qualcosa di più costruttivo anche se è difficile dire cosa sia costruttivo e cosa meno.

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

sabato 18 aprile 2009 alle 00:21

21

Non sono una da mezzi termini: quello ho pensato appena ho letto la notizia e quello ho scritto nel post. La forma può essere condivisibile o meno, ma il contenuto è ben altro. Io vorrei vedervi a incitare vostra figlia a fare l’autostop, perché magari si è messa in testa che possa essere un modo originale nonchè utile per l’umanità.
Io ricordo ancora un’intervista alla madre di Pippa Bacca, che dopo il ritrovamento del corpo della figlia, continuava a sostenere che l’autostop fosse un modo sicuro di viaggiare e che non bisognava avere paura di salire in macchina di sconosciuti.

Le forme di protesta, per essere davvero efficaci, in genere non sono condotte attraverso metodi “legali” e sicuri. Ma questo parlando in generale e basandomi sui miei studi e sui casi di attualità. Nello specifico, credo che per mostrare la solidarietà verso chi soffre ed aiutare chi ha davvero bisogno, sia possibile attivarsi senza performance plateali che in fin dei conti non servono a niente, solo a soddisfare un proprio desiderio. E allora mi chiedo: questa gente (uomini o donne che siano) lo fa per aiutare gli altri, per mostrare quanto eroismo e coraggio ci sia nel loro animo o per cos’altro? I medici senza frontiere sono eroi, rischiano la propria vita per salvarne tante altre. E, nonostante i pericoli, fanno qualcosa concretamente. Ma è solo un esempio. Adottare un bambino a distanza, devolevere gli incassi di una mostra (dato che qui si parla di artiste) alle popolazioni in difficoltà, scrivere o cercare con altre forme di far conoscere realtà lontane da noi, che però ci coinvolgono in quanto abitanti della stessa terra. Forse saranno meno incisive (o meno appetibili per i media), ma sicuramente più efficaci.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 00:23

22

Ma infatti nessuno la sta frenando. Pensavo si potesse liberamente esprimere la propria opinione, senza passare per cinici o bigotti o quant’altro. Io proprio non vedo dove stia la protesta, comunque (così come non la vedo nel mostrare le tette su un calendario). Trasgressione e protesta non necessariamente coincidono. Anche impasticcarsi in discoteca può essere considerato come rompere un tabù, ma ne vale davvero la pena?

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 00:57

23

Vyrtuosa è sempre questo il problema, la gente dice e soprattutto scrive le cose peggiori perchè legge e una notizia e non vede l’ora di scrivere cosa ne pensa senza fermarsi neanche un attimo a rifletterci su, e la cosa peggiore è che di questa superficialità se ne fa anche vanto come se le mezze misure, e i mezzi termini, fossero una forma di vigliaccheria.
Difficile, partendo dal pressuposto che le mezze misure non esistono, da quello che tutto si possa rapportare sempre alla relazione madre figlia (molte altre forme di rapporti umani ci costringono quotidianamente a fare e subire scelte diverse) e da quello che ciò che non si comprende è sbagliato o inutile, portare avanti una discussione, L’unica cosa che, adeguandomi ad un linguaggio a te comprensibile, mi viene da dirti è che sei troppo giovane per capire certe cose e capirai più in qua quando ssarei cresciuta e avrai dei figli.
Lo so terribile, ma per stasera ormai andiamoce tutte in luoghi comuni.

Silent non facciamo confusione tra rompere un tabù e protestare. Un tabù lo si infrange la prima volta che si parla pubblicamente di argomenti dei quali fino a quel momento non si poteva neanche formulare un pensiero, ma affinchè un tabù infranto diventi socialmente accettabile di tempo ce ne vuole tanto e quasi sempre questo tempo lo si trascorre a protestare.
Pippa non voleva infrangere un tabù perchè alle donne l’anima era già stata riconosciuta qualche tempo fa, ma voleva protestare perchè questa anima gli venisse riconosciuta universalmente.
Ps impasticcarsi in discoteca non ignifica rompere un tabù e non lo si fa nella speranza di un futuro migliore per l’umanità, affermare che se i giovani che vanno in discoteca si drogassero con maggior regolarità, ne gioverebbe il loro stato di salute e il loro equilibrio mentale.

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

sabato 18 aprile 2009 alle 01:08

24

Allora Viscontessa mi metto da parte e lascio spazio alle quarantenni mature e piene di esperienze che io, umile giovincella, non posso neanche immaginare. Non pensavo di leggere un commento simile, proprio su Sorelle d’Italia. A questo punto è inutile far esprimere il parere a una ventenne. Ma si sa, in Italia funziona così, giusto? ;)
Credo sia scontato che una 23enne non possa mettersi in competizione con una 40enne, però dirlo in questo modo è un po’ come nascondersi dietro un dito.
Per quanto riguarda i miei modi di esprimermi e di ragionare (che non sono dettati dall’impulsività), ti posso assicurare che un anno (Pippa Bacca è morta esattamente un anno fa) è abbastanza per riflettere su un fatto del genere: io la mia opinione me l’ero già fatta e questa nuova notizia mi ha solo rinfrescato la memoria.

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 01:15

25

La cosa peggiore, Vyrtuosa, è che io non avrei mai pensato di scrivere un commento del genere (e infatti non l’avevo mai fatto), men che mai su un sito come sorelle d’italia dove però, per amor del vero, non averei mai neanche pensato di leggere che una donna morta per una causa condivisibile anche se portata avanti con mezzi un po’ singolari, tutto sommato se l’è cercata.
Ma tant’è.

(#) Quello che disse Susi

sabato 18 aprile 2009 alle 10:53

26

Quindi bisogna approvare ogni tipo di protesta, poichè la causa è condivisibile, anche se il modo in cui è portata avanti sembra controproducente, dannoso, inutile, altrimenti si passa per bigotti e sessisti, inconsapevoli, per di più?
Forse è perchè sono giovane anche io, in fondo ho 27 anni e non ho figli, ma penso che faccia più danno un modo di protestare inutile piuttosto che una critica a tale modo.

Giorni fa al telegiornale ho sentito che le studentesse francesi hanno istituito una giornata in cui tutte indossano la gonna, come protesta contro gli stupri: mi sembra molto più efficace, sensata e costruttiva, soprattutto mi sembra un messaggio che può essere compreso dai potenziali destinatari.

Inoltre, ma forse è sempre dovuto alla mia inesperienza, non credo affatto che la frase infelice del post, e oggetto di tante polemiche, fosse intesa in un senso sessista: a me sembra chiaramente un dire che una persona che si mette a fare l’autostop, da sola, in regioni così pericolose, ragionevolmente non può aspettarsi qualcosa di diverso, ma non perchè è una donna facile, provocante, stupida, o quant’altro, semplicemente perchè si sono messe in una situazione ad altissimo rischio.
E credo che valga anche per un uomo, sebbene in modalità diverse.

E se invece di scrivere “se la sono andata a cercare”, avesse scritto che non condivide e trova assurdo un comportamento del genere, sarebbe andato tutto bene?

A volte questo genere di polemiche tra persone che tutto sommato dovrebbero condividere una stessa causa mi fanno cadere le braccia.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 12:02

27

Susi, sono d’accordo al 100% con te (forse perché di anni ne ho 26? :) ).
Secondo me l’equivoco con Viscontessa nasce proprio dal fatto che una miriade di volte l’espressione “se l’è andata a cercare” viene utilizzata in senso sessista (il caso emblematico della ragazza che viene violentata perché provocante, appunto). Sicuramente “se l’è andata a cercare” non è un’espressione felice in nessun contesto. Però mi sembra chiaro che il significato che voleva attribuirgli LaVyrtuosa è ben lontano dal sessismo o dal bigottismo (se fosse stato un uomo a mettersi in una situazione davvero rischiosa, a seguito di un’altra morte, sarebbe stata la stessa identica cosa).
Ognuno è libero di protestare per il motivo che vuole, come vuole. Altrettanta libertà però deve esserci nel poter dire che una data protesta è inutile, controproducente e pericolosa.

(#) Quello che disse maria sung

sabato 18 aprile 2009 alle 13:08

28

Non conoscevo la storia di Pippa Bacca. E’ la nipote di Piero Manzoni, e come lui è morta all’improvviso a 33 anni. Lui di infarto nello studio, lei durante una performance. La mamma di lei è la sorella di lui: mi immagino, quindi, una persona capace di guardare un po’ più in là del buonsenso del “se fai una cosa pericolosa te la vai a cercare”. Questo è un pensiero legittimo, ma è il pensiero del quieto vivere, che abbiamo tutti, chi più chi meno. Resta il fatto che il quieto vivere è il contrario del cambiamento.

(#) Quello che disse MadameBovary

sabato 18 aprile 2009 alle 13:15

29

Anche io di anni ne ho 26 ma sono d’accordo al 100% con Viscontessa. Ho riletto questo post 5 volte prima di essere sicura di averne capito il senso che, ahimé, è realmente racchiuso in quel generale quanto banale “se le vanno a cercare”.
Non capisco, oltretutto, il senso di questo post alla luce del fatto che l’articolo che linki dice chiaramente che “c’è la troupe di Arte, cinque persone, in maggioranza donne” e che “ha comunque attaccato a sé un sistema satellitare GPS, in grado di rilevare in qualsiasi momento la sua posizione esatta quando è separata dal team che l’accompagna”. Mi sembra piuttosto gratuito.

(#) Quello che disse maria sung

sabato 18 aprile 2009 alle 13:16

30

Dopo aver letto l’intervista, mi sembra che l’artista turca che la vuole ricordare sia tutt’altro che pazza.

(#) Quello che disse MadameBovary

sabato 18 aprile 2009 alle 13:48

31

Non vi rendete conto, oltretutto, giovincelle :) , di quanto è insidioso un ragionamento simile. Sì, sono pericolosi gli sport estremi, sono pericolose le droghe, sono cose pericolose per gli uomini e per le donne; sono cose che hanno a che vedere con il corpo umano. Un uomo che fa l’autostopo si espone, verosimilmente, ad un pericolo estremamente minore. Dare per assodato, invece, che gli uomini sono pericolosi e che la nostra libertà vada per questo limitata a causa del “pericolo uomo” ci rende ancora più esposte. Come, trent’anni fa, mia madre si esponeva ad un pericolo camminando la notte per strada insieme ad altre donne per conquistare dei diritti, mentre la notte apparteneva solo agli uomini. Ora, grazie alle battaglie fatte da quelle “pazze” delle nostre mamme, possiamo uscire per strada la notte. Ora, grazie alle battaglie fatte dalle nostre madri, possiamo uscire con un ragazzo, baciarlo e tornare a casa. Senza che sia più vincolante “mettere in moto” un “pericoloso” uomo. Non vi adagiate; la nostra libertà va ribadita ogni giorno, perché è facile tornare indietro (folle è non rendersene conto proprio in questo momento storico, in Italia); perché c’è ancora moltissima strada da fare.
E ripeto, mi sembra strano che tu non abbia letto tutto l’articolo, dove si evince che l’artista sia tutt’altro che pazza dato che, oltretutto, non gira sola. Non voglio insinuare che tu abbia deliberatamente ignorato quella parte dell’articolo per dare un senso a questo post. O forse sì.

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

sabato 18 aprile 2009 alle 13:53

32

Avrei dovuto fare un copia-incolla dall’articolo di repubblica? Se ho messo il link è proprio per dare modo a tutti di leggere l’intervista a Bingol Elmas…

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 14:05

33

Non capisco come l’essere nipoti di Piero Manzoni (eh sì, all’improvviso lo conoscono tutti) possa significare saper andare oltre il semplice buon senso.
Sono una persona che per indole si allontana spesso e volentieri dal “quieto vivere”. Mi piacciono i cambiamenti, mi piacciono le sfide ai luoghi comuni. Tuttavia, faccio molta fatica a comprendere dove stia il cambiamento nel farsi un viaggio in autostop e rimetterci la vita.
Meno che mai capisco il messaggio del rifarsi il giro in autostop con tanto di troupe e GPS (anzi, ora lo dico con la sicurezza di attirarmi addosso accuse di qualunquismo e supeficialità: lo trovo di un macabro pessimo gusto).

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 14:06

34

Bigotti e sessisti sono due termini che io non ho mai usato e che francamente non vedo neanche cosa c’entrino con il mio commento a meno che qualcuno, evidentemente con la coda di paglia, ritenga che il proprio modo di ragionare rasenti il limite del pregiudizio.
Come di pregiudizio si tratta anche dare soltanto per scontato che Pippa non fosse consapevole dei rischi che correva. Qualcuno pensa davvero che pippa non avesse messo in conto la fine che avrebbe fatto?
E non dico queste cose perchè di anni ne ho 44 e ho una figlia, anzi probabilmente quando di anni ne avevo meno e non dovevo fare i conti con le responsabilità genitoriali, avrei mandato a fanculo chiunque mi avesse parlato di buonsenso.
Ma speravo che proprio appellandomi al luogo comune secondo il quale la saggezza è proporzionale all’età (e fortunatamente non è così) qualcuno riuscisse a capire che i pregiudizi e i luoghi comuni sono i peggiori nemici del progresso sociale.
Se Rosa Parks nel ‘55, contro ogni regola dettata dal buonsenso, non si fosse rifiutata di lasciare il suo posto in autobus ad un bianco, non so se oggi gli Stati Uniti avrebbero un Presidente di colore.
Eppure allora, la sua forma di protesta era apparsa inutile, stravagante e pericolosa.
Questo tanto perchè sia chiaro che non difendo la libertà delle donne di di protestare come meglio credono, ma quella di tutto il genere umano di ribellarsi, protestare, attirare l’attenzione, mettersi in mostra e rischiare sulla propria pelle, per difendere il diritto di uguaglianza tra esseri umani.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 14:15

35

Il problema, Madame Bovary, è che giorno dopo giorno ognuna di noi combatte le sue personali battaglie per tenersi stretta la propria libertà: al lavoro, a casa, per strada. Il motivo per cui le donne ora possono uscire la sera da sole è perché grazie a dio (quasi) nessuno darà loro l’appellativo di “zoccola”, come poteva avvenire qualche decennio fa. Questo però è ben diverso dal dire che uscire da sole la notte sia sempre e ovunque sicuro, come lo è per un uomo.

Riguardo a Bingol Elmas: è vero, non si espone ad un rischio altrettanto alto, ma il messaggio potrebbe essere altrettanto fuorviante (”ragazze, iniziate a girare in autostop, per rimarcare che siete libere”), visto che da nessuna parte ci si sente la responsabilità di sottolineare che il comportamento di Pippa era davvero ad alto, altissimo rischio.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 14:25

36

Perfetto: il messaggio di Rosa Barks ci ha portato ad avere un presidente statunitense nero.

Il messaggio di Pippa Bacca ci ha / avrebbe portato a….. ????

Io davvero non vedo la differenza tra rimarcare la propria “libertà” nel chiedere passaggi a potenziali stupratori e giocare alla roulette russa. E’ facile dire “wow, che figata” semplicemente perché si tratta di un atto fuori dagli schemi. Il bello è che la maggior parte delle persone che elogiano il coraggio di Pippa Bacca non farebbero mai entrare dentro casa loro un estraneo che bussa alla loro porta. Questo significa non essere persone libere?

(#) Quello che disse MadameBovary

sabato 18 aprile 2009 alle 14:25

37

Certo che Pippa Bacca era consapevole dei rischi che correva! Rischi che aveva già corso in passato nei suoi viaggi in autostop in Europa ed in America centrale.
Mi piacerebbe se leggeste questa splendida intervista alla compagna di viaggio di Pippa: http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/turchia-sposa-scomparsa/intervista-giulia/intervista-giulia.html

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 14:27

38

No Silent, il messaggio lanciato da Bengol Elmas potrebbe essere “ragazze, iniziate a girare in autostop per protestare contro una libertà femminile solo apparentemente tale” e non mi pare che questo genere di messaggio sia fuorviante rispetto alla causa.
Rimarcare una libertà, effettivamente, sa tanto di sfida al buonsenso piuttosto che di sfida ad una mentalità.
Fare qualcosa solo perchè si ha il teorico diritto di farla, è ben diverso dal farla per richiamare l’attenzione sul fatto che quel diritto è solo teorico.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 14:33

39

Viscontessa, sarebbe un bellissimo messaggio, se il solo fatto che tutte le ragazze inziassero a girare in autostop fermasse i malintenzionati. E’ che ho difficoltà a credere che lo stupro e omicidio di Pippa Bacca sia stato un fatto “culturale” piuttosto che legato ad una mente malata. Su questo ovviamente, potrei sbagliarmi.

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 14:45

40

Silent ci sono voluti quasi cinquant’anni e molti altri personaggi che “se la sono andata a cercare” per arrivare oggi ad avere un presidente nero. Forse il gesto di Pippa non porterà a niente ma questo non possiamo ancora saperlo come sicuramente non poteva neanche immaginare la signora Parks che al suo piccolo gesto di ribellione, si attribuisse simbolicamente la data di inizio della protesta nera negli Stati Uniti.
E poi Silent per cortesia, mettiamo da parte una volta per tutte i luoghi comuni, le generalizzazioni, le considerazione da “signora mia”: che la maggior parte delle persone che appoggiano il gesto di pippa non farebbero neanche entrare in casa propria un estraneo, è una tua considerazione generalista e qualunquista. Continuare a ragionare di argomenti che riguardano tutti in termini individualistici (nel mio piccolo, ognuno di noi, casa mia, tua figlia e via dicendo) non ha senso.
Non tutto si risolve portando avanti solo le piccole battaglie personali, anzi, i cambiamenti sociali più importanti sono avvenuti proprio perchè qualcuno ha rinunciato al suo piccolo, per offrirlo alla causa.

(#) Quello che disse MadameBovary

sabato 18 aprile 2009 alle 14:48

41

E, per chi conosce il francese, sarebbe molto interessante leggere quest’altro articolo. Articolo che testimonia come la morte di Pippa Bacca abbia portato alla ribalta il dibattito sullo stupro nei media turchi. Paese dove, fino al 2004, la violenza era riparabile col matrimonio.
http://www.rue89.com/paristanbul/en-turquie-le-meurtre-de-pippa-bacca-relance-le-debat-sur-le-viol

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 14:52

42

Certo, se uno dice una cosa realistica è per forza un discorso da “signora mia”. Adesso dimmi che la maggior parte delle tue conoscenze lascia spalancata la porta di casa propria quando esce, e ammette ben volentieri degli estranei dentro casa, perché è una cifra libbbera.

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 14:52

43

Silent semplifichi troppo le cose, la relazione causa effetto non è sempre così immediata soprattutto quando si affrontano certi argomenti.
Le ragazze che girano in autostop non fermano i malintenzionati, ovvio, ma da cosa nasce cosa, dalla morte di pippa nascono queste discussioni e poi il desiderio di un’altra ragazza di ripetere la stessa esperienza E poi magari dopo di lei ne verranno altre e altre ancora e qualcuna ci rimetterà le penne e a qualcuna succederà qualcosa di brutto ma potresti in coscienza affermare con sicurezza che il gesto di Pippa non è servito a niente e soprattutto non servirà mai a niente?
Ecco, a me piace pensare che, Pippa o meno, guardare un po’ oltre l’immediato, il personale, la ragionevolezza imposta dai tempi e dalle condizioni, sia l’unico modo per cambiare le cose.

(#) Quello che disse slavina

sabato 18 aprile 2009 alle 14:53

44

mi dispiace molto aggiungere un commento a questo post che avrei voluto svanisse nel nulla, ma visto che mi sembra che l’autrice non capisca il nodo della questione ci provo pure io a spiegare perche’ e’ pesante, pesantissimo, quasi insopportabile leggere su queste pagine un *se la vanno a cercare*.
non credo sia interessante discutere sul merito artistico della performance – dico solo che un sacco di gente ha fatto cazzate molto piu’ prive di significato e di coraggio.
a me, che non mi sento piu’ tanto giovane ma non ho nemmeno i 40 anni dell’autorevolezza, e’ capitato molto spesso, nella vita, di trovarmi in situazioni pericolose. di quelle che se eri femmina era meglio evitare. di quelle che *me la andavo a cercare*. di quelle che invece, per indole o ideologia, non potevo proprio evitare di starci.
era una necessita’ esistenziale, prima che un imperativo etico o una forma di conoscere la realta’ – sorpassando i limiti consigliati dal buonsenso. ero pazza pure io? io non mi sentivo pazza per niente, mi sembravano molto piu’ fuori di testa quelle che camminavano solo su strade conosciute, illuminate e magari accompagnate da qualche maschio perche’ poverenoi la citta’ e’ na giungla, signoramia.
le suffragette, quando all’inizio del secolo facevano lo sciopero della fame per avere diritto al voto, a volte morivano. pure loro se la cercavano, ma se non avessero rischiato sulla loro pelle probabilmente nessuno le avrebbe ascoltate.
a me non piacciono gli eroi ne’ tantomeno i martiri, pero’ penso che a volte il rischio e’ parte essenziale del gioco della vita. del progresso, del cambiamento, come diceva qualcun’altr@.
e chi si assume il rischio merita rispetto, anche se non si condivide la sua scelta. non e’ questione di polically correct, e’ questione di prospettive. chi rischia oggi ci apre delle strade domani.
per questo trovo desolante che una ragazza che si autodefinisce giovane parli di questa storia dolorosa come avrebbe fatto mia nonna, che veniva dal paese e non era *sorella* di nessuno, pace all’anima sua.

(#) Quello che disse Giulia Blasi

sabato 18 aprile 2009 alle 14:55

45

Mi ci metto solo per dire che non è questione di ventenni-quarantenni. Anche perché “Se la sono andata a cercare” è un “Signoramia queste ragazze d’oggi” che mi aspetterei più da una signora matura, che da una ragazza che mette in discussione la realtà che la circonda.

E’ chiaro che ci sono comportamenti a rischio. A me dispiace tornare sempre sullo stesso argomento, ma se Franca Viola non avesse detto “no” a Filippo Melodia, forse ora lo stupro in Italia sarebbe ancora riparabile col matrimonio. Forse sarebbe ancora un reato contro la morale, e non contro la persona.

Tutte le donne che sfidano lo status quo, adottando comportamenti che per un uomo fanno a malapena notizia, sono da incoraggiare, piuttosto che da liquidare con uno sprezzante “Se la sono andata a cercare”. Che bypassa completamente il merito e il significato del gesto, invalidandolo.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 15:08

46

Mi piacerebbe pensare che il rimetterci le penne non fosse finalizzato alla “libertà di assumere un comportamento rischioso come fare l’autostop da sola”. Il punto è che ben vengano le Rosa Parks, ben vengano le Franca Viola, ben vengano tutte le donne che di giorno in giorno continuano a far fronte a ingiustizie e soprusi. Il matrimonio riparatore dopo lo stupro era un fatto culturale, riprovevole, da abbattare. Il sapere che non sempre, non in tutti i casi, ci si possa fidare del prossimo, è davvero riprovevole, o è soltanto una risposta molto sana a come va il mondo? Il messaggio dovrebbe essere “donne, siate libere ma tenete gli occhi aperti”, non “fidatevi del prossimo incondizionatamente”.

(#) Quello che disse seralf

sabato 18 aprile 2009 alle 15:10

47

scusate se re-intervengo, ma trovandomi spesso a leggere qui (quasi sempre condividendo, a volte un po’ meno) mi viene voglia di contribuire al dibattito.
Forse ho frainteso il senso del post, ma non mi pare che l’obiettivo fosse proporre il solito e insopportabile motto “se l’è cercata”: a me pare che contenesse una riflessione di buon senso. L’iniziativa è innanzitutto più che biasimabile a livello artistico: non vedo perchè questo aspetto debba passare in secondo piano rispetto al tema che pretendenderebbe di trattare, che se si tratta un tema nobile con mezzi discutibili il rischio è per l’appunto di fare un danno alla causa. Riguardo alla storia delle minigonne io trovo che ci sia una differenza immane qui: è ovvio che la persona possa scegliere liberamente e con cognizione di causa se rischiare o meno, un po’ meno ovvio mi pare star qui a discuterne: non c’è niente di eroico nel gesto, preferisco semmai parlare di gente che ha rischiato la pelle partendo da condizioni di discrimanzione dalle quali poteva sottrarsi. A mio avviso calarsi dentro un contesto “pericoloso” solo per dimostrare qualcosa è una perdita di tempo, oltre che una sorta di atto ingeneroso verso chi a fatica tenta magari di tirarsene fuori, non avendo alternative. Io credo che la riflessione muovesse in questa direzione, o almeno come tale l’ho presa ed interpretata, nonchè condivisa. Sennò passeremo (scusate se mi ci metto ma il tema mi sembra appartenere un po’ anche a me, pure essendo maschietto) la vita a concentrarci sulle minigonne, come se il problema fosse solo quello.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 15:14

48

Credo che l’ultima volta in cui si sia parlato di minigonne fosse 32 commenti fa.

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 15:16

49

Silent, siamo ancora lì, cosa c’entrano le mie conoscenze personali? se ti dicessi che la mia porta o quella dei miei conoscenti è sempre aperta cambierebbe qualcosa? diventerei più credibile? mi daresti ragione? mi guadagnerei l’autorevolezza per sostenere la mia tesi?
E’ questa l’unità di misura da adottare per valutare le opinioni altrui? Vogliamo stabilire dei parametri di credibilità sulla base della condizione personale di ciascuno di noi? Vogliamo tornare ad affermare che sulla base di questi parametri la mia opinione conta di più perchè sono più vecchia o che non sono credibile perchè non si può difendere l’altrui coraggio di osare se non si ha il coraggio di fare altrettanto?

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 15:24

50

Viscontessa, scusami cara, se scendessi per un istante dal piedistallo, scopriresti che le tue conoscenze personali non c’entrano affatto, era un “tu” per dire “tu” generico, per indicare le conoscenze mie, tue, di giuliablasi e di pippobaudo, nel senso che mi sembra evidente che nell’anno 2009 la gente solitamente chiuda la porta di casa con la serratura. E ti dirò di più. FA BENE. E’ sano. E’ adattivo. Se dobbiamo rimetterci le penne, cerchiamo di rimettercele solo e quando serve.

(#) Quello che disse Giulia Blasi

sabato 18 aprile 2009 alle 15:26

51

seralf, per una volta non siamo d’accordo (capita una volta ogni cent’anni, sfruttiamola :D ): a me il post mi pare si concentrasse poco sul valore intrinseco dell’”opera”, ma parecchio sul “ma guarda ’ste sceme che per dimostrare chissà che si mettono in pericolo”. E’ che Pippa Bacca e Bingol Elmas dimostrano (una col sacrificio, l’altra prendendosi critiche a destra e a manca) che un gesto normale come girare il mondo da sole, per una donna, è impossibile da compiere senza gravi rischi. Per essere al sicuro bisogna mantenersi entro cordoni, luoghi protetti, non uscire dalle gabbie del conosciuto. Questo soltanto dovrebbe farci riflettere: perché io non posso fare quello che Chris McCandless ha fatto tranquillamente, crepando poi per aver mangiato la bacca sbagliata e non certo perché un camionista assassino lo avesse violentato e ucciso? Perché se lo fa lui è avventura, ma se lo faccio io è follia? E’ questo, credo, il senso del gesto.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 15:28

52

Io non ho mai stimato neanche McCandless, ma su questo è chiaro che appartengo allo 0,008% della popolazione mondiale.

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 15:30

53

Seralf, ritengo che nessuno sia intervenuto sul valore artistico della performance perchè non era questo il tema della discussione visto che questo non è un blog nel quale si parla di “arte”.
Biasimare la forma d’arte scelta da Pippa non è l’argomento principale di questo post nel quale, tutt’al più si possono ravvisare delle critiche sull’efficacia di certe forme d’arte piuttosto singolare.
D’altra parte l’arte è questo, è una forma di espressione che alcuni comprendono e altri no e io appartengo sicuramente alla categoria di coloro che non comprendono la forma d’arte di pippa.
Ma da qui a sostenere che siccome questa forma d’arte non la capisco è sicuramente una cazzata colossale e per giunta lesiva del messaggio culturale che vorrebbe rappresentare, ce ne corre.

(#) Quello che disse viscontessa

sabato 18 aprile 2009 alle 15:38

54

Silent, sul mio piedistallo dal quale osservo chi ritiene “giusto” (non inevitabile) e “sano” (non indispensabile) temere gli sconosciuti, rischiare il meno possibile, adottare il buonsenso come stile di vita, ci sto proprio benino.
Chiudo la porta di casa e non vado in autostop ma non trovo che sia giusto e sano coltivare amorevolmente la propria diffidenza.

(#) Quello che disse LaVyrtuosa

sabato 18 aprile 2009 alle 15:54

55

Più che di diffidenza, io parlerei di prevenzione e tutela della propria persona.

(#) Quello che disse Giulia Blasi

sabato 18 aprile 2009 alle 16:02

56

Silent, qui non si tratta di stimare o meno qualcuno, si tratta di vedere le cose come stanno: vale a dire che per un uomo certi percorsi sono possibili, per una donna no. Non solo i rischi sono maggiori, ma si passa per pazze. Ognuno poi decide per sé, ma è sbagliato considerare questa situazione “un dato di fatto”, perché lo è solo nella misura in cui la brutalità nei confronti delle donne viene accettata come “un dato di fatto”.

(#) Quello che disse Silent

sabato 18 aprile 2009 alle 16:19

57

Allora. Il fatto di “stimare” era una cazzata buttata lì, riconosco fosse fuori contesto, ma è legata al fatto che sono probabilmente una delle poche persone nell’universo che non ha apprezzato Into the Wild. Chiudiamola qua :)

Io non vorrei mai accettare la violenza sulle donne come un dato di fatto. Però fatico molto a vedere nel gesto di Pippa un modo per abbattere un certo tipo di cultura. Anche perché la mia impressione è che non si sia trattato di un atto di violenza “culturale”, ma di un atto di un maniaco (poteva succedere in Turchia come a Ostia). Ripeto, è la MIA opinione, può essere o meno condivisibile, però mi girano i coglioni se mi si risponde che faccio discorsi alla “signora mia” e qualunquisti, semplicemente perché non condivisi da voi.

(#) Quello che disse Susi

sabato 18 aprile 2009 alle 16:47

58

Ci tengo giusto a precisare che non intendevo attribuire il giudizio di bigotti e/o sessisti a nessuna commentatrice in particolare, mi sembrava di poterlo cogliere dal tono generale dei commenti: mi sbagliavo.

(#) Quello che disse seralf

sabato 18 aprile 2009 alle 18:54

59

mah, non sono convinto che il discorso “artistico” non c’entri, poichè è quello ed essenzialmente solo quello che dà attenzione alle due iniziative: la differenza non è tra un viaggiatore solitario maschio e una femmina, ma tra un viaggiatore che parte per fare un viaggio, ed uno che lo fa con un riflettore puntato sopra, per alimentare dibattiti.
@Giulia: capisco il tuo punto di vista, la cosa che non mi convince è che ad esempio Pippa Bacca non ha affrontato un viaggio con scarpe da ginnastica e zaino in spalla, cosa che la avrebbe resa meno appetibile sul piano comunicativo, ma vestita in maniera tale da sollevare discussioni. non dico che la sua esperienza non abbia dimostrato niente, dico solo che ha dimostrato qualcosa di assolutamente inutile da dimostrare. Francamente per quanto mi riguarda non sentivo il bisogno (nè lo sento tutt’ora) di un simile spreco di tempo e dell’eventuale spreco di vita umana che ne consegue, preferirei venissero investiti entrambi più proficuamente, ad esempio collaborando con organizzazioni non governative attive proprio per migliorare lo stato delle cose a riguardo.

Peraltro condivido l’osservazione sul “dato di fatto” fatta sopra, ma è chiaro pure che non si ferma un serial killer facendosi ammazzare…

(#) Quello che disse seralf

sabato 18 aprile 2009 alle 18:55

60

ma poi mi chiedo, giacchè devo essermi perso qualche pezzo: ma almeno si è pensato ad una traccia gps, nel primo caso?

(#) Quello che disse Gaia Giordani

sabato 18 aprile 2009 alle 19:45

61

Se una che se ne va in autostop a portare un messaggio di pace sia arte o meno, ce ne deve fregare meno di niente. L’arte, a differenza della pubblicità, non è costretta a vendere un prodotto per mezzo di un messaggio persuasivo e comprensibile.

Tuttavia Pippa Bacca non se ne andava in giro per le strade, vestita da sposa col pollice opponibile rivolto a chiedere uno strappo, con l’intenzione di ricevere un sfregio. Magari era consapevole del rischio, della cattiveria umana, così come lo siamo noi.

Ma è andata lo stesso, e intenzionalmente, nei paesi dove quella cattiveria stava dilaniando civili, sterminando innocenti, costringendo intere popolazioni a diffidare del proprio prossimo.

Pippa Bacca non andava in giro a spacciare merda per arte, come suo zio artefice della merda d’artista, che magari è anche arte, non sta a me decidermo. Ma certo è che porta in sé un messaggio dichiaratamente privo di intenti umanitari nobili, quali potevano essere gli intenti della nipote.

Lei è “andata a cercarsela” travestita a quel modo, si è esposta direttamente a proprio rischio e pericolo per farsi portavoce di un messaggio esplicito, comprensibilissimo, atto a vendere un prodotto di cui una buona fetta dell’umanità non può fruire: la pace, la fiducia nel prossimo. Ironicamente, paradossalmente, è morta in modo ignobile per contrappasso.

Ho detto la mia. Per il resto ha già detto tutto Vis che appoggio in toto.

(#) Quello che disse lykan

domenica 19 aprile 2009 alle 01:34

62

Pienamente condivisibile cio’ che dice Gaia Giordani nel post precedente:tanto di cappello a chi ha avuto il coraggio di portare
un messaggio di pace e di speranza rischiando e pagando in prima persona,mostrando,mi permetto di aggiungere,uno spirito e un coraggio degno di un martire cattolico che sapeva a quali rischi andava incontro nel portare il messaggio.

(#) Quello che disse Delia

domenica 19 aprile 2009 alle 09:36

63

E’ una regista turca,quindi di casa.Non era sola,quindi non correva certamente i rischi della italiana Pippa Bacca.A parte il fatto che tutto questo coraggio non lo vedo proprio in parte capisco il pragmatismo di LaVyrtuosa.Potrebbe essere una generazione di nuove donne che,consce dei pericoli attuali,tutela la propria incolumità cercando di inviare comunque un messaggio mettendo il dito nella piaga di problemi reali e seri.Queste donne le trovo comunque meglio di molte adolescenti di oggi,figlie di quarantenni che passano il loro tempo a pensare a come tirarsi su le tette od il sedere…e che sono molte di più di quello che appare.

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 19 aprile 2009 alle 10:02

64

C’è di buono Delia che il grave problema di tirarsi su le tette che affligge tante donne, è un problema trasversale a tutte le generazioni.
Problema che equamente diviso tra donne di tutte le età, fa si che a tutte le età ci siano anche donne per le quali le priorità sono altre.

(#) Quello che disse Rosa

domenica 19 aprile 2009 alle 10:33

65

A me questo post non è che sia piaciuto tanto. Sono sincera.
Sembra voglia dire che una donna he va in giro vestita da sposa se la vada a cercare. Sembra quasi voler dire che subire violenza deve essere per forza il destino di noi povere donne che non possiamo uscire di casa pechè tanto ci dobbiamo aspettare di essere violentate. Dove sta la nostra libertà?

A me sineramente non sembra poi tanto normale che pippa bacca è stata uccisa e violentata. Non sembra tanto normale che noi donne non appena usciamo di casa (ance quandoentriamo a casa), veniamo violentate. Il post mi sembra quasi quasi un po’ maschilista.

Ha ragione balira secondo me. Come dire che se io esco con la minigonna sono piu’ esposta allo stupro. A me pare una cazzata. Una viene stuprata in quanto donna non perchè decide di uscire in abito da sposa o da vedova.
Purtroppo è cosi è questione culturale. Ma non è che oi donne dobbiamo rassegnarci come fosse il nostro destino allora tapparci in casa o nasconderci con il burqa, che notate bene lo fanno appunto per evitare che gli altri guardino le donne di altri.

Epoi cavolo mi sembr auna giutificazione tutta a favore maschile della serie:

Poverini questi uomini, le donne provocano e loro non possono trattenere i loro istinti quindi le violentano.

La violenza contro le donne è un problema tutto maschile, colpisce le donne di tutte le età ed è un dato di fatto. Nasconderci non serve perchè l’assecondiamo, tanto loro poi si sentono liberi di stuprarci perchè chiudendoci in casa gli dimo il contentino e ci trattiamo come delle loro proprietà.

Dunque mi chiedo, tanti anni di lotte, d cortei per la nostra libertà, per ribadire che il corpo è nostro, he siamo libere che abbiamo diritto ad una sessualità serena, che nessuno puo controllar ee nsotre vite e la nostra decisione e poi?

Scusate ma era un chiarimento!

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

domenica 19 aprile 2009 alle 10:41

66

Ma, infatti, nessuno ha collegato l’abbigliamento di Pippa Bacca alla violenza che ha subito…
E’ la forma della sua arte, protesta o messaggio di pace che dir si voglia, ad averla in qualche modo esposta a tale rischio.
Credo anch’io, come Viscontessa, che fosse consapevole di quello a cui andava incontro: e allora perché farlo? Per dare l’esempio? Cosa ha ottenuto? Ha perso la vita e il mondo di certo non è cambiato.
Niente maschilismo, davvero.

(#) Quello che disse rosa

domenica 19 aprile 2009 alle 10:53

67

dunque infatti ho ragione ad aver scritto che pare essere un destino inevitabile subire violenza. La violenza contro le donne lo è inevitabilmente ache dentro casa e io credo sia piu’ importante insegnare gli uomini da piccoli che la violenza sulle donne è sbaglaita, che loro non hanno alcun potere nè diritto al sesso, anzichè insegnare sempre noi donne che dobbiamo prevenire, che d’altra parte sembra dare un incentivo in piu’ alla violenza.

Ogni volta che una donna esce dai canoni, protesta, paga la vita, ma non certo questo è un motivo di ammonimento nei suoi confronti, che poi conferma quel destino alla quale nn si puo’ uscire, che sono gli uomini ad avere potere, ma dovrebbe anzi essere un eroina per noi.

Le donne devono lottare per avere i loro diritti non rassegnarsi.

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

domenica 19 aprile 2009 alle 10:59

68

Secondo me bisognerebbe insegnare agli uomini che la violenza è sbagliata in ogni caso, non solo verso le donne.
Sono d’accordissimo con “Le donne devono lottare per avere i loro diritti non rassegnarsi”, però dobbiamo essere in grado di farlo senza rimetterci la pelle. La morte non la trovo educativa nè esemplare. Ma forse mi sbaglio…

(#) Quello che disse rosa

domenica 19 aprile 2009 alle 11:06

69

E spiegami come lo si fa senza rimetterci la pelle. I grandi eroi sono morti, hanno perso la vita da sempre. ensa in quei paesi dove il solo scendere in piazza è perdere la vita, come le donne afgane che si sono prese le sassate per aver detto no alle leggi approvate da poco. Che dovevano fare? chiudersi in casa?

Una donna ogni volta che manifesta i suoi diritti mette a repentaglio la propria vita. Questo lo sanno tutte, ma tu mi fai apire quasi che sia una colpa della donna e non dell’uomo.

Il solo essere lbere, uscire di casa e ribadire di esere libere di vestirsi come ci pare, di tornare a casa all’ora che vogliamo, di uscire da sole, di lavorare, sono piccoli passi, piccole manifestazioni di libertà. ogni donna stuprata è l’ennesima sconfitta al genere maschile,ma un punto in piu’ a noi, poichè questi casi devono servirci come esempio che dobbiamo continuare a lottare e non a nasconderci.

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

domenica 19 aprile 2009 alle 11:14

70

“ogni donna stuprata è l’ennesima sconfitta al genere maschile,ma un UN PUNTO IN PIU’ A NOI”… io spero davvero che tu non volessi scrivere una frase del genere.

(#) Quello che disse rosa

domenica 19 aprile 2009 alle 11:39

71

Intendevo con quella frase che comunque una donna stuprata e uccisa dovrebbe essere per noi donne un motivo in piu’ per portare le nostre lotte avani. Purtroppo siamo nel 2009 e nessuna donna si impegna realmente per cambiare questa cultura come invece accadeva anni fa. Molte donne hanno rotto tradizioni antichissime ed è grazie a loro che anche se hanno pagato con la loro vita abbiamo dei diritti.
Se vuoi ti faccio dei nomi.
Nel 2009 purtroppo è + comodo dire che c’è parità e gingillarsi senza ricordarsi grazie a chi o se l’abbiamo totalmente raggiunta.

(#) Quello che disse Silent

domenica 19 aprile 2009 alle 12:13

72

Rosa, è agghiacciante. Stai dicendo che abbiamo bisogno di tante martiri uccise e stuprate per raggiungere la parità. Ommioddio.

(#) Quello che disse rosa

domenica 19 aprile 2009 alle 12:24

73

no! Evidentemente travisi le parole è il ocntrario. Volevo dire che se una donna viene uccisa noi donne dobbiamo esser ele prime ad indignarci e avere coraggio d continuare a lottare per fare in modo che queste martiri non ce ne siano +. mi sembra sbagliato vedere in ogni donna morta una sorta di atteggiamento come voler imputare a lei la conseguenza che ha portato alla sua morte.
Come cultura da secoli ogni volta he una donna muore per mano di un uomo o viene stuprata sembra quasi la gente pensi sia colpa di lei o che addirittura se lo è meritato.

(#) Quello che disse Delia

domenica 19 aprile 2009 alle 12:25

74

Non penso di affermare un falso,Vis,quando noto che sotto la spinta incessante di modelli estetici pressanti e martellanti che tutti conosciamo,proprio le nostre figlie(credo che siano coetanee)siano turbate.Curiosamente,proprio ora che posseggono molta più libertà,finiscono per rischiare di più di imbrancarsi in stereotipi veramente futili,dove l’esteriorità la fa da padrona.Tu dici che sono molte le madri che riescono a competere con un certo tipo di branco?Quante saranno le nuove donne,oggi adolescenti,che usciranno così forti da portare avanti delle idee se così tante madri hanno “altro” a cui pensare e che non è il cervello?

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

domenica 19 aprile 2009 alle 12:26

75

Non me la sento di generalizzare. E nel post non l’ho fatto. Qui si sta parlando di un caso specifico…
La conversazione, poi, si è allaragata anche ad altro, come è giusto che sia, ma cerchiamo di non allontanarci troppo dal contesto ;)

(#) Quello che disse rosa

domenica 19 aprile 2009 alle 12:50

76

La Vyrtuosa, ilcaso di pippa bacca credo si estenda a tutte le donne che subiscono violenza, perchè lei ha subito un tipo di violenza per motivi di genere, pero’ quello che volevo dire io prima in sintesi era che la colpa degli stupri non è che noi donne siamo libere di uscire di casa, chiedere autostop, di vstirci da spose ecc..ma sta nella dfficoltà che gli uomini hanno nel tollerare certe libertà. Ecco. Punto. Mi scuso di esser euscita un po’ fuori topic.

(#) Quello che disse Silent

domenica 19 aprile 2009 alle 13:05

77

Rosa, tu scrivi “Volevo dire che se una donna viene uccisa noi donne dobbiamo esser ele prime ad indignarci e avere coraggio d continuare a lottare per fare in modo che queste martiri non ce ne siano.”

Ora tu spiegami in che modo fare un viaggio da sola in autostop possa essere un passo avanti contro l’esistenza dei serial killer. Ma tu pensi davvero che in Turchia lo stupro e l’omicidio siano pratiche ben accette, e che fosse necessario rivendicare “guardate che ho il diritto di fare l’autostop senza subire violenze”? Poi per cortesia, dovresti trovarmi il punto in cui in questo post o nei commenti hai letto che uno stupratore è giustificato se è la donna ad essere ingenua. Questo non l’ha detto né La Vyrtuosa, né io, né nessun altro (a proposito di travisare).

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 19 aprile 2009 alle 15:14

78

Delia, non sono affatto sicura che la pavidità come forma di lotta sia da considerarsi un passo in avanti rispetto a forme sicuramente più rischiose di protesta.
Si può discutere sull’efficacia di un’iniziativa come quella di Pippa, si può sostenere che il rischio corso da Pippa, a parer proprio, sia sproporzionato rispetto al messaggio che voleva mandare, si può candidamente ammettere di non comprendere la sua forma d’arte e di temere che difficilmente i destinatari di questo messaggio siano in grado di comprenderlo, ma dargli della “pazza” significa rinnegare la possibilità che oltre al proprio punto di vista, ne esistono altri altrettanto degni di essere considerati il frutto di una mente perfettamente sana.
Pazzi, da sempre, sono stati considerati coloro che si rifiutavano di accettare la realtà così come appariva ai loro contemporanei. Pazzi sono sempre stati considerati coloro che hanno compiuto un gesto incomprensibile per i più e che come tali sono stati emarginati, rinchiusi, isolati dai normali, i sani, quelli per i quali, persino la propria disapprovazione per ciò che li circondava, era subordinata alla necessità di adeguarsi comunque ai tempi. Pazzi sono coloro che vanno insiepegabilemente per chi li ritiene tali, a cercarsi guai.

Nel tuo commento precedente mi pareva che riposessi una certa fiducia nella generazione di queste donne che tappate in case per salvaguardare la propria persona, i propri beni, le proprie figlie, rivendicano dalla finestra il proprio diritto ad essere libere.
Mi pareva che del pragmatismo, strumento diplomatico apprezzabilissimo ma non sempre efficace e soprattutto non il solo degno di essere considerato ragionevole e perseguibile, ne volessi fare prerogativa di una generazione,
Ecco, io non ne farei una questione generazionale, non sono affatto convinta che la pavidità di questi atteggiamenti sia una questione generazionale né che tutto sommato sia da apprezzare perchè dalla prossima generazione, quella delle adoescenti di oggi, non ci sarà che da aspettarsi niente di buono.
In maniera più ampia ti do ragione nel senso che se vogliamo parlare di modelli offerti dalla nostra società ai giovani, sono d’accordo con te sul fatto che non c’è molto da stare allegri ma non mi limiterei a confinare il discorso nei rapporti madre-quarantenne/ figlia- adolescente perchè da questo punto di vista un Corona che imperversa in tivvu o un calciatore che guadagna miliardi, temo che non offrano neanche ai nostri figli maschi modelli né perseguibili né accettabili.
Che poi essendo le donne l’anello più debole della catena siano anche quelle che rischiano di rimetterci di più, è un dato di fatto, ma credo che tirare su un figlio maschio senza che resti influenzato dallo stereotipo maschile in voga adesso, sia altrettanto difficile.

Quando Rosa, facendo urlare allo scandalo dice che “ogni donna sturpata è una sconfitta per il genere maschile ma un punto in più favore di noi donne” esprime con parole un po’ forti un concetto sacrosanto: se tra individui che condividono lo stesso obbiettivo si cominciano a fare distinzioni di metodo, emarginando (come veninva suggerito nel post iniziale) le vittime che hanno usato metodi a noi incomprensibili, si subordina il raggiungimento dell’obbiettivo comune alle proprie questioni personali.
Si può sostenere che un obbiettivo valga la pena di essere perseguito solo fino a quando si opera nella legalità, ma non si può subordinarlo al proprio limite personale di vedere le cose.
In quest’ottica, ogni donna uccisa o stuprata, deve rappresentare per le altre donne un nuovo strumento di condanna e di denuncia contro la violenza a prescindere dal proprio modo di veder le cose. La Chiesa Cattolica, sui martiri, sui santi, su coloro che, insipegabilmente per la società di allora, cercava la morte per difendere la propria religione, ha fondato la propria fortuna e nessuno di coloro che credono nella Chiesa Cattolica, si permetterebbe mai sminuire il valore simbolico del sacrificio dei martiri, solo perchè farsi sbranare da un leone era molto più stupido e meno efficace, che andare in giro ad aiutare i poveri e i derelitti.
Ogni causa, ogni obbietto sociale, ogni lotta, ha bisogno anche dei propri morti, che non significa individuare delle vittime sacrificali da offire alla causa, ma che quando queste ci sono, quando qualcuno ci rimette volontariamente la vita in nome della causa, deve farne un simbolo della propria battaglia. Gli eroi, in fondo, non sono altro che esseri umani morti per la propria causa a prescindere dal fatto che la loro morte sia stata ragionevole o addirittura casuale.

(#) Quello che disse Silent

domenica 19 aprile 2009 alle 15:45

79

Viscontessa scrive: “In quest’ottica, ogni donna uccisa o stuprata, deve rappresentare per le altre donne un nuovo strumento di condanna e di denuncia contro la violenza a prescindere dal proprio modo di veder le cose.”

Scusami Viscontessa, ma non ho bisogno che nuove donne continuino ad essere uccise o stuprate per far sì che la violenza sia per me condannabile. Di episodi di violenza sulle donne ce ne sono talmente tanti intorno a noi, che non serve ricorrere ad ulteriori atti “eroici”. Non abbiamo bisogno di nuovi martiri.

E non travisiamo che tutto il discorso sulla libertà della donna attribuito al gesto di Pippa Bacca lo stiamo costruendo noi. Da quanto ho capito, l’obiettivo di Pippa Bacca era quello di “portare un messaggio di pace e di speranza”, non di rivendicare diritti.

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

domenica 19 aprile 2009 alle 15:54

80

Sì, Pippa Bacca voleva portare un messaggio di pace e di speranza, mostrare che si può ancora avere fiducia nel prossimo. E indubbiamente l’intento non può essere criticabile. Ma, come dici tu Silent, di martiri ne abbiamo avuti (e continuiamo ad averne) tanti, troppi… perché aumentare la lista? Noi donne, nonostante i diritti acquisiti negli anni, dobbiamo ancora raggiungere obiettivi quali riconoscimenti a livello politico, lavorativo e in tanti altri ambiti. Siamo sicure che bisogna “osare” fino a questo punto per ottenerli?

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 19 aprile 2009 alle 15:57

81

Silent, infatti come dicevo poco sotto, la pratica della vittima sacrificale da offrire alla causa, appartiene a culture molto diverse dalla nostra.
Nessuna di noi si sognerebbe di invitare altre donne ad emulare il gesto di Pippa, ma siccome Pippa ormai è morta, ormai ha fatto quel che ha fatto, ormai ha inteso portare un messaggio di pace e speranza vestita da sposa (il che direi che ha molto a che fare con la mancanza di pace e di speranza che riguarda le donne)girando in autostop per il mondo, direi che possiamo farne un nuovo strumento di condanna e denuncia.
Giusto, silent, non abbiamo affatto bisogno di altri mariti, anzi, il nostro obbiettivo è proprio quello di far si che non ce ne siano più, ma quelli che ormai sono tali, che facciamo? li declassifichiamo a “morti per mancanza di prudenza”‘

(#) Quello che disse Silent

domenica 19 aprile 2009 alle 16:04

82

No, assolutamente. Provo dolore e sconforto per quanto accaduto a Pippa Bacca, e almeno per quanto mi riguarda, questo non era in discussione.

(Piccola deformazione professionale off topic: “non abbiamo bisogno di altri mariti” è un lapsus bellissimo)

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

domenica 19 aprile 2009 alle 16:09

83

Sì, è piaciuto anche a me questo lapsus :)
Non è che vuoi dirci qualcosa tra le righe, Viscontessa???

(#) Quello che disse Silent

domenica 19 aprile 2009 alle 16:15

84

(Chiaramente è una sciocchezza che ho scritto en passant, che nulla ha a che vedere con il resto della discussione, quindi mi scuso se sia potuta risultare furoviante)

(#) Quello che disse La Vyrtuosa

domenica 19 aprile 2009 alle 16:21

85

I pensieri en passant possono essere utili, talvolta ;)

(#) Quello che disse seralf

domenica 19 aprile 2009 alle 16:52

86

Scusatemi ma insidioso qui è l’abuso di inferenza a partire dalle critiche. Criticare una cosa non equivale affatto ad affermare l’esatto opposto, vi invito a tenere presente questo. Avere delle perplessità sul metodo scelto dalle due “artiste” non equivale a biasimarne gli obiettivi, nè si può far derivare per comodità un punto di vista reazionario e discriminatorio in chiunque non aderisca al 100% con qualsiasi iniziativa presa, anche se palesemente discutibile. Questa è ad esempio, a mio avviso, una iniziativa palesemente discutibile, che sottrae energia a forme ben più efficaci di lotta alle discriminazioni, che sono poi quelle che concretamente e realmente produrranno cambiamenti enlla società che viviamo. Credo che il senso della critica sia qui: esperienze del genere credo che purtroppo indignino solo chi è già schierato dalla stessa parte di chi le fa, quindi è ora di rendersi conto (proprio per non buttare via 30-40 e più anni di lotte) che bisogna avere mire più “concrete”. Poi figuriamoci se chiunque di noi (parlo delle persone di buonsenso e guidate dall’amore per il prossimo :-) biasimerà mai un messaggio di pace.
Mi spiace dover constatare che la discussione non accetta opinioni di chi condivide l’obiettivo ma non il metodo, mi sembra un segnale importante di difficoltà di riflessione “interna”(poichè mi sembrava tutt’altro che da vecchia signora la riflessione di LaVyrtuosa).
Oh, sia chiaro che ve lo dico in punta di piedi ed esponendomi al lancio dei pomodori, poi ne fate ciò che volete, al massimo ci condirò la pizza! :-)

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 19 aprile 2009 alle 20:11

87

Si, sicuramente si, come minimo che nella quotidianità, come tutti, sono molto più abituata a scrivere e pronunciare parole come mariti anzichè martiri:-)

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 19 aprile 2009 alle 20:46

88

Seralf, con i commenti siamo andati ben oltre il motivo che ha scaturito la mia critica.
Provo brevemente a riassumere il mio punto di vista.
Non mi piacciono espressioni come “se la vanno a cercare” e non mi piace che sia del pazzo a chiunque si esprima in una maniera a noi incomprensibile.
Mi piace ancor meno quando un certo linguaggio viene usato in un contesto nel quale la lotta ai luoghi comuni e i pregiudizi è uno dei punti di forza.
Le parole sono importianti.
Poi ci sono tutte le altre considerazioni che sono scaturite in merito, come quella che trovo difficile dare a priori un giudizio sull’efficacia di un metodo che non comprendo o quella che non capisco come si possa affermare che se vuoi fare del bene devi per forza farlo secondo modalità già prestabilite.

(#) Quello che disse seralf

domenica 19 aprile 2009 alle 23:14

89

ma infatti nessuno qui dice di farlo seguendo modalità prestabilite: esprimiamo opinione.
Inoltre così come le parole anche i gesti sono interpretabili, in special modo quelli il cui obiettivo è nell’ambito della comunicazione, e quindi passibili di critiche.
in ogni caso la cosa che mi dispiace personalmente è che si discuta del fatto che si possa o meno esprimere una opinione diversa dal coro (e criticare la possibilità di critica non è diverso mi pare dal presuppore modalità prestabilite per il “bene”, credo il malinteso e l’inganno logico nasca tutto qui), e non tanto degli eventuali motivi giusti o sbagliati da cui trae origine.
In ogni caso boh, buona fortuna anche a quest’altra iniziativa, speriamo mobiliti folle indignate che non avevano mai messo a fuoco la condizione della donna nei paesi attraversati :-)

(#) Quello che disse elofoolish

lunedì 20 aprile 2009 alle 09:19

90

credo che muoiano molte meno donne che fanno l’autostop che donne che si sposano con una bestia.
concordo con quello che dice viscontessa.
se ogni volta che esco devo pensare a non vestirmi in un certo modo, ad
uscire solo se accompagnata, a tornare presto perche’ sono una preda, beh questo significherebbe avallare il pensiero di una certa destra clerico fascita che vuole le donne come soprammobili chiuse in casa o scortate dal marito.
e’ assurdo che se una di noi vuole essere libera di girare per il mondo deve sentirsi dire che cosi’ se la va a cercare.
e’ medievale

(#) Quello che disse antonella

lunedì 20 aprile 2009 alle 09:54

91

Con tutto il ripetto per chi sostiene di condividere l’obietivo ma non il metodo,
preferisco riascoltare Giorgo Gaber
e la sua ‘C’è solo la strada’
(ottima colonna sonora per le donne on the road,
e vai!)

“Perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo

C’è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l’unica salvezza
c’è solo la voglia, il bisogno di uscire
di esporsi nella strada, nella piazza.
Perché il giudizio universale
non passa per le case
in casa non si sentono le trombe
in casa ti allontani dalla vita
dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.”

(#) Quello che disse prosaica

lunedì 20 aprile 2009 alle 10:38

92

Sono d’accordo con Viss, con Giulia, e con chi la pensa come loro. E vogio aggiungere una frase: io l’autostop l’ho fatto (sia come chiedere un passaggio sia come darlo). L’idea che fare l’autostop debba essere visto come un’attivita’ pericolosa mi pare ridicola. Che qualcuno lo pensi, secondo me giustifica la scelta dell’artista.
Ricordo una vecchia canzone di Bennato:
“se una ragazza vuole di sera andare sola per strada
non lo puo’ fare, non e’ permesso, se non e’ accompagnata.
Andare sola per la citta’ mi sembra un fatto normale,
ma una ragazza chi sa perche’ questo non lo puo’ fare.”
La canzone continua con una ragazza che decide di uscire lo stesso, “sola col suo sorriso”. Avreste dato della pazza anche a lei?

(#) Quello che disse Silent

lunedì 20 aprile 2009 alle 11:29

93

Non confondiamo le acque. Anch’io ho fatto l’autostop. Ho dormito a casa di perfetti sconosciuti e ho fatto moltissime cose di cui avrei potuto pentirmi, senza per questo permettere a nessuno di sottrarmi la libertà di farlo. Era una mia scelta e basta.
Ma non è questo il punto. Oggettivamente, una donna sola corre più rischi di un uomo. Non è arretratezza, non è maschilismo, è (purtroppo) realismo. Per questo, non condivido il fatto che fare l’autostop da sola per il mondo possa essere elevato a simbolo di libertà ed emancipazione femminile. Chiunque deve essere libero di farlo, ma io non lo consiglierei, così come non consiglierei ad una ragazza di farsi una passeggiata nel parco in piena notte. Poi, se la ragazza in questione decide che è ciò che desidera fare, pace. Quello che per qualcuno è libertà, per me ha il sapore di masochismo, e vorrei poterlo esprimere senza essere etichettata come un’appartenente alla destra clerico-fascista.

(#) Quello che disse susi

lunedì 20 aprile 2009 alle 11:43

94

Esattamente quello che ho cercato di dire quaranta commenti fa, ma mi è stato detto che mi sbagliavo…

E non confondiamo le cose, davvero.
Io per la mia città giro tranquillamente da sola di sera. In Turchia, no.
Oppure se noto una differenza tra la Turchia e l’Italia sono razzista/sessita/clerico-fascista/portatrice di un buon senso che in realtà è supina rassegnazione?

(#) Quello che disse Silent

lunedì 20 aprile 2009 alle 12:01

95

Però attenzione: non pensiamo che in Turchia stuprare ragazze sia la cosa più normale del mondo (ho letto di persone splendide che offrivano passaggi ed ospitalità alle due ragazze), o che in Italia i maniaci sessuali non ci siano. Io non facevo un discorso di luogo, ma parlavo di una condizione molto più generale.

(#) Quello che disse susi

lunedì 20 aprile 2009 alle 12:34

96

No, non lo penso affatto :)
E’ solo che non mi viene di equiparare le due situazioni, come se non ci fossero differenze.

(#) Quello che disse Delia

lunedì 20 aprile 2009 alle 12:46

97

Mai la paura è un passo avanti,Vis,così come la cautela nei confronti della propria pelle non deve essere considerata paura.Altrimenti sviliamo qualsiasi forma di lotta che non sia quella ritenuta coraggiosa

(#) Quello che disse elofoolish

lunedì 20 aprile 2009 alle 13:30

98

la turchia e’ un paese molto piu’ civile dell’italia comunque

(#) Quello che disse elofoolish

lunedì 20 aprile 2009 alle 13:34

99

io non volevo etichettare voi,
ho detto che e’ quello che la destra clerico fascista vuole.
che le donne abbiano paura di essere libere.
se ci lasciamo prendere da questo sentimento gli diamo una mano a seppellirci in casa.
avere paura e’ un sentimento legittimo, bisognerebbe cercare di non esserne sopraffatti.

(#) Quello che disse viscontessa

lunedì 20 aprile 2009 alle 14:26

100

Delia, mi riesce difficile però individuare forme di lotta nelle quali non si rischi niente.

(#) Quello che disse antonella

lunedì 20 aprile 2009 alle 14:30

101

A me viene in mente solo quella fatta dietro un pc (che non si trovi in Cina o in Iran – però):
ci si consuma poco anche le suole delle scarpe ed è un bel risparmio.

(#) Quello che disse Delia

lunedì 20 aprile 2009 alle 16:11

102

Tutto dipende da cosa definisci per coraggio,Vis,e che cosa consideri rischio,logicamente per te,giusto da correre.Io non penso che la Pippa Bacca abbia messo scientemente in bilancio di essere uccisa.(Sottovalutazione di rischio?)Chi l’ha seguita,forse,si ed infatti si è cautelata.

(#) Quello che disse seralf

lunedì 20 aprile 2009 alle 20:29

103

[io mollo, mi sembro un disco rotto e mi pare che su questo punto ci sia un pensiero unilaterale e molta strada da fare ancora per il femminismo :-( ]

(#) Quello che disse Silent

lunedì 20 aprile 2009 alle 20:37

104

[io pure so' stremata]

(#) Quello che disse enzo

domenica 18 luglio 2010 alle 18:55

105

pippa voleva accendere un fuoco nel mare, risvegliare un cadavere quale è la mente dell’uomo. personalmente sono stanco di me stesso in quanto carne da macello con codice a barre e nessuno ancora se ne rende conto, svegliamoci. avete mai pianto davanti ad un cadavere di una specie vivente che non sia “umano” e che non sia il vostro caro “pets”…(prigioniero delle nostre deficenze)? perchè nel quotidiano blocchiamo ciò che ci sussura il nostro io a scuarciagola, solo per non essere derisi,relegati,classificati “fuori”? fermiamoci ed ascoltiamoci…sono consapevole che è retorica follia ma noi siamo tutt’uno, se vogliamo veramente alzare la testa da questo “canile” dobbiamo cercare quel bimbo che abbiamo ucciso tempo fa sotto consiglio di amici,genitori,ecc… quel bimbo che meravigliato spalancava gli occhi davanti ad una farfalla posata su di un fiore. da quando tempo non provate quella sensazione di avere in petto qualcosa che vorrebbe esplodere..anzi no, propagarsi in ogni direzione senza limiti, lentamente ma con una potenza devastante da non trovare nessun ostacolo visibile e non. ha ha ha ha ha ha ha ha ha siamo solo dei virus e non ci meritiamo nulla! …ed ora buon appetito

(#) Quello che disse massimiliano

giovedì 17 febbraio 2011 alle 10:57

106

tutte le persone che hanno lasciato commenti ci sono state a Istanbul? a parte la meravigliosa città che di fatto è, sappiate che ero in una comitiva mista, quando andavamo in strade affollate, noi maschietti in cerchio e le femmine in mezzo, per evitargli toccate su lati B e seni. per le signore/ine: andate a un qualunque mercato di Istanbul,cospargetevi lati B e seni di copiosa vernire, dopo mezz’ora non conterete le mani che si sono sporcate.

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

About:

Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.