La chiusura del cerchio
Questo è un commento ad una notizia di qualche settimana fa: l’uscita di Berlusconi su "Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai". Il mio primo pensiero è stato: "Ah, ecco, ha fatto la battuta" e infatti, puntuale, "il mio era un complimento alle ragazze italiane che sono alcuni milioni, io penso che in ogni occasione serva sempre il senso della leggerezza e dell’umorismo". Secondo voi è più grave la prima o la seconda esternazione? Dato un problema (lo stupro), si individua la causa (la bellezza delle ragazze italiane) e si propone una soluzione (farle seguire da un soldato). Se qualcuno protesta è perché non ha il senso dell’umorismo e non capisce la galanteria. Berlusconi non è un politico al quale chiedere conto del suo operato: no, lui è un uomo, anzi un gentiluomo che si rivolge alle donne. Le donne, a quanto pare, ad un politico chiedono soltanto una cosa: la conferma della propria bellezza. Ragazze, siate allegre e carine, che ai problemi ci pensiamo noi! E allora penso: ma le donne del suo schieramento ci staranno a questo gioco? A quanto pare sì.
Scopro (via Giulia) che Ramona Badescu, in un’intervista al Giornale, ha sentenziato “Metterei al potere solo donne belle. Hanno già ricevuto tanto da Dio che sono serene. Non hanno il rancore delle deluse. La bellezza esterna è anche bellezza interiore.”. Certo, perché le donne sono tutte delle eterne adolescenti, infelici per non essere state elette la reginetta del ballo o Miss Muretto, come la Carfagna. Tutte incapaci di fuggire dalla scuola media, e di fare affidamento su altre qualità che non siano un bel personale (espressione che usava mia nonna, nata nel 1907: la uso non a caso). Serenità e bellezza esteriore e interiore: queste sono le doti che si richiedono a una donna di potere e non intelligenza, preparazione, buon senso, integrità, mediazione, lungimiranza (e potrei andare avanti per ore). Dopo le Carfagnate dovremo sorbirci anche le Ramonate?
Credo bastino le monate.
Mi sembra chiaro: se è brutta da spavento e studia e diventa brava abbastanza da mangiare in testa a tutte le colleghe che facevano gli esami a colpi di scollature e ai colleghi che la trattano con sufficienza, allora è rancorosa e insoddisfatta di sè, non fa una piega. Ho la sensazione di essere io quello che non capisce appien ocerte sfumature dell’italiano, a questo punto
ma dai, berlusconi e’ un coglione e basta.
il problema e’ che lo votano.
Il problema sono i danni a lungo termine di questo “coglione” (io penso sia uno che sa fare buon uso della “pancia” del paese, un affarista, e un mezzo criminale, magari poco intelligente, ma se fosse coglione e basta sarebbe solo lo scemo del villaggio, non l’uomo più potente d’Italia). Lui le vaccate le dice, ma gli altri le rilanciano, e le donne si fanno veicolo dello stesso sessismo che si ritorce contro di loro.
Si condivido: qui abbiamo donne maschiliste, immigrati anti-immigrazione, politici anti-legalità, operai pro-capitale razzisti e antagonisti ai sindacati, sindacati pro-confindustria, cittadini anti-diritti civili, e via dicendo.
Il problema -è ora di convincersene- non è nel linguaggio dei partiti, è proprio in chi li vota: il fatto che abbiamo in massima rappresentanza personaggi siffatti è paradossalmente una espressione piena della rappresentanza popolare, mai come in questo momento. E’ tempo di cambiare gente, così da disarmare tutto ciò: rassegnamoci però che ci vorranno anni.







2012