Indovina chi ha messo le donne in gabbia.

Donne incinte nude per strada dentro una gabbia, del tipo che viene usato per contenere i maiali all’ingrasso. Contro cosa staranno manifestando?
A) Contro l’aborto.
B) Contro la schiavitù.
C) Contro l’obesità.
Non è un pesce d’aprile, è una questione serissima affrontata con bizzarria. Un aiutino: a promuovere la manifestazione è un’associazione che raccoglie il consenso di migliaia di persone in tutto il mondo. Maschi e femmine che si battono per difendere diritti che non riguardano il genere umano. La risposta qui sotto.

La risposta è D) Contro i carnivori.
Ma non ha un po’ rotto i co****ni questa mania che per qualsiasi protesta bisogna spogliarsi?
Un mio amico mi ha acutamente fatto notare di aver pensato, per anni, che la PETA fosse una sorta di Playboy.
Bè io sono vegetariana e se servisse, mi spoglierei.
Il punto è questo: se servisse.
Eh si, infatti…era quello che intendevo.
d’accordo con Silent, e anche se rispetto gli animali, mi sembra che certa la gente si scaldi di più per i diritti delle bestie che per quelli degli esseri umani.
bah.. oramai sembra mostrare tette e culi nudi sia quasi più una moda che un reale gesto di protesta.
Chiarito che non condivido assolutamente questa causa, non capisco come una donna nuda e incinta in una gabbia dovrebbe spingermi a diventare vegetariana…
io sono vegetariana,
ma a tutto c’e’ un limite….
e comunque sono d’accordo con fede!
Vi confesso che sono anch’io perplessa sulla nudità, Peta ne fa un uso smodato e a volte non necessario. In questo caso però ci sta. A mio modesto parere, una donna vestita, ingabbiata nella stessa posizione, avrebbe senz’altro colpito meno. Comunque stiamo giudicando da dietro uno schermo: dal vivo, probabilmente fa un altro effetto.
Se quelle ragazze avessero avuto dei vestiti addosso nessuno ne avrebbe mai parlato. In questo caso non solo la protesta è forte ma è anche più funzionale al messaggio che in passato: una scrofa incinta imprigionata in una gabbia non indossa vestiti. E’ nuda, sola, immersa nei suoi escrementi, terrorizzata e in balia di chiunque voglia farne qualsiasi cosa. Quella ragazza è un’attivista (adulta e consenziente) che però ci aiuta a identificarci, a “sentire” le condizioni della prigioniera. Quando la giovane incinta, terrorizzata e imprigionata è una scrofa, non stimola l’identificazione e non suscita lo stesso senso di pietà. Purtroppo.
Fede io sono una che si scalda parecchio per i diritti degli animali e onestamente non vedo quale sia il problema, se non che sono tanti, veramente troppi, coloro sempre pronti a stillare una classifica dei diritti più diritti di altri.
Alessia, è proprio questo il problema che spogliarsi pare sia diventata l’unica forma di protesta possibile. Mi aspetto sempre che anche Marco Pannella, da un giorno all’altro, la smetta con i suoi inutili quanto pubblicizzati scioperi della fame per didicarsi ad un più moderno efficace spogliarello di protesta.
Viscontessa: non c’e’ nessun problema. Ognuna sceglie le sue cause e so che essere pro diritti per gli animali non vuol dire automaticamente fregarsene degli esseri umani. Pero’ a livello personale le classifiche le faccio eccome e nella mia classifica i diritti delle persone sono sempre piu’importanti.
Natla: neanche una scrofa in libertà indossa vestiti…
Sara: Ovvio. E con questo?
Fede: Parafrasando “Ognuna sceglie le sue cause e so che essere pro diritti delle donne/neri/rom/bambini/anziani non vuol dire automaticamente fregarsene dei maschi/bianchi/italiani/vecchi/giovani. Pero’ a livello personale le classifiche le faccio eccome e nella mia classifica i diritti dei maschi/bianchi/italiani/vecchi/giovani sono sempre piu’importanti”.
Premesso che vedo per la prima volta queste foto su questo sito, a me sembrano immagini “accattivanti”: se fanno discutere è perchè il nudo si fa sempre notare. Quelle fotografate sono belle donne, non mi fanno immaginare animali terrorizzati immersi nei propri escrementi. Chi fa pubblicità, chi cerca di vendere un prodotto fa, in genere, a torto o a ragione, il ragionamento “nel bene o nel male purchè se parli”, ma in questo caso? qualcuno diventerà vegetariano per aver visto delle donne nude incinte in gabbia? o comincerà a riflettere sui diritti degli animali? Io non credo, poi magari mi sfugge qualcosa…
E’ proprio questo il punto: io non metto in dubbio che Pamela Anderson che si spoglia per la PETA attiri l’attenzione. Mi sfugge il motivo per cui, guardando le tette della Anderson, bisognerebbe diventare animalisti.
In generale, lo spogliarsi “per fare scalpore”, nel 2009, non ha il benché minimo senso. Mi colpirebbe di più Pamela Anderson che fa un fioretto: “non mi spoglio più”.
Dubito che qualcuno contasse sulle tette della Anderson per illuminare i maschi
La strategia era grezza e deprecabile: usare il nudo per attirare l’attenzione e poi veicolare dei messaggi, cosa che detestavo.
Però mi pare che adesso puntino di più sull’identificazione. Fa un certo effetto una donna incinta, nuda, dentro una gabbia di contenzione per maiali. Magari lo fa a me che ho visto le scrofe allattare i piccoli dietro alle sbarre (e di certo non hanno l’aspetto grintoso della modella). E’ probabile che il senso non arrivi subito a chi non sa già di che si tratta. Mi sembra comunque un miglioramento, spero sia l’inizio di un cambio di strategia.







2012