Sorelle d'Italia

Spagna: cambia la legge sull’aborto

Certe cose le devi scoprire dai blog stranieri. Per esempio, che la Spagna sta per allentare le restrizioni sull’interruzione volontaria di gravidanza, che al momento è possibile entro i primi tre mesi in caso di stupro, cinque settimane e mezzo in caso di malformazione fetale, e in qualsiasi momento – dietro parere medico – in caso di minaccia psichica o fisica per la donna. Ovviamente, il 97% degli aborti ricade sotto la casistica della "minaccia psichica", e nella pratica il parere medico è una formalità. Come in Spagna, anche in Italia l’aborto è vincolato all’ottenimento di un nulla osta medico (art. 5 della legge 194); l’aumento dell’incidenza degli obiettori (in buon parte per questioni di convenienza) rende difficilissimo per le donne interrompere gravidanze indesiderate, al punto che sempre di più, soprattutto fra le immigrate, ricorrono all’antiulcera Cytotec. Quelle che possono, invece, pagano profumatamente gli stessi obiettori da cui non possono ottenere l’intervento in strutture pubbliche.

Con la nuova legge, in Spagna sarà possibile abortire senza parere medico entro le prime quattordici settimane di gravidanza, mentre dalla quindicesima alla ventiduesima l’interruzione potrà avvenire solo dietro parere medico e in presenza di gravi malformazioni del feto. La Chiesa, ovviamente, si è mossa fino dai primi passi di questa legge, ma il parere delle gerarchie vaticane non è stato ritenuto vincolante dal governo Zapatero.

22 febbraio 2009
12:20, domenica
Giulia Blasi
Filed under : Cronaca, Salute
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Commenti : 3
 
3 commenti

(#) Quello che disse LE PULCI NELLE ‘RECCHIE salta un giro… – Radio di Massa

domenica 22 febbraio 2009 alle 19:52

1

[...] La buona notizia (che ovviamente non riguarda l’italia): la Spagna sta eliminando alcuni pessimi vincoli sulla questione dell’aborto. Vi riportiamo il post di Giulia: [...]

(#) Quello che disse valentina

lunedì 23 febbraio 2009 alle 14:58

2

commento di pancia: sará certo pratico, ma ci vuole fegato (o la giusta “disperazione”) per abortire alla 14°settimana…ancora alla 7°/8°/9°, é dura, ma non hai molta consapevolezza di una vita (feto, embrione, o come volete, resta qlcs che sarebbe tuo figlio in potenza) che ti cresce dentro…ma cosí avanti nella gravidanza, con tutto quello che comporta emotivamente e fisicamente arrivarci a quello stadio di gravidanza… non invidio per niente chi dovrá prendere questa decisione, ecco. Non so che gran servizio sia dal punto di vista psichico per una donna che affronta una IGV, e nn parlo per sentito dire…
Parlo per vita vissuta ed ora anche come una incinta proprio di 14 settimane…Forse dare gli strumenti e l’educazione alle donne per accorgersi che sono incinta prima di 2 mesi e garantire IGV rapide che rispettano i tempi previsti dalla legge sarebbe (x noi donne) una soluzione migliore. A mio parere. NB: parlo dei casi di “libera scelta”, nn di casi di amnio che evidenzino malformazioni fetali etc, giá che quegli esami nn te li fanno prima del 4° mese cmq, per cui cambia la tempistica di valutazione di una IGV…

(#) Quello che disse granellodisabbia

mercoledì 25 febbraio 2009 alle 06:01

3

Il termine “dietro parere medico,in qualunque momento,in caso di minaccia fisica o psichica della donna” non mi spaventa,perchè ritengo che la gravidanza sia una questione personale.Diritto di scelta totale sul proprio corpo,conseguenze comprese.Genererà,spero,maggior consapevolezza.

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