Malignità? No, grazie.
Faccio una cosa che normalmente rifuggo, ovvero mi autosegnalo. Sul blog che tengo per Donna Moderna ho deciso di lanciare un’iniziativa: proviamo, per una settimana a partire da ora, a non commentare negativamente in alcun modo i corpi delle altre donne?
I motivi dovrebbero esservi noti, ma nel caso li spiego meglio nel post in questione.
Condivido quello che scrivi nel tuo post di là, e ieri ho subito cercato di far proseliti (o proselite, in questo caso). Più dura di quanto m’aspettassi: su Facebook, a commenti tipo “Quella cagna, così grassona che non le posso nemmeno augurare di cadere dal settimo piano, ché tanto rimbalzerebbe”, fai ironicamente notare la cosa e ti si risponde: “Ha offeso mio figlio! Ogni reazione è lecita! Be’, ma tu non sei madre e ovviamente non puoi capire”. (È chiaro: finché non sei madre, possiedi limitate facoltà cognitive; quando lo diventi, perdi automaticamente autocontrollo e aplomb).
Valeria, anche io mi scontro sempre con questo genere di ottusità, ma per ora mi accontento di cominciare da me stessa. Niente più cattiverie, per una settimana intera. Se ci riesco, posso arrivare a due, a tre, e nel frattempo capire – ogni volta che mi trattengo – perché lo faccio, che sensazioni mi dà, che cosa mi manca a non farlo. E’ interessante. Pazienza se lo faranno in poche: poche è meglio di nessuna, è un inizio, è un piccolo cambiamento.
Ma sai che non ricordo di averlo mai fatto?Se però includi il sorriso di tristezza e tenerezza che mi suscitano certe “parti” rifatte,allora…







2012