Sorelle d'Italia

Morte all’otto marzo!

"Esprimiamo un desiderio per l’otto marzo", ci siamo dette, e io ho pensato: uno solo?

Ci sono così tante cose da desiderare, per una donna, perché così tanto nella nostra condizione lascia a desiderare, e lo dico sapendo che arriva sempre quello che mi tratta come un’ingrata perché almeno le donne italiane sono libere e non segregate come in certi paesi islamici (perché certo, la libertà è una gentile concessione dei signori uomini, mica un diritto), oppure sottolinea che noi femministe siamo sempre lamentose, per non parlare di quelli che le donne sono arroganti e vogliono dettare legge sui maschi, che non si capisce da dove gli venga, ma ognuno ha le sue pazzie.

Oggi è l’otto marzo, mi sono alzata tardi e quindi non ho visto se in televisione ci sia la solita pantomima leziosa dedicata alle signore, tutte felici di essere sguinzagliate una volta l’anno a dirsi quanto sono fighe per poi tornare buone buone alle loro posizioni. Da che ho la facoltà di intendere e di volere, non ricordo un otto marzo in cui si sia discusso seriamente di come migliorare le condizioni di vita delle donne italiane. Sicuramente qualcuno chiamerà la telegenicissima ministra Carfagna a fare il suo compitino sullo stalking, che da quando le hanno dato il ministero ripete sempre quello, stalking stalking stalking, perché capito, è successo a lei e allora ci tiene. Di questo passo, per vedere dei cambiamenti toccherà sperare che la prossima ministra abbia un figlio disabile, e allora si creino strutture statali per la cura dei disabili; che la ministra dopo abbia dovuto curare un parente con l’Alzheimer; che quella dopo ancora sia stata licenziata perché incinta; che quella successiva abbia scoperto di essere pagata meno dei colleghi maschi a pari mansioni; che poi ce ne sia una che subisce molestie in Parlamento (e quello mi pare abbastanza facile che succeda, vista la banda di satiri che alligna a Palazzp Chigi); o un’altra che in qualche momento della sua vita non sia potuta tornare al lavoro perché aveva figli piccoli che non sapeva a chi lasciare, e così via. Se non è un problema loro, non è un problema.

Alla fine, per l’otto marzo mi auguro solo che scompaia l’otto marzo. Così com’è, non serve a niente, se non a classificarci come quelle care e gentili che vanno onorate una volta l’anno e ignorate il resto dell’anno.

8 marzo 2009
10:59, domenica
Giulia Blasi
Filed under : Personale, Politica
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Commenti :1
 
1 commento

(#) Quello che disse Morte all’otto marzo!

domenica 8 marzo 2009 alle 13:37

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[...] Articolo:  Morte all’otto marzo! posted under Mediaset, Persone, [...]

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