Sorelle d'Italia

Il 9 marzo

 

L’8 marzo è andato, nessuno lo rimpiange. E’ così ogni anno, qualche anno anche un po’ peggio. Quest’anno, ad esempio. Qualcuna di noi pensava che le uova, la campagna contro le assassine fossero un segnale già abbastanza definitivo del progressivo arretramento della cultura italiana sulle questioni femminili.

Sbagliato. Quest’anno siamo riuscite a fare ancora qualche passo indietro. Scomparsi i movimenti di piazza ancora ben presenti dodici mesi fa, scomparsa l’unione immaginaria delle donne italiane, da un po’ di tempo si procede a tentoni, pezzi di donne sparsi qui e lì, ogni tanto qualcuna si spacca, si divide, se ne va per conto suo.

Tra una divisione e l’altra, passa tutto in questo 8 marzo 2009. Passa la voglia di innalzare l’età delle lavoratrici pubbliche per obbedire all’Ue ma nessuno si alza e ricorda che l’Ue chiede anche alcuni parametri ben precisi in materia di asili nido. Entro il 2010 i Paesi dell’Unione dovrebbero riuscire a soddisfare almeno il 33% della domanda. Manca poco alla scadenza, nelle Finanziarie non c’è traccia di grossi investimenti in materia, l’Italia è ferma intorno al 10%, 23 punti al di sotto dei parametri previsti da Bruxelles, ma per qualche motivo di quest’obbligo non sembra importare granché, e i bambini li si iscrive sempre di più nei nidi privati dopo essere finiti al posto 178 nella graduatoria di un asilo pubblico.

Tra una divisione e l’altra, passa il fatto che il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna decida di trascorrere il suo 8 marzo insieme con le donne soldato in Kosovo, come se fossero un simbolo delle donne italiane. E lancia un appello perché le donne abbiano maggiore peso nelle missioni di pace. Come se fosse questo il problema delle donne italiane in quest’inverno di crisi.

Tra una divisione e l’altra passa il Papa che nella sua omelia chiede alle suore di essere ‘donne che sanno obbedire ai Pastori, ma anche sostenerli e stimolarli’. Passa la travolgente iniziativa delle parlamentari, un’idea di Paola Concia del Pd: ogni donna in Parlamento deve portare a pranzo o a cena un politico maschio per sensibilizzarlo sulle questioni femminili. Passa una festa della donna con Franco Califano come ospite d’onore.

Tra una divisione e l’altra, passa tutto in questo 8 marzo 2009, per fortuna poi passa anche l’8 marzo 2009.

 

10 marzo 2009
00:04, martedì
flavia amabile
Filed under : Corsivi, Gender, Identità, Interni, Politica, Società
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Commenti : 7
 
7 commenti

(#) Quello che disse Stregatta

martedì 10 marzo 2009 alle 23:53

1

Il problema è che passa, ma passa tutto in silenzio.
E’ devastante vedere che le donne vengano strumentalizzate ogni volta dal primo che capita, per raggiungere scopi sempre più lontani dal loro interesse. Un po’ come le questioni europee sulle quali certe volte si parla troppo (e a sproposito) e si tace sapientemente in altre occasioni…

Strumenti politici, sessuali, sociali, lavorativi, familiari…Silenzio.

(#) Quello che disse flavia amabile

martedì 10 marzo 2009 alle 23:58

2

No, Stregatta, il problema è che passa tutto nella più totale indifferenza. Puoi anche gridare, come spesso fanno le donne per protestare. Puoi battere i piedi o scendere in piazza: non gliene importa nulla a nessuno, le donne non hanno alcun peso politico

(#) Quello che disse Thumper

mercoledì 11 marzo 2009 alle 10:41

3

C’è una parola di troppo, nel tuo commento, Flavia.
E’ “politico:(

(#) Quello che disse mrblue

mercoledì 11 marzo 2009 alle 14:34

4

Ciao ragazze
Capisco lo scoramento e l’ostilità verso questa ricorrenza.
Accendere le luci per un giorno vuol dire che è stato buio per i restanti 364.
Credo che il compito delle femministe oggi sia di gran lunga piu’ difficile di 30 anni fa. Lungi dall’aver raggiunto tutti i traguardi “materiali” riguardo alla parità, ora mi sembra che l’obbiettivo sia di carattere culturale, mentale.
Per quanto mi riguarda accanto a me vedo molte donne emancipate e soddisfatte, e sento di poter dire di avere con loro un rapporto assolutamente sereno e paritario.
Non nego pero’ quanto sia evidente che nell’inconscio colletivo la donna abbia ancora troppo un ruolo ancillare, cosmetico, consolatorio. E’ piuttosto svilente tutto cio’, ma non credete che dipende anche un po’ da voi? Noi maschi siamo troppo primitivi sessualmente per cambiare questo stato di cose…
Il problema secondo me è di fondo, sociale, culturale. La società da 20 anni a questa parte è esasperatamente individualista, voi comprese. Solo una consapevolezza e un’azione collettiva di donne possono cambiare l’attitudine di fondo verso di voi.
Purtroppo non ne vedo i presupposti.
Saluti

(#) Quello che disse flavia amabile

mercoledì 11 marzo 2009 alle 18:31

5

Thumper, non possiamo negare un peso ’sociale’ alle donne, nel bene e nel male….:)

(#) Quello che disse Thumper

mercoledì 11 marzo 2009 alle 20:38

6

Scusa, non era quello che intendevo.
Le donne non solo hanno un peso sociale, ma ce l’hanno anche bello grosso.
Il fatto è che, salvo situazioni personali fortunate, le donne sono disconosciute dall’universo maschile.
Che invece di migliorare, peggiora.
Le donne (sempre con le dovute eccezioni, che però non sono la regola) non solo non hanno alcun peso politico, ma spesso non hanno neanche un peso nelle loro famiglie, nei loro microcosmi.
Il mio uomo mi stima e mi “considera” prescindendo dal genere.
Ma appena si va a mangiare una pizza con altre coppie si scopre che insospettabili coetanei trattano ancora le proprie donne come esseri inferiori.
E allora non mi basta che il mio uomo sia un uomo intelligente.

Era questo che intendevo.
Le donne non anno alcun peso.
Non per tutti, ma per troppi.

(#) Quello che disse granellodisabbia

giovedì 12 marzo 2009 alle 12:12

7

:-O.Suore che stimolano i Pastori?:-) Oh,mamma……………….:-)).Vabbè,vabbè,mi autocastigo per il pensiero impuro…

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