Sorelle d'Italia

Mi indigno ma non mi piego

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Ci siamo giustamente indignate per la campagna Relish, che altrettanto giustamente è stata ritirata il febbraio scorso in seguito a un’ingiuzione di desistenza emessa dal Comitato di controllo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) per la violenza, volgarità e indecenza del messaggio pubblicitario (Art. 9) e in quanto lesiva delle convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona (Art. 10). del Codice.

Adesso siamo alle prese con un problema simmetrico. Non dico opposto, non si tratta di una donna che malmena un uomo o roba simile. No no. Si tratta proprio di una questione speculare, il contrappasso che meritiamo. Noi giudici dei costumi discutibili dei nostri tempi corrotti, siamo portati a giudicare qualcosa di veramente discutibile. Non più qualcosa che con tutta evidenza offende il comune senso del pudore. Siamo chiamati a considerare il nostro personale senso di ciò che riteniamo lecito a una donna e sconveniente a un uomo.

Si tratta del poster della nuova campagna per la collezione Armani Exchange. The Van Wagner, concessionaria di spazi pubblicitari negli Stati Uniti, ha rifiutato l’affissione del poster giudicandolo “too racy”, troppo spinto, esclusivamente a causa del posteriore maschile scoperto. Gli altri soggetti della campagna sono altrettanto spinti, eppure nessuno ha protestato o si è rifiutato di affiggerli.

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Ora ditemi: un posteriore integralmente scoperto è più indecente di quest’ultima foto in cui se ne vede solamente un’abbondante porzione? Il nudo maschile è più scandaloso di quello femminile? Perché il petto nudo maschile quasi ovunque è lecito, il petto femminile ni (assolutamente no in certi contesti, si in altri purché non si veda il capezzolo). Perché lo sculettamento femminile in prima serata (veline, ad esempio) non scandalizza più nemmeno i bambini, ma l’idea che a farlo sia un maschio ci fa inorridire o quantomeno ci imbarazza? Chiediamocelo.

Qualunque sia la risposta, mi indigna. Femminile, maschile, non mi importa. Personalmente non intendo piegarmi alla volgarità. Di qualunque genere.

26 marzo 2009
23:22, giovedì
Gaia Giordani
Filed under : Gender, Mass Media, Società
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Commenti : 7
 
7 commenti

(#) Quello che disse valentina

giovedì 26 marzo 2009 alle 23:41

1

mah, di certo manca una cosa a queste foto che invece avevano di pericoloso quelle della relish: la violenza, la sottomissione, la componente di “dici no ma ti piace”. Insomma lo stupro in potenza. Sulla questione volgaritá non saprei, a me non sembrano foto volgari, piú che altro finte, mi fan ridere: ma dove trovi sti culi, addominali, stacchi di cosce, tette sode??! cioé, spendo 200 euro in un jeans per assomigliare a questi?? a me fa tristezza il messaggio + che altro. Anzi, a me fa tristezza tutta la mia generazione in italia piú che altro.

(#) Quello che disse LaVyrtuosa

giovedì 26 marzo 2009 alle 23:47

2

Da una parte mi viene da pensare che sia una questione di abitudine: ormai, siamo assuefatti dal nudo femminile che è ovunque, un po’ meno da quello maschile che in questo modo fa più “scalpore”. Dall’altra parte, mi pare che sempre più spesso certi valori vengano dimenticati a casa in nome del denaro… anche le stesse modelle dovrebbero indignarsi e, invece, tutto tace. Ma siamo abituati anche a questo, no?

(#) Quello che disse ioseph

giovedì 26 marzo 2009 alle 23:58

3

E il sire Apollo figlio di Zeus diceva a Ermete:
“Ermete figlio di Zeus, messaggero, datore di beni,
vorresti, premuto così sotto gagliarde catene,
dormire in letto con l’aurea Afrodite?”
E gli rispose il messaggero Argheifonte:
“Potesse questo avvenire, sovrano lungisaettante Apollo,
catene tre volte più grosse, infinite, mi tenessero avvinto,
e tutti veniste a vedermi, voi dei, e poi anche le dee:
io dormirei volentieri con la dorata Afrodite!”
Così diceva, e una risata scoppiò fra i numi immortali.

Odissea 8, 334-343

(#) Quello che disse OmarCaf

sabato 28 marzo 2009 alle 20:02

4

Sono daccordo con Valentina… direi che le immagini e i messaggi passati appartengono ad un mondo patinato quanto mai lontano dalla nostra realtà…
La violenza non sembra trasparire in questa campagna ma è pur sempre una manifestazione di corpi per attirare gli sguardi, che poi questo si traduca in maggiori acquisti chi lo sa… magari con immagini naturali e semplici si potrebbe avere più breccia nel mercato considerando che tutti oramai vanno tutti in questa direzione…
Anche perché riuscire ad eliminare questo tipo di messaggi trovo sia molto difficile ma dimostrarne la loro inefficacia monetaria chissà potrebbe far cambiare i focus delle campagne…

P.S. Complimenti per il Blog!

(#) Quello che disse cris

sabato 28 marzo 2009 alle 22:28

5

piccolo off topic (ma neanche tanto in verità)

vorrei far porre uno sguardo a queste foto… mi chiedo cosa succederebbe in Italia se succedesse una cosa simile:
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/dahl-parlamento/1.html

6

[...] dell’intervento di Wu Ming 1, Wu Ming/Tiziano Scarpa: Face Off (il pdf completo qui). Su Sorelle d’Italia, un post di Gaia Giordani da meditare. Sul quotidiano di oggi, un’incursione della vostra [...]

(#) Quello che disse RossaNaturale

martedì 31 marzo 2009 alle 17:03

7

“mi chiedo cosa succederebbe in Italia se succedesse una cosa simile”

Non so cosa succederebbe in Italia, ma in ogni caso mi sembra fuori luogo portare bambini di pochi mesi su e giù come pacchi, fuori e dentro le aule dei parlamenti. Credo che l’onorevole europarlamentare avrebbe potuto pagare una tata per qualche ora, come tutte le comuni mortali…

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